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Aprile
2008
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In
questa edizione: |
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Speciale Messico
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COS’È
IL CONGRESSO INTERNAZIONALE? |
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Il
Congresso Internazionale costituisce
il momento più alto della vita associativa
di Slow Food: è in questo contesto
che si eleggono gli organismi dirigenti
e si decidono le linee strategiche
per lo sviluppo a livello mondiale
dell’associazione, della rete di Terra
Madre e dei progetti a difesa della
biodiversità.
Nel 2003, il Congresso si è svolto
a Napoli: in questa occasione si è
deciso di realizzare Terra Madre,
e si è delineato il progetto degli
School Garden. Cinque anni dopo, Terra
Madre è alla terza edizione, e ci
sono nel mondo più di 130 School Garden
avviati.
Nel 2007, il Congresso si è tenuto
a Puebla, per la prima volta fuori
dall’Europa, una scelta che simbolizza
la dimensione ogni volta più internazionale
e la volontà di apertura dell’associazione.
L’incontro ha riunito 414 delegati
di tutto il mondo, in rappresentanza
degli 85 000 soci.
In questo Speciale Messico,
ritroverete e respirerete, speriamo,
le idee forti e l’atmosfera di allegra
energia che ha caratterizzato l’incontro.
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LA
DICHIARAZIONE DI PUEBLA |
Nato oltre 20 anni fa come un
Movimento di persone attente ai giusti ritmi della
vita e al piacere del cibo, Slow Food ha maturato
nel tempo una sempre maggiore sensibilità,
capacità di inclusione, di analisi e di elaborazione.
Il Congresso di Puebla si è chiuso con l’impegno
a proseguire il cammino intrapreso in coerenza con
il Manifesto del 1989, sviluppando al meglio tutte
le diverse anime dell’associazione, nella ricerca
e nella promozione di un cibo buono, pulito e
giusto. La dichiarazione
di Puebla è l’ideale evoluzione del
Manifesto, al quale si ispira ribadendo l’attualità
dei suoi quattro punti cardine :
I.
Recuperare la saggezza: impegnarsi nella protezione,
nella salvaguardia, nella rivalutazione e nell’impiego
delle conoscenze tradizionali in tema di agricoltura,
allevamento, pesca, caccia, raccolta ed elaborazione
di alimenti, mettendosi in ascolto e intrecciando
fitti rapporti con le popolazioni indigene.
II. Partendo dalle cucine locali,
proseguire sulla strada dell’attenzione verso culture,
economie e memorie locali, perchè ogni essere vivente
e ogni attività si origina in un determinato territorio,
e da esso trae linfa e ragion d’essere.
III.Contrastare il malinteso senso
della produttività che minaccia l’ambiente e il paesaggio.
Per questo Slow Food continuerà a lavorare per diffondere
idee e comportamenti nel segno della sostenibilità,
della bellezza, della leggerezza, della felicità,
nella convinzione che questo pianeta è l’unica fonte
di vita e piacere per noi e per le generazioni future.
IV. Rafforzare e infittire lo scambio
internazionale di storie, conoscenze, progetti, a
partire dalla struttura associativa, per estendersi
ai Presìdi, alla rete di Terra Madre e alle azioni
intraprese dal network delle università di Terra Madre.
Dal cibo ai suoli, dal piacere alla giustizia, dall’eccellenza
alla spesa quotidiana, dalla valorizzazione dei prodotti
alla pari dignità delle culture: questo è il percorso
intrapreso nel 1989 e che a Puebla è stato riconfermato
grazie alla presenza, alle riflessioni, all’energia
e alla fantasia dei delegati provenienti da 49 Paesi.
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DISCORSI DI CARLO PETRINI: |
Nel suo discorso
di apertura al V Congresso Internazionale, il Presidente
di Slow Food, Carlo Petrini, oltre a sottolineare il
percorso svolto dall’associazione negli ultimi
anni, ha sostenuto la necessità di riappropriarsi
dei saperi tradizionali e di favorire lo sviluppo delle
economie locali, essenziali per affrontare il danno
ambientale e sociale causato dal dominante sistema di
produzione alimentare e da una concezione distorta di
produttività.
