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Aprile 2008


In questa edizione:
 
Editoriale
di Paolo Di Croce

Speciale Messico
   Cos’è il Congresso Internazionale?
   La dichiarazione di Puebla

   Discorsi di Carlo Petrini
   Zoom sul territorio
   Dal Messico... a Stoccarda

Viaggio alle radici del cibo: Salone Internazionale del Gusto-Terra Madre 2008

I mercati piantano i semi della pace

Non si butta via niente

Cogliere la montagna

Il pifferaio canadese del buon cibo

Slow Food on Film
 




Speciale Messico


COS’È IL CONGRESSO INTERNAZIONALE?

  Il Congresso Internazionale costituisce il momento più alto della vita associativa di Slow Food: è in questo contesto che si eleggono gli organismi dirigenti e si decidono le linee strategiche per lo sviluppo a livello mondiale dell’associazione, della rete di Terra Madre e dei progetti a difesa della biodiversità.
Nel 2003, il Congresso si è svolto a Napoli: in questa occasione si è deciso di realizzare Terra Madre, e si è delineato il progetto degli School Garden. Cinque anni dopo, Terra Madre è alla terza edizione, e ci sono nel mondo più di 130 School Garden avviati.
Nel 2007, il Congresso si è tenuto a Puebla, per la prima volta fuori dall’Europa, una scelta che simbolizza la dimensione ogni volta più internazionale e la volontà di apertura dell’associazione. L’incontro ha riunito 414 delegati di tutto il mondo, in rappresentanza degli 85 000 soci.

In questo Speciale Messico, ritroverete e respirerete, speriamo, le idee forti e l’atmosfera di allegra energia che ha caratterizzato l’incontro.
 
 

LA DICHIARAZIONE DI PUEBLA

Nato oltre 20 anni fa come un Movimento di persone attente ai giusti ritmi della vita e al piacere del cibo, Slow Food ha maturato nel tempo una sempre maggiore sensibilità, capacità di inclusione, di analisi e di elaborazione. Il Congresso di Puebla si è chiuso con l’impegno a proseguire il cammino intrapreso in coerenza con il Manifesto del 1989, sviluppando al meglio tutte le diverse anime dell’associazione, nella ricerca e nella promozione di un cibo buono, pulito e giusto. La dichiarazione di Puebla è l’ideale evoluzione del Manifesto, al quale si ispira ribadendo l’attualità dei suoi quattro punti cardine :

I. Recuperare la saggezza: impegnarsi nella protezione, nella salvaguardia, nella rivalutazione e nell’impiego delle conoscenze tradizionali in tema di agricoltura, allevamento, pesca, caccia, raccolta ed elaborazione di alimenti, mettendosi in ascolto e intrecciando fitti rapporti con le popolazioni indigene.

II. Partendo dalle cucine locali, proseguire sulla strada dell’attenzione verso culture, economie e memorie locali, perchè ogni essere vivente e ogni attività si origina in un determinato territorio, e da esso trae linfa e ragion d’essere.

III.Contrastare il malinteso senso della produttività che minaccia l’ambiente e il paesaggio. Per questo Slow Food continuerà a lavorare per diffondere idee e comportamenti nel segno della sostenibilità, della bellezza, della leggerezza, della felicità, nella convinzione che questo pianeta è l’unica fonte di vita e piacere per noi e per le generazioni future.

IV. Rafforzare e infittire lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti, a partire dalla struttura associativa, per estendersi ai Presìdi, alla rete di Terra Madre e alle azioni intraprese dal network delle università di Terra Madre.

Dal cibo ai suoli, dal piacere alla giustizia, dall’eccellenza alla spesa quotidiana, dalla valorizzazione dei prodotti alla pari dignità delle culture: questo è il percorso intrapreso nel 1989 e che a Puebla è stato riconfermato grazie alla presenza, alle riflessioni, all’energia e alla fantasia dei delegati provenienti da 49 Paesi.




