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Maggio 2008
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In
questa edizione: |
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In
onore della patata |
L’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite ha dichiarato il 2008 Anno
Internazionale della Patata.
Per celebrare questo prodotto sono previste numerose iniziative
in vari Paesi del mondo e Joy Durston, del convivium Slow
Food di Central Victoria ,
ci racconta come si festeggia in Australia.
«L’Anno
Internazionale della Patata! Ma perché mai si dovrebbe
celebrare? Tutti conoscono la patata e sanno bene che
ci sono solo quattro varietà: la rossa, la bianca,
quella lavata e quella sbucciata…
Ma noi che viviamo in mezzo alle patate, il prodotto principale
della nostra regione, sappiamo che la storia non finisce
qui. E poi, quaggiù, ogni pretesto è buono
per far festa!
Quindi, in tutto il Central Victoria, abbiamo fatto forum
agricoli e incontri con chef, gruppi di produttori, scuole
e coltivatori: incontri segreti, per diffondere i nostri
bisbigli sulle molte varietà di patate che avevamo
visto, coltivato, cucinato e mangiato. E altri ancora
con famiglie che coltivano patate da più di cinque
generazioni e possiedono persino le loro varietà.
La voce si è sparsa velocemente: gli studenti di
una scuola elementare hanno piantato 17 differenti varietà
di patata; Gary Thomas ha ideato il progetto Spudhunter
(cacciatore di patate) col quale ha invitato i bambini
a scavare e trovare patate nascoste, e successivamente
a riconoscerle assaggiandole. Un’intera città
ha inoltre invitato quasi tutti i suoi residenti e uomini
d’affari a passare tre giorni senza far altro che
cucinare e magiare patate, andando anche a visitare storiche
piantagioni e attrezzi per la raccolta. Un’altra
città ha adottato una nuova segnaletica di benvenuto:
un’enorme patata!
Un intero anno di festeggiamenti! Quanto siamo fortunati?
E dato che siamo anche cittadini moderni, raccontiamo
i festeggiamenti nel nostro blog».
Joy Durston
Leader del convivium Slow Food Central Victoria, Australia
admin@slowfoodcentralvictoria.org.au
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A
scuola di cucina con
il Kiko Klub |
«Non mi piace il pesce!»
«Non ti piacciono i bastoncini di pesce?»
«Si che mi piacciono...»
«E di cosa sono fatti?»
«Ah, vero, di pesce!»
È iniziato così l’ultimo incontro
del Kiko Klub, il club di cucina per bambini dai 6 ai
12 anni lanciato dal convivium tedesco di Oldenburg .
Durante le lezioni, con cadenza trimestrale, spesso
sono cucinati prodotti di stagione; altre volte invece
si tratta di incontri a tema: le patate, la pasta, ecc.
Il pesce, ad esempio, è stato protagonista dell’ultima
lezione. I bambini hanno imparato a cucinare il salmone
e scoperto alcuni trucchi per riconoscere il pesce fresco:
occhi brillanti, pelle elastica, branchie rosso chiaro,
odore di mare e non di pesce.
Il cuoco, Michael Ditzer, ha poi insegnato loro a fare
i bastoncini di pesce: hanno tagliato a pezzi i filetti
di salmone già preparati e li hanno impanati
con farina, uova e briciole di pane prima di friggerli.
Come contorno hanno preparato un divertente purè
tricolore con patate, carote, piselli e bietola, concludendo
in bellezza con tortine di cioccolata.
Per il mese di settembre è in programma una grigliata
nella foresta a base di selvaggina e funghi.
Per informazioni, contattare:
Klaus Ruwisch
Leader del convivium di Oldenburg
oldenburg@slowfood.de
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Prima
edizione di
Terra Madre Olanda |
Il 17 e 18 maggio, la città
di Middelburg Abbey ospita l’edizione inaugurale
di Terra
Madre Olanda, l’incontro di artigiani e piccoli
produttori olandesi e fiamminghi organizzato da Slow
Food Olanda e ispirato all’evento di Terra Madre
ospitato ogni due anni a Torino.