Afferma che solo così riusciremo a costruire
un futuro sostenibile. Una sfida che chiama in causa
direttamente la nostra associazione e che potremo
affrontare solo aprendoci e coltivando un po’
di sana follia.
In chiusura,
invece, Petrini ha posto l’accento soprattutto
sul ruolo dei giovani – sia studenti, sia contadini
– all’interno della nostra associazione,
per promuovere uno scambio di conoscenze di pari dignità,
fra Nord e Sud del mondo. La rete dei giovani di Slow
Food si incontrerà per prima volta durante
Terra Madre 2008, aggiungendosi alla rete dei contadini,
dei cuochi e degli accademici che già formano
la trama del meeting torinese. Petrini ha anche annunciato
i nuovi tre vicepresidenti: la confermata Alice Waters,
di Slow Food Usa, l’attivista indiana Vandana
Shiva e, per dare ancora più concretezza alle
sue parole, John Kariuki Mwangi, studente keniota
dell’Università degli Studi di Scienze
Gastronomiche, la scelta più applaudita dalla
platea dei delegati.
Ecco qualche estratto dei discorsi:
«I quattro
anni passati dallo scorso Congresso sono stati intensi
e significativi: abbiamo inaugurato la prima Università
del mondo di Scienze gastronomiche, rafforzato i concetti
di buono, pulito e giusto e realizzato due edizioni
di Terra Madre. Abbiamo anche rafforzato l’idea
di co-produttore, cioè un consumatore che non
è un soggetto passivo che subisce le indicazioni
del mondo esterno e della pubblicità, ma un
soggetto attivo che si relaziona con tutte le implicazioni
e le conseguenze dei suoi acquisti [...] Questo Congresso
dovrà segnare i nuovi obiettivi, le nuove strategie,
la nostra struttura nel futuro e allo stesso tempo
dovremo ragionare su come potremo mantenere la crescita
del Movimento senza perdere i grandi valori di amicizia,
gioia, affetto e sana follia che lo hanno contraddistinto
fino a ora».
«Dovremmo prendere atto della crisi del concetto
di sviluppo lineare, senza fine, che si permette di
parlare di paesi sottosviluppati e che prende come
modello i paesi che fanno della produttività
il loro elemento cardine. Dovremmo tornare a un concetto
di civiltà, di rafforzamento delle economie
locali e non di sviluppo lineare [...] Non esistono
risorse infinite».
«Il sapere
tradizionale è l’humus su cui cresce
la biodiversità. È nelle mani degli
umili contadini, e noi dobbiamo sostenere la scientificità
della loro conoscenza, portarli nelle università,
e quando parleranno a pari livello con i docenti noi
avremo vinto una grande battaglia. Non permettere
l’autostima dei contadini è un elemento
fondamentale del disastro ambientale».
«Apriamo le porte del nostro Movimento. Vogliamo
un’Internazionale di gastronomi, di gente che
crede e partecipa alla cultura alimentare. Non può
essere un discorso elitario quello portato avanti
da Slow Food. E questo ci richiederà molto
sforzo [...] ma bisogna provare, con una logica gioiosa,
fraterna e amicale. Noi siamo associati perché
abbiamo scopi comuni, ma l’associazionismo è
molto più forte: è un progetto razionale
che vive di spinte e pulsioni non razionali. Il desiderio
di accedere alla vita, di darsi una speranza, il bisogno
di socialità, l’insoddisfazione delle
chiacchiere dei partiti. Dobbiamo continuare a essere
gente felice e allegra. Questo è l’antidoto
nel mondo d’oggi, questa è la base dell’amicizia
e delle nostre vite».
«Non ci si può sempre commuovere quando
parlano i giovani, rivendicare pari opportunità
per le donne, affermare la centralità del mondo
contadino nella nostra associazione, e poi non fare
seguire queste dichiarazioni d’intenti ai fatti.