DISCORSI DI CARLO PETRINI:

Nel suo discorso di apertura al V Congresso Internazionale, il Presidente di Slow Food, Carlo Petrini, oltre a sottolineare il percorso svolto dall’associazione negli ultimi anni, ha sostenuto la necessità di riappropriarsi dei saperi tradizionali e di favorire lo sviluppo delle economie locali, essenziali per affrontare il danno ambientale e sociale causato dal dominante sistema di produzione alimentare e da una concezione distorta di produttività.
Afferma che solo così riusciremo a costruire un futuro sostenibile. Una sfida che chiama in causa direttamente la nostra associazione e che potremo affrontare solo aprendoci e coltivando un po’ di sana follia.

In chiusura, invece, Petrini ha posto l’accento soprattutto sul ruolo dei giovani – sia studenti, sia contadini – all’interno della nostra associazione, per promuovere uno scambio di conoscenze di pari dignità, fra Nord e Sud del mondo. La rete dei giovani di Slow Food si incontrerà per prima volta durante Terra Madre 2008, aggiungendosi alla rete dei contadini, dei cuochi e degli accademici che già formano la trama del meeting torinese. Petrini ha anche annunciato i nuovi tre vicepresidenti: la confermata Alice Waters, di Slow Food Usa, l’attivista indiana Vandana Shiva e, per dare ancora più concretezza alle sue parole, John Kariuki Mwangi, studente keniota dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, la scelta più applaudita dalla platea dei delegati.

Ecco qualche estratto dei discorsi:

«I quattro anni passati dallo scorso Congresso sono stati intensi e significativi: abbiamo inaugurato la prima Università del mondo di Scienze gastronomiche, rafforzato i concetti di buono, pulito e giusto e realizzato due edizioni di Terra Madre. Abbiamo anche rafforzato l’idea di co-produttore, cioè un consumatore che non è un soggetto passivo che subisce le indicazioni del mondo esterno e della pubblicità, ma un soggetto attivo che si relaziona con tutte le implicazioni e le conseguenze dei suoi acquisti [...] Questo Congresso dovrà segnare i nuovi obiettivi, le nuove strategie, la nostra struttura nel futuro e allo stesso tempo dovremo ragionare su come potremo mantenere la crescita del Movimento senza perdere i grandi valori di amicizia, gioia, affetto e sana follia che lo hanno contraddistinto fino a ora».

«Dovremmo prendere atto della crisi del concetto di sviluppo lineare, senza fine, che si permette di parlare di paesi sottosviluppati e che prende come modello i paesi che fanno della produttività il loro elemento cardine. Dovremmo tornare a un concetto di civiltà, di rafforzamento delle economie locali e non di sviluppo lineare [...] Non esistono risorse infinite».

«Il sapere tradizionale è l’humus su cui cresce la biodiversità. È nelle mani degli umili contadini, e noi dobbiamo sostenere la scientificità della loro conoscenza, portarli nelle università, e quando parleranno a pari livello con i docenti noi avremo vinto una grande battaglia. Non permettere l’autostima dei contadini è un elemento fondamentale del disastro ambientale».

«Apriamo le porte del nostro Movimento. Vogliamo un’Internazionale di gastronomi, di gente che crede e partecipa alla cultura alimentare. Non può essere un discorso elitario quello portato avanti da Slow Food. E questo ci richiederà molto sforzo [...] ma bisogna provare, con una logica gioiosa, fraterna e amicale. Noi siamo associati perché abbiamo scopi comuni, ma l’associazionismo è molto più forte: è un progetto razionale che vive di spinte e pulsioni non razionali. Il desiderio di accedere alla vita, di darsi una speranza, il bisogno di socialità, l’insoddisfazione delle chiacchiere dei partiti. Dobbiamo continuare a essere gente felice e allegra. Questo è l’antidoto nel mondo d’oggi, questa è la base dell’amicizia e delle nostre vite».