«Nonostante in Olanda non esista una cultura alimentare
paragonabile a quella italiana, stiamo assistendo a
un aumento del numero di consumatori amanti del cibo
buono, pulito e giusto. Slow Food Olanda intende stimolare
tale tendenza: è questa la ragione che ci ha
spinti a organizzare Terra Madre Olanda sulla scia dell’evento
internazionale», ha dichiarato Jan Wolf, presidente
di Slow Food Olanda.
La caratteristica peculiare di Terra Madre Olanda è
il symposium, che darà l’opportunità
a frutticoltori, casari, allevatori e pescatori di discutere
e condividere saperi ed esperienze.
Nella Piazza della produzione agricola locale e nei Teatri
del Gusto, i produttori potranno presentare al pubblico
le loro specialità; l’Enoteca offrirà
degustazioni di vini e birre locali e un programma di
proiezioni cinematografiche proporrà una selezione
di pellicole all’insegna della filosofia Slow Food.
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Il
bianco e il verde |
Già nel 300 a.C. gli egiziani erano a conoscenza
delle qualità afrodisiache e delle virtù
curative dell’asparago. Il faraone Akhenaton e
sua moglie Nefertiti chiamarono l’asparago ambrosia
(dal greco cibo degli dei).
Grazie alla scoperta di metodi che, coprendo le punte,
bloccano la produzione di clorofilla, oggi oltre agli
asparagi verdi esistono anche quelli bianchi. La raccolta
di questo ortaggio (che si protrae da metà maggio
fino a metà giugno) è un processo difficile
da meccanizzare e che richiede quindi molto tempo e
un impegno intenso: il lavoratore raccoglie l’asparago
scavando il terreno e tagliandolo con uno speciale coltello
a circa 25 centimetri sotto il suolo.
Slow Food Linz
dedica la giornata del 16 maggio 2008 all’ambrosia
con un’escursione dal centro della città
di Alkoven alle coltivazioni del duca di Ledebur, per
assistere alla raccolta dell’asparago e scoprire
le differenze tra le molteplici varietà, i metodi
di semina e di raccolta. Per concludere in bellezza la
visita è prevista la degustazione di quattro portate
a base di questo ortaggio.
Per informazioni sull’evento contattare:
Philipp Braun
Leader del convivium di Linz, Austria.
slowfood-linz@gmx.at
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Petrini
appoggia la campagna anti Ogm in Catalonia |
Carlo Petrini è intervenuto
l’11 maggio alla quindicesima edizione di BioCultura,
la più importante fiera spagnola sul biologico,
ospitata nella città di Barcellona. Il Presidente
di Slow Food ha descritto la filosofia associativa dagli
inizi a oggi, ha riportato l’attenzione sulla
questione agroalimentare, in particolare sui rischi
legati agli ogm e alla perdita di biodiversità,
e ha partecipato all’incontro La stevia,
la planta que las multinacionales de los edulcorantes
pretenden ocultar, insieme a Josep
Pàmies, produttore biologico e leader
del convivium Slow Food di Balaguer .
In quest’occasione, l’associazione spagnola
ha presentato il manifesto a sostegno della stevia,
pianta originaria del Paraguay con un potere dolcificante
200 volte superiore a quello dello zucchero e priva
di calorie. I suoi estratti, utilizzati da secoli dagli
indigeni sudamericani e curiosamente molto diffusi in
Giappone, si possono acquistare solo in erboristeria
negli Stati Uniti, mentre in Europa, tranne che in alcuni
Paesi, non se ne ammette la vendita. La commercializzazione
della pianta determinerebbe contraccolpi significativi
all’industria dei dolcificanti, dominata dai produttori
di zucchero e di altri edulcoranti sintetici.
Lo stesso Pàmies, accompagnato da Petrini, ha
presentato la campagna Som
lo que sembrem, in favore della proposta di legge
di iniziativa popolare per una Catalogna libera da ogm.
La Spagna, fino all'ingresso della Romania nell'Ue,
è stato l'unico Paese in cui gli ogm potevano
essere coltivati su vasta scala.
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Un
socio ci racconta
il Master sulla Birra |
Emanuela Daros, socia Slow Food,
ci racconta l’esperienza fatta partecipando al
Master of Food sulla birra organizzato dalla condotta
di Ciampino ,
Italia.