È giusto che anche il bastone del comando passi
a forze fresche, che portino nuova linfa vitale, che
rappresentino l’evoluzione della politica di
Slow Food nei prossimi anni. Saranno quattro anni
fantastici: divertenti, interessanti, pieni di progetti
nuovi che realizzeremo, come diretta conseguenza dell’evoluzione
di Slow Food e del suo recente sviluppo in aree come
il Sud America, l’Africa e il continente asiatico».
«Essere soci di Slow Food significa partecipazione
collettiva. Non precludiamo il diritto a nessuno di
aderire a Slow Food. Lavoreremo per l’autonomia
dei convivium e la flessibilità; quindi, i
territori dove siamo presenti si plasmeranno rispetto
alle caratteristiche locali in modo che il messaggio
penetri in profondità. È un percorso
che dura da 20 anni, che ci ha portati dall’enogastronomia
all’ecogastronomia, e che ora ci porta a nuove
imprese, riaffermando il valore dell’elemento
associativo come valore forte della società
civile».
«Non ho paura della crescita del Movimento proprio
perché la caratteristica di fondo dovrà
sempre essere l’autonomia dei territori e l’unità
sulle progettualità. Che tensioni potranno
mai nascere se si pensa in questo modo? In ogni parte
del mondo si lavora autonomamente ma gli obiettivi
sono gli stessi, nessuno di noi è solo. Che
la crescita porti speranze. Sono le stesse speranze
che nutro sulle sorti di questo pianeta».
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Zoom sul territorio: el comercio también es diálogo |
La zona messicana di Xochimilco è Patrimonio
dell’Umanità dell’Unesco in virtù
delle chinampas, orti galleggianti pre-colombiani
un tempo ampiamente diffusi nell’ampio lago poi
prosciugato, dove attualmente sorge Città del
Messico.
La rete dei Productos de chinampas di Xochimilco, il
convivium di Condesa Roma ,
insieme a Karina Morales Torres, neolaureata dell’Università
degli Studi di Scienze Gastronomiche, e parte della
rete dei giovani, stanno avviando un intenso dialogo
con i ristoratori della capitale, per far sì
che i prodotti tradizionali di questi suggestivi orti
galleggianti ritrovino un posto d’onore sulle
tavole messicane. Sono già sei i ristoranti che
non solo comprano il mais e gli ortaggi di Xochimilco,
ma si impegnano attivamente nello sviluppo di queste
piccole produzioni. Alcuni chinamperos già
stanno programmando le loro coltivazioni in funzione
della domanda dei ristoranti e stanno iniziando a lavorare
con prodotti che neppure pensavano potessero avere un
mercato. Luis Jhon, il coordinatore del progetto, afferma
che un commercio davvero “giusto” è
possibile solo quando venditori e compratori si avvicinano
per dialogare, e che si deve assolutamente superare
questa terribile e costosa barriera fra il mondo rurale
e il mondo urbano.
Per avvicinare le chinampas alla città,
il progetto contempla anche la creazione di un mercato
contadino nel quartiere di Condesa Roma e, dopo di una
visita pilota organizzata dal convivium locale, alcuni
chinamperos si stanno attrezzando affinché
le loro chinampas diventino chinampas escuelas
e chinampas demostrativas, capaci di accogliere
visite e di compiere una funzione educativa, senza perdere
le loro capacità produttive.
Luis Jhon
Coordinatore del progetto
troncho77@yahoo.com
Dal
Messico... a Stoccarda
La fiera des guten Geschmacks (buon gusto)
ha aperto i battenti per la seconda volta a Stoccarda
accogliendo oltre 250 produttori artigianali. Dal 3
al 6 aprile 2008 la passione dei produttori, la curiosità
del pubblico e un ampio spazio dedicato all’educazione,
hanno fatto di questo evento un luogo di incontro e
scambio di informazioni e saperi: una fiera unica, in
risposta all'industrializzazione e al livellamento imposto
dal settore alimentare odierno.