«Non ci si può sempre commuovere quando parlano i giovani, rivendicare pari opportunità per le donne, affermare la centralità del mondo contadino nella nostra associazione, e poi non fare seguire queste dichiarazioni d’intenti ai fatti. È giusto che anche il bastone del comando passi a forze fresche, che portino nuova linfa vitale, che rappresentino l’evoluzione della politica di Slow Food nei prossimi anni. Saranno quattro anni fantastici: divertenti, interessanti, pieni di progetti nuovi che realizzeremo, come diretta conseguenza dell’evoluzione di Slow Food e del suo recente sviluppo in aree come il Sud America, l’Africa e il continente asiatico».

«Essere soci di Slow Food significa partecipazione collettiva. Non precludiamo il diritto a nessuno di aderire a Slow Food. Lavoreremo per l’autonomia dei convivium e la flessibilità; quindi, i territori dove siamo presenti si plasmeranno rispetto alle caratteristiche locali in modo che il messaggio penetri in profondità. È un percorso che dura da 20 anni, che ci ha portati dall’enogastronomia all’ecogastronomia, e che ora ci porta a nuove imprese, riaffermando il valore dell’elemento associativo come valore forte della società civile».

«Non ho paura della crescita del Movimento proprio perché la caratteristica di fondo dovrà sempre essere l’autonomia dei territori e l’unità sulle progettualità. Che tensioni potranno mai nascere se si pensa in questo modo? In ogni parte del mondo si lavora autonomamente ma gli obiettivi sono gli stessi, nessuno di noi è solo. Che la crescita porti speranze. Sono le stesse speranze che nutro sulle sorti di questo pianeta».




Zoom sul territorio: el comercio también es diálogo

La zona messicana di Xochimilco è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco in virtù delle chinampas, orti galleggianti pre-colombiani un tempo ampiamente diffusi nell’ampio lago poi prosciugato, dove attualmente sorge Città del Messico.

La rete dei Productos de chinampas di Xochimilco, il convivium di Condesa Roma, insieme a Karina Morales Torres, neolaureata dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, e parte della rete dei giovani, stanno avviando un intenso dialogo con i ristoratori della capitale, per far sì che i prodotti tradizionali di questi suggestivi orti galleggianti ritrovino un posto d’onore sulle tavole messicane. Sono già sei i ristoranti che non solo comprano il mais e gli ortaggi di Xochimilco, ma si impegnano attivamente nello sviluppo di queste piccole produzioni. Alcuni chinamperos già stanno programmando le loro coltivazioni in funzione della domanda dei ristoranti e stanno iniziando a lavorare con prodotti che neppure pensavano potessero avere un mercato. Luis Jhon, il coordinatore del progetto, afferma che un commercio davvero “giusto” è possibile solo quando venditori e compratori si avvicinano per dialogare, e che si deve assolutamente superare questa terribile e costosa barriera fra il mondo rurale e il mondo urbano.

Per avvicinare le chinampas alla città, il progetto contempla anche la creazione di un mercato contadino nel quartiere di Condesa Roma e, dopo di una visita pilota organizzata dal convivium locale, alcuni chinamperos si stanno attrezzando affinché le loro chinampas diventino chinampas escuelas e chinampas demostrativas, capaci di accogliere visite e di compiere una funzione educativa, senza perdere le loro capacità produttive.

Luis Jhon 
Coordinatore del progetto
troncho77@yahoo.com



Dal Messico... a Stoccarda

La fiera des guten Geschmacks (buon gusto) ha aperto i battenti per la seconda volta a Stoccarda accogliendo oltre 250 produttori artigianali. Dal 3 al 6 aprile 2008 la passione dei produttori, la curiosità del pubblico e un ampio spazio dedicato all’educazione, hanno fatto di questo evento un luogo di incontro e scambio di informazioni e saperi: una fiera unica, in risposta all'industrializzazione e al livellamento imposto dal settore alimentare odierno.