All’evento era presente anche la comunità
di produttori di Cacao di Villahermosa (capitale dello
stato del Tabasco), colpita nel novembre del 2007 da
una devastante alluvione. I produttori messicani hanno
raccontato al pubblico come hanno vissuto e affrontato
il disastro e com’è nato il progetto Restablecimiento
del Agroecosistema Cacao en Tabasco, un’iniziativa
a cui collaborano Slow Food-Terra Madre e Mas para el
campo, associazione che coordina le diverse cooperative
di produttori di cacao della regione di Chontalpa. Il
progetto coinvolge 720 ettari di terreno con lo scopo
di riattivare il regolare ciclo di produzione, migliorare
la qualità del prodotto e la sua commercializzazione.
Il programma della fiera tedesca ha offerto anche tavole
rotonde con discussioni e forum, e una ricca proposta
di eventi collaterali (cene, Laboratori del Gusto).
Particolare attenzione è stata dedicata all’alimentazione
negli asili, nelle scuole e in famiglia, mentre i più
piccoli hanno potuto sfidarsi in una vera e propria
gara culinaria all'insegna del motto del film Ratatouille:
«tutti sanno cucinare».
Per maggiori informazioni sull’evento,
visitate il sito: www.slowfood-messe.de
Alma Rosa Garces Medina
Referente Comunità dei Produttori di cacao biologico
e cioccolato di Villahermosa
atcovillahermosa@yahoo.com.mx
Viaggio
alle radici del cibo: Salone Internazionale del Gusto-Terra
Madre 2008
Salone del Gusto
e
Terra Madre quest’anno
– a Torino, dal 23
al 27 ottobre – si presentano
insieme, un unico evento con due anime distinte ma
fortemente connesse. Il tema dell’edizione 2008
è Il viaggio alle radici del cibo,
che trova la sua traduzione grafica in un albero:
un percorso che dai rami carichi di frutti, i piatti,
cioè il Salone, attraverso la linfa del buono,
pulito e giusto conduce alle radici, alla terra, che
è Terra Madre, l’incontro mondiale delle
Comunità del cibo.
Una passeggiata che trova la sua massima espressione
nella Via Virtuosa: un percorso a
tappe informativo-educativo che si snoda all’interno
del Salone - alla ricerca del buono, pulito e giusto,
per consumare meno e vivere meglio - per condurre
ai Presìdi che, per la prima volta, sono ospitati
all’interno dell’Oval Lingotto, sede di
Terra Madre.
Nel 2008 si svolgeranno anche Terra Madre
Olanda, dal 17 al 18 maggio, nella città
di Middleburg, e Terra Madre Irlanda,
dal 4 al 7 settembre, ospitata dall’antica città
di Waterford.
Il convivium
nato recentemente nel campus dell’Istituto di
tecnologia di Waterford parteciperà all’organizzazione
dell’evento irlandese. Questo convivium, fondato
da Donald Lehane, che fa parte della rete dei giovani,
è il primo in Irlanda che sviluppa la sua azione
a partire da un istituto di istruzione superiore.
La volontà è quella di realizzare attività
dedicate all’educazione alimentare e incontri
all’insegna della convivialità, e di
aiutare nell’organizzazione dell’evento
Terra Madre Irlanda 2008. I ragazzi collaboreranno
alla realizzazione della conferenza inaugurale dedicata
al tema delle politiche alimentari e saranno impegnati
nei 4 giorni della manifestazione che animerà
la città e l’intera regione.
Per maggiori informazioni sull’evento
irlandese, visitate il sito: www.terramadreireland.com
Donald Lehane
Leader del convivium di Waterford
lehane@iol.ie
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I
mercati piantano i semi
della pace |
La libanese Dana Ghoussaini e
l’israeliana Michal Ansky hanno recentemente
avuto la possibilità d’incontrarsi in
occasione dell’inaugurazione della Rete Internazionale
dei Mercati della Terra. Le due giovani donne sono
entrambe profondamente impegnate nei rispettivi Paesi
e sono apparse entusiaste all’idea di una futura
possibile collaborazione.
Dana, rappresentante di Slow Food Beirut
e coordinatrice dei tre Mercati della Terra sul suolo
libanese, ha presentato il progetto in occasione del
meeting. Michal, giornalista enogastronomica e studente
di un Master all’Università di Scienze
Gastronomiche, è tra le organizzatrici del
primo mercato contadino di Tel Aviv, che a partire
dal 2 maggio sarà ospitato una volta alla settimana
nel porto della città israeliana.