All’evento era presente anche la comunità di produttori di Cacao di Villahermosa (capitale dello stato del Tabasco), colpita nel novembre del 2007 da una devastante alluvione. I produttori messicani hanno raccontato al pubblico come hanno vissuto e affrontato il disastro e com’è nato il progetto Restablecimiento del Agroecosistema Cacao en Tabasco, un’iniziativa a cui collaborano Slow Food-Terra Madre e Mas para el campo, associazione che coordina le diverse cooperative di produttori di cacao della regione di Chontalpa. Il progetto coinvolge 720 ettari di terreno con lo scopo di riattivare il regolare ciclo di produzione, migliorare la qualità del prodotto e la sua commercializzazione.

Il programma della fiera tedesca ha offerto anche tavole rotonde con discussioni e forum, e una ricca proposta di eventi collaterali (cene, Laboratori del Gusto). Particolare attenzione è stata dedicata all’alimentazione negli asili, nelle scuole e in famiglia, mentre i più piccoli hanno potuto sfidarsi in una vera e propria gara culinaria all'insegna del motto del film Ratatouille: «tutti sanno cucinare».

Per maggiori informazioni sull’evento, visitate il sito: www.slowfood-messe.de

Alma Rosa Garces Medina
Referente Comunità dei Produttori di cacao biologico e cioccolato di Villahermosa
atcovillahermosa@yahoo.com.mx



Viaggio alle radici del cibo: Salone Internazionale del Gusto-Terra Madre 2008

Salone del Gusto e Terra Madre quest’anno – a Torino, dal 23 al 27 ottobre – si presentano insieme, un unico evento con due anime distinte ma fortemente connesse. Il tema dell’edizione 2008 è Il viaggio alle radici del cibo, che trova la sua traduzione grafica in un albero: un percorso che dai rami carichi di frutti, i piatti, cioè il Salone, attraverso la linfa del buono, pulito e giusto conduce alle radici, alla terra, che è Terra Madre, l’incontro mondiale delle Comunità del cibo.
Una passeggiata che trova la sua massima espressione nella Via Virtuosa: un percorso a tappe informativo-educativo che si snoda all’interno del Salone - alla ricerca del buono, pulito e giusto, per consumare meno e vivere meglio - per condurre ai Presìdi che, per la prima volta, sono ospitati all’interno dell’Oval Lingotto, sede di Terra Madre.

Nel 2008 si svolgeranno anche Terra Madre Olanda, dal 17 al 18 maggio, nella città di Middleburg, e Terra Madre Irlanda, dal 4 al 7 settembre, ospitata dall’antica città di Waterford.
Il convivium nato recentemente nel campus dell’Istituto di tecnologia di Waterford parteciperà all’organizzazione dell’evento irlandese. Questo convivium, fondato da Donald Lehane, che fa parte della rete dei giovani, è il primo in Irlanda che sviluppa la sua azione a partire da un istituto di istruzione superiore. La volontà è quella di realizzare attività dedicate all’educazione alimentare e incontri all’insegna della convivialità, e di aiutare nell’organizzazione dell’evento Terra Madre Irlanda 2008. I ragazzi collaboreranno alla realizzazione della conferenza inaugurale dedicata al tema delle politiche alimentari e saranno impegnati nei 4 giorni della manifestazione che animerà la città e l’intera regione.

Per maggiori informazioni sull’evento irlandese, visitate il sito: www.terramadreireland.com