Dana e Michal si sono riunite insieme a 70 rappresentanti
dei mercati contadini e di Slow Food provenienti da
tutto il mondo lo scorso marzo in Italia. Questo nuovo
progetto di Slow Food ha elaborato un preciso modello
di mercati contadini: i Mercati della Terra sono uniti
da un comune insieme di regole, che possono essere
adattate agli specifici contesti nazionali. I delegati
hanno visitato il primo Mercato della Terra inaugurato
tre anni fa nella città toscana di Montevarchi
e ascoltato le testimonianze dei rappresentanti di
progetti pilota in Libano e Mali. A raccontare le
loro esperienze, anche i coordinatori della rete dei
mercati contadini in America e Inghilterra, che in
futuro potrebbero aderire alla rete dei Mercati della
Terra.
Per maggiori informazioni scrivete a:
info@mercatidellaterra.it
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Non
si butta via niente |
Nicole Sturzenberger è
una neolaureata del Master in Food Culture promosso
dall’Università degli Studi di Scienze
Gastronomiche di Colorno, Italia. Dopo una tesi
sulla trasformazione in energia degli scarti derivanti
dalla produzione di olio di oliva, oggi Nicole lavora
per l’Università della California,
nella città di Davis. Ci racconta: «qui
all’Università lavoro per l’Olive
Center e il Robert Mondavi Edible Garden. Stiamo
producendo il nostro olio d’oliva, utilizzando
il patrimonio messoci a disposizione dagli alberi
del campus. Il passo successivo sarà quello
d’impiegare il nocciolo dell’oliva per
produrre energia».
Il ruolo di Nicole all’interno del Centro
è legato all’impegno dell’Università
di raggiungere l’obbiettivo “impatto
zero” entro il 2020.
Nicole Sturzenberger
Robert Mondavi Institute Garden
ndsturzenberger@ucdavis.edu
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Cogliere
la montagna |
Il
convivium alpino di Coolporteur
organizzerà il 17 e 18 maggio 2008, nella città
di Gap (Francia), un salone dedicato ai prodotti e
ai sapori della montagna.
Savoirs et saveurs de montagne sarà
un evento unico sul territorio alpino più occidentale,
una festa dei terroir, una scuola del gusto, un dibattito
aperto sull’avvenire.
L’evento proporrà:
- Il mercato dei sapori, dove saranno offerti i prodotti
di montagna provenienti da Francia e Italia e dove
interverranno attori locali come il parco naturale,
i gruppi d’acquisto, ecc.
- I Laboratori del Gusto, con degustazioni guidate
da produttori e cuochi.
- Lo spazio Manger Slow, con dimostrazioni culinarie
per insegnare al pubblico come preparare prodotti
semplici e di qualità, a costi contenuti. Questo
evento chiude, localmente, un programma interregionale
finanziato dall’Unione Europea, intitolato Le
tour des savoirs et des saveurs de la montagne.
Sono attesi 1500 visitatori.
Rostain Philippe
Convivium leader Slow Food Coolporteur
philippe@slowfood.fr
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Il
pifferaio canadese del buon cibo |
Paul Finkelstein ha iniziato a insegnare alla Nothwestern
Secondary School di Stratford (Ontario, Canada) sette
anni fa. Ad accoglierlo il solito quadro già
visto in tante altre scuole: distributori automatici
sparsi per l’edificio e menù pieni di
cibi ipercalorici in mensa. Paul combatte da tempo
la sua battaglia contro l’epidemia di obesità
e gli altri seri problemi di salute che affliggono
i giovani con una ricetta unica, che abbina programmi
di educazione alimentare, School Gardens, organizzazione
di cene e viaggi. L’obbiettivo principale è
quello di far conoscere ai suoi studenti il vero cibo,
facendo loro cucinare prodotti freschi e invitandoli
a sperimentare i vari ingredienti, per arrivare a
sviluppare un proprio gusto personale.