Donald Lehane
Leader del convivium di Waterford
lehane@iol.ie



I mercati piantano i semi
della pace

La libanese Dana Ghoussaini e l’israeliana Michal Ansky hanno recentemente avuto la possibilità d’incontrarsi in occasione dell’inaugurazione della Rete Internazionale dei Mercati della Terra. Le due giovani donne sono entrambe profondamente impegnate nei rispettivi Paesi e sono apparse entusiaste all’idea di una futura possibile collaborazione.
Dana, rappresentante di Slow Food Beirut e coordinatrice dei tre Mercati della Terra sul suolo libanese, ha presentato il progetto in occasione del meeting. Michal, giornalista enogastronomica e studente di un Master all’Università di Scienze Gastronomiche, è tra le organizzatrici del primo mercato contadino di Tel Aviv, che a partire dal 2 maggio sarà ospitato una volta alla settimana nel porto della città israeliana.
Dana e Michal si sono riunite insieme a 70 rappresentanti dei mercati contadini e di Slow Food provenienti da tutto il mondo lo scorso marzo in Italia. Questo nuovo progetto di Slow Food ha elaborato un preciso modello di mercati contadini: i Mercati della Terra sono uniti da un comune insieme di regole, che possono essere adattate agli specifici contesti nazionali. I delegati hanno visitato il primo Mercato della Terra inaugurato tre anni fa nella città toscana di Montevarchi e ascoltato le testimonianze dei rappresentanti di progetti pilota in Libano e Mali. A raccontare le loro esperienze, anche i coordinatori della rete dei mercati contadini in America e Inghilterra, che in futuro potrebbero aderire alla rete dei Mercati della Terra.

Per maggiori informazioni scrivete a: info@mercatidellaterra.it



Non si butta via niente

Nicole Sturzenberger è una neolaureata del Master in Food Culture promosso dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Colorno, Italia. Dopo una tesi sulla trasformazione in energia degli scarti derivanti dalla produzione di olio di oliva, oggi Nicole lavora per l’Università della California, nella città di Davis. Ci racconta: «qui all’Università lavoro per l’Olive Center e il Robert Mondavi Edible Garden. Stiamo producendo il nostro olio d’oliva, utilizzando il patrimonio messoci a disposizione dagli alberi del campus. Il passo successivo sarà quello d’impiegare il nocciolo dell’oliva per produrre energia».
Il ruolo di Nicole all’interno del Centro è legato all’impegno dell’Università di raggiungere l’obbiettivo “impatto zero” entro il 2020.

Nicole Sturzenberger
Robert Mondavi Institute Garden
ndsturzenberger@ucdavis.edu




Cogliere la montagna

Il convivium alpino di Coolporteur organizzerà il 17 e 18 maggio 2008, nella città di Gap (Francia), un salone dedicato ai prodotti e ai sapori della montagna. Savoirs et saveurs de montagne sarà un evento unico sul territorio alpino più occidentale, una festa dei terroir, una scuola del gusto, un dibattito aperto sull’avvenire.
L’evento proporrà:
- Il mercato dei sapori, dove saranno offerti i prodotti di montagna provenienti da Francia e Italia e dove interverranno attori locali come il parco naturale, i gruppi d’acquisto, ecc.
- I Laboratori del Gusto, con degustazioni guidate da produttori e cuochi.
- Lo spazio Manger Slow, con dimostrazioni culinarie per insegnare al pubblico come preparare prodotti semplici e di qualità, a costi contenuti. Questo evento chiude, localmente, un programma interregionale finanziato dall’Unione Europea, intitolato Le tour des savoirs et des saveurs de la montagne. Sono attesi 1500 visitatori.