Con questo spirito nasce lo Screaming Avocado Cafè,
una tavola calda interna alla scuola che Paul gestisce
insieme ai suoi studenti. Lo Screaming offre solo
menù sani e gli studenti si occupano della
preparazione di tutti i piatti: pane, pasta, tramezzini,
coniglio alle olive, couscous marocchino d’agnello,
sushi…
La tavola calda rientra in un più ampio programma
di educazione culinaria ispirato ai principi di località
e stagionalità dei prodotti, che coinvolge
200 studenti l’anno. Attraverso gli scambi promossi
da Slow Food i ragazzi hanno avuto la possibilità
di viaggiare in Canada e all’estero (Giappone)
per incontrarsi e confrontarsi con colleghi provenienti
da Paesi e culture diverse.
Paul Finkelstein
paulfink@fc.amdsb.ca
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Slow
Food on Film |
L’intera cittadella della Manifattura delle
Arti di Bologna, Italia, sarà attraversata
per cinque giorni dall’energia delle immagini
e degli eventi enogastronomici voluti dal Movimento
Slow Food e dalla Cineteca di Bologna per lanciare
un primo confronto internazionale sul cibo attraverso
i più importanti linguaggi audiovisivi della
contemporaneità, il cinema e la televisione.
Slow Food on Film, dal 7 all’11 maggio,
offrirà proiezioni dalla mattina alla sera
nei principali cinema della città, seguite
dalla degustazione di piatti e vini ispirati ai film.
Quattro i concorsi ufficiali: Shorts competition
(per corti di finzione), Docs competition (per documentari),
BFF – Best Food Feature (per il miglior lungometraggio
gastronomico) e la Chiocciola d’oro –
Best Food tv Series (destinato alla serie tv, fiction
o documentaristica, distintasi a livello internazionale
per una rappresentazione della gastronomia consapevole,
intelligente e culturalmente rilevante).
Tutto il programma presto su: www.slowfoodonfilm.com
Sul sito i soci Slow Food possono anche
prenotare gli eventi a prezzo scontato.
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EDITORIALE

Cari soci,
questo è il primo numero di una newsletter
informatica che riceverete ogni mese.
Narra la nostra associazione, quel che accade nei
convivium e come Slow Food è capito, vissuto,
praticato dal Chiapas alle steppe mongole, dalle
tavole tedesche ai farmers market di San
Francisco: i posti, i modi e i tempi del
cibo buono, pulito, giusto; e dei pensieri e dei
fatti intorno a esso.
È una newsletter in otto lingue ed è
espressione di una rete sempre più anarchica,
gioiosa, complessa e ancora più aperta alle
diversità. È impaginata in via Mendicità,
nella storica sede di Bra, ma vorremmo che, sempre
di più, fosse scritta fuori di qui, raccontando
le vostre interpretazioni locali del piacere, nelle
sue multiformi espressioni: gastronomico, intellettuale,
emozionale. Documenterà gli scambi, le campagne,
i progetti sviluppati dai convivium Slow Food del
mondo, che hanno sede nei café parigini o
sbocciano fra le piantagioni di caffè guatemalteche.
Slow Food Times, poi, sarà un diario
di viaggio alle radici del cibo, sia filosofico
– lo scambio dei saperi, il mutare delle opinioni
e degli interessi, il pensiero che corre dal piatto
alla terra – sia nel concreto: dei soci in
visita ai produttori, delle Comunità verso
l’incontro di Terra Madre e del Salone del
Gusto, a Torino il 23-27 ottobre, dei fiduciari
di ritorno dal Messico, con un ricco bagaglio di
suggestioni e stimoli da comunicare.
Il Congresso Internazionale che si è tenuto
lo scorso novembre a Puebla infatti, è stato
un grande e fondamentale momento per la nostra associazione:
ci ha permesso di fare il punto sul percorso che
avevamo alle spalle, di tracciare le linee guida
verso le quali ci indirizzeremo in futuro e di definire
l’orizzonte che donerà un senso collettivo
alle nostre azioni individuali.
È per questa ragione che abbiamo deciso di
inaugurare Slow Food Times partendo dal
Messico, per uno “speciale” che vuole
essere soltanto un punto di partenza per un dialogo
che vorremmo sempre più ricco; nonché
rispettoso delle complessità e delle contraddizioni
che sono il nostro pane quotidiano per crescere
in un approccio più maturo e responsabile
nel nostro rapporto con il cibo e con il piacere
che ne deriva.
Buon viaggio, dunque. Con lentezza.
Paolo Di Croce
Segretario internazionale Slow Food
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Hanno detto
al Congresso
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All’inizio,
in Giappone, ci si associava soprattutto per
moda. Ora, invece, aderiscono a Slow Food
persone molto più motivate e intraprendenti
e siamo alla vigilia di svolte importanti,
come la realizzazione di un Terra Madre asiatico
[...]
Il nostro Paese, come il Messico, è
pieno di contraddizioni: la nostra natura
è molto slow, ma lo scriteriato sviluppo
economico ha minato le nostre tradizioni e
oggi il Giappone è il paese che conta
più food miles nel mondo. Ma, ora che
Slow Food è presente in ogni regione
della nostra nazione, siamo pronti a dar vita
a un profondo cambiamento. |
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Hirotoshi
Wako
Presidente di Slow Food Japan
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È
opportuno pensare a una soluzione ampia dei
problemi che sono di fronte a noi.
La soluzione risiede nell’educazione
e nell’istruzione. La scuola è
l’unico luogo in cui possiamo entrare
in contatto con i bambini, dove possiamo insegnare
loro la cultura della tavola.
L’ecogastronomia deve entrare nei programmi
delle scuole, dagli asili alle università. |
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Alice
Waters
Vicepresidente internazionale
di Slow Food
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Il
Libano è un viaggio culinario molto interessante.
Ha una ricca tradizione alimentare, legata alle
stagioni. Il cibo, per noi, è uno strumento di ospitalità
e di offerta d’amicizia. A Beirut, pure in giorni
molto difficili per la nostra nazione, stiamo lavorando
per sostenere i mercati contadini e abbiamo iniziato
vari programmi educativi in scuole e università. |
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Barbara Massaad
Convivium di Beirut
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In Bielorussia,
i kolkoz sono la maggiore forza agricola del Paese.
Hanno terreni molto fertili e molti macchinari,
ma sono altamente inefficienti, perché sono
ancora i princìpi sovietici a dettare le
direttive dell’agricoltura.
Ci auguriamo, entrando nella rete di Slow Food,
che le cose possano cambiare: riscoprendo le varietà
e le produzioni locali, lavorando sulla qualità
e non più soltanto sulla quantità.
Abbiamo bisogno del confronto con quelli che hanno
già seguito questo percorso in passato e
siamo aperti allo scambio. |
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Igor Danilov
Coordinatore di Terra Madre
e di Slow Food in Bielorussia
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Vent’anni
anni fa Slow Food centrava la sua attenzione sul
prodotto. Poi, con Terra Madre, i prodotti hanno
acquistato un viso umano. La cultura contadina è
in pericolo, nel Sud e nel Nord del mondo. In Paesi
di tradizione contadina come la Svizzera, migliaia
di famiglie rurali abbandonano le loro attività
tradizionali per inseguire chimere non redditizie
e che non danno felicità. Qui sono importanti l’impegno
e il lavoro di Slow Food: ridonando dignità e gratificazione
a tutti coloro che si dedicano alla produzione agricola. |
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Rafael Pérez
Presidente di Slow Food Svizzera
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La
condotta si è modificata in parallelo all’evoluzione
del pensiero slow. Ormai non operiamo più
soltanto sulle tavole delle osterie, ma anche su
quelle delle scuole, delle biblioteche, degli uffici
comunali.
Il nuovo scopo della condotta, oggi, è la
formazione di cittadini consapevoli. |
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Marco
Brogiotti
Governatore di Slow Food Italia
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Mandateci le vostre domande e i vostri commenti, scriveteci le vostre storie ed esperienze: le racconteremo qui.
communication @slowfood.com |
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