Rostain Philippe
Convivium leader Slow Food Coolporteur
philippe@slowfood.fr



Il pifferaio canadese del buon cibo

Paul Finkelstein ha iniziato a insegnare alla Nothwestern Secondary School di Stratford (Ontario, Canada) sette anni fa. Ad accoglierlo il solito quadro già visto in tante altre scuole: distributori automatici sparsi per l’edificio e menù pieni di cibi ipercalorici in mensa. Paul combatte da tempo la sua battaglia contro l’epidemia di obesità e gli altri seri problemi di salute che affliggono i giovani con una ricetta unica, che abbina programmi di educazione alimentare, School Gardens, organizzazione di cene e viaggi. L’obbiettivo principale è quello di far conoscere ai suoi studenti il vero cibo, facendo loro cucinare prodotti freschi e invitandoli a sperimentare i vari ingredienti, per arrivare a sviluppare un proprio gusto personale.
Con questo spirito nasce lo Screaming Avocado Cafè, una tavola calda interna alla scuola che Paul gestisce insieme ai suoi studenti. Lo Screaming offre solo menù sani e gli studenti si occupano della preparazione di tutti i piatti: pane, pasta, tramezzini, coniglio alle olive, couscous marocchino d’agnello, sushi…
La tavola calda rientra in un più ampio programma di educazione culinaria ispirato ai principi di località e stagionalità dei prodotti, che coinvolge 200 studenti l’anno. Attraverso gli scambi promossi da Slow Food i ragazzi hanno avuto la possibilità di viaggiare in Canada e all’estero (Giappone) per incontrarsi e confrontarsi con colleghi provenienti da Paesi e culture diverse.

Paul Finkelstein
paulfink@fc.amdsb.ca



Slow Food on Film

L’intera cittadella della Manifattura delle Arti di Bologna, Italia, sarà attraversata per cinque giorni dall’energia delle immagini e degli eventi enogastronomici voluti dal Movimento Slow Food e dalla Cineteca di Bologna per lanciare un primo confronto internazionale sul cibo attraverso i più importanti linguaggi audiovisivi della contemporaneità, il cinema e la televisione. Slow Food on Film, dal 7 all’11 maggio, offrirà proiezioni dalla mattina alla sera nei principali cinema della città, seguite dalla degustazione di piatti e vini ispirati ai film.
Quattro i concorsi ufficiali: Shorts competition (per corti di finzione), Docs competition (per documentari), BFF – Best Food Feature (per il miglior lungometraggio gastronomico) e la Chiocciola d’oro – Best Food tv Series (destinato alla serie tv, fiction o documentaristica, distintasi a livello internazionale per una rappresentazione della gastronomia consapevole, intelligente e culturalmente rilevante).

Tutto il programma presto su: www.slowfoodonfilm.com
Sul sito i soci Slow Food possono anche prenotare gli eventi a prezzo scontato.

 

 


  EDITORIALE


Cari soci,

questo è il primo numero di una newsletter informatica che riceverete ogni mese.

Narra la nostra associazione, quel che accade nei convivium e come Slow Food è capito, vissuto, praticato dal Chiapas alle steppe mongole, dalle tavole tedesche ai farmers market di San Francisco: i posti, i modi e i tempi del cibo buono, pulito, giusto; e dei pensieri e dei fatti intorno a esso.

È una newsletter in otto lingue ed è espressione di una rete sempre più anarchica, gioiosa, complessa e ancora più aperta alle diversità. È impaginata in via Mendicità, nella storica sede di Bra, ma vorremmo che, sempre di più, fosse scritta fuori di qui, raccontando le vostre interpretazioni locali del piacere, nelle sue multiformi espressioni: gastronomico, intellettuale, emozionale. Documenterà gli scambi, le campagne, i progetti sviluppati dai convivium Slow Food del mondo, che hanno sede nei café parigini o sbocciano fra le piantagioni di caffè guatemalteche.
Slow Food Times
, poi, sarà un diario di viaggio alle radici del cibo, sia filosofico – lo scambio dei saperi, il mutare delle opinioni e degli interessi, il pensiero che corre dal piatto alla terra – sia nel concreto: dei soci in visita ai produttori, delle Comunità verso l’incontro di Terra Madre e del Salone del Gusto, a Torino il 23-27 ottobre, dei fiduciari di ritorno dal Messico, con un ricco bagaglio di suggestioni e stimoli da comunicare.

Il Congresso Internazionale che si è tenuto lo scorso novembre a Puebla infatti, è stato un grande e fondamentale momento per la nostra associazione: ci ha permesso di fare il punto sul percorso che avevamo alle spalle, di tracciare le linee guida verso le quali ci indirizzeremo in futuro e di definire l’orizzonte che donerà un senso collettivo alle nostre azioni individuali.

È per questa ragione che abbiamo deciso di inaugurare Slow Food Times partendo dal Messico, per uno “speciale” che vuole essere soltanto un punto di partenza per un dialogo che vorremmo sempre più ricco; nonché rispettoso delle complessità e delle contraddizioni che sono il nostro pane quotidiano per crescere in un approccio più maturo e responsabile nel nostro rapporto con il cibo e con il piacere che ne deriva.

Buon viaggio, dunque. Con lentezza.


Paolo Di Croce
Segretario internazionale Slow Food


 




Hanno detto
al Congresso



  All’inizio, in Giappone, ci si associava soprattutto per moda. Ora, invece, aderiscono a Slow Food persone molto più motivate e intraprendenti e siamo alla vigilia di svolte importanti, come la realizzazione di un Terra Madre asiatico [...]
Il nostro Paese, come il Messico, è pieno di contraddizioni: la nostra natura è molto slow, ma lo scriteriato sviluppo economico ha minato le nostre tradizioni e oggi il Giappone è il paese che conta più food miles nel mondo. Ma, ora che Slow Food è presente in ogni regione della nostra nazione, siamo pronti a dar vita a un profondo cambiamento.
 
     
  Hirotoshi Wako
Presidente di Slow Food Japan
 




  È opportuno pensare a una soluzione ampia dei problemi che sono di fronte a noi.
La soluzione risiede nell’educazione e nell’istruzione. La scuola è l’unico luogo in cui possiamo entrare in contatto con i bambini, dove possiamo insegnare loro la cultura della tavola.
L’ecogastronomia deve entrare nei programmi delle scuole, dagli asili alle università.
 
     
  Alice Waters
Vicepresidente internazionale
di Slow Food
 




  Il Libano è un viaggio culinario molto interessante. Ha una ricca tradizione alimentare, legata alle stagioni. Il cibo, per noi, è uno strumento di ospitalità e di offerta d’amicizia. A Beirut, pure in giorni molto difficili per la nostra nazione, stiamo lavorando per sostenere i mercati contadini e abbiamo iniziato vari programmi educativi in scuole e università.  
     
  Barbara Massaad
Convivium di Beirut
 




  In Bielorussia, i kolkoz sono la maggiore forza agricola del Paese. Hanno terreni molto fertili e molti macchinari, ma sono altamente inefficienti, perché sono ancora i princìpi sovietici a dettare le direttive dell’agricoltura.
Ci auguriamo, entrando nella rete di Slow Food, che le cose possano cambiare: riscoprendo le varietà e le produzioni locali, lavorando sulla qualità e non più soltanto sulla quantità. Abbiamo bisogno del confronto con quelli che hanno già seguito questo percorso in passato e siamo aperti allo scambio.
 
     
  Igor Danilov
Coordinatore di Terra Madre
e di Slow Food in Bielorussia
 




  Vent’anni anni fa Slow Food centrava la sua attenzione sul prodotto. Poi, con Terra Madre, i prodotti hanno acquistato un viso umano. La cultura contadina è in pericolo, nel Sud e nel Nord del mondo. In Paesi di tradizione contadina come la Svizzera, migliaia di famiglie rurali abbandonano le loro attività tradizionali per inseguire chimere non redditizie e che non danno felicità. Qui sono importanti l’impegno e il lavoro di Slow Food: ridonando dignità e gratificazione a tutti coloro che si dedicano alla produzione agricola.  
     
  Rafael Pérez
Presidente di Slow Food Svizzera
 





  La condotta si è modificata in parallelo all’evoluzione del pensiero slow. Ormai non operiamo più soltanto sulle tavole delle osterie, ma anche su quelle delle scuole, delle biblioteche, degli uffici comunali.
Il nuovo scopo della condotta, oggi, è la formazione di cittadini consapevoli.
 
     
  Marco Brogiotti
Governatore di Slow Food Italia
 











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