«L’altra sera apro il frigo e vedo
due lattine di Guinness: “magari domenica provo
a fare uno spezzatino alla Guinness”. Pensieri
come questo, fino ad un anno fa, non mi sarebbero
mai venuti in mente. A 29 anni, un bellissimo viaggio
in Irlanda mi fa scoprire i piaceri della birra. Poi
è arrivato Slow Food e con l’iscrizione
all’associazione nel 2007 ho scoperto che esistevano
dei Master of Food dedicati a specifiche tipologie
di prodotto.
Mi sono iscritta al Master della Birra organizzato
a Ciampino in un pub molto carino dove ho ricevuto
la calorosa accoglienza della truppa della condotta
locale. Il docente, l’appassionato intenditore
Leonardo Di Vincenzo, Mastro Birraio, è stato
una bella scoperta. Nelle quattro serate del corso
è stato affascinante ascoltare la storia, le
culture e le tradizioni di un prodotto così
incredibilmente vario e radicato in luoghi tanto diversi.
Il programma di studio ci ha fatto percorrere i primi
passi da “assaggiatori” con birre delicate,
sia ad alta sia bassa fermentazione, e in seguito
ci ha messo di fronte a birre lontanissime dai nostri
sapori (ricordo ancora un po’ scioccata la birra
fiamminga a fermentazione spontanea). È stato
molto interessante provare i vari abbinamenti con
il cibo, e anche scoprire che esistono le birre da
meditazione, che alcune tipologie sono perfette come
dissetante estivo e che la Rauchbier accompagna benissimo
prodotti affumicati. Insomma, quattro giorni di Master
hanno cambiato il mio rapporto con questa bevanda.
Non vedo l’ora di riuscire a frequentare un
altro Master of Food per scoprire nuovi mondi!».
Emanuela Daros
emanuela_daros@libero.it
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A
lezione di turismo sostenibile in Romania |
Il
programma di attività del convivium di Slow Food
Turda
prevede questo mese una serie di seminari rivolti agli
abitanti dei villaggi rurali, che parleranno delle potenzialità
e dei vantaggi del turismo sostenibile per i produttori
locali.
Lo scopo di questi incontri è fornire strumenti
e competenze utili a sviluppare il settore turistico
attraverso la valorizzazione e la tutela di cibi e
pratiche agricole tradizionali.
L’iniziativa è stata inaugurata lo scorso
anno al Centro Raitu per la democrazia da una serie
di seminari aperti al pubblico ma rivolti in primo
luogo agli studenti del settore alberghiero. I corsi,
cui hanno partecipato più di 100 studenti,
sono stati tenuti da Rosemary Baron – vice presidente
dell’International Association of Culinary Professionals
e convinta sostenitrice della filosofia Slow Food
– e da quattro studenti della Oxford
Brooks University’s school of hospitality management.
Tanti i temi affrontati: da cosa nasce una tradizione
culinaria e qual è il suo valore; l’importanza
della località e della stagionalità
e come conquistare il mercato del turismo enogastronomico.
Per maggiori informazioni contattare:
Marta Pozsonyi
Coordinatrice dell’iniziativa
martapozsonyi@turdafest.ro
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Per
mangiarti meglio:
la nuova collana di Slow Food Editore dedicata
ai più giovani |
Ancora storie di bambine con mantellina rossa, cestino
e focaccia? Lupi famelici? Nooo
Per mangiarti meglio vuol dire fare sul serio,
a proposito di cibo: il retrogusto di cappuccio rosso?
Ci vuole allenamento per riconoscerlo, non basta una
bocca grande…
Per mangiarti meglio è la nuova collana
illustrata, in lingua italiana, di Slow Food Editore
pensata per proporre a un pubblico giovanissimo i
temi cari al movimento e per trasmettere ai bambini
il piacere di conoscere e gustare determinati cibi.
La chiocciolina ha deciso di dire la sua nel variegato
mondo della letteratura per l’infanzia proponendo
una serie di libri “biodiversi”. Ogni
volume non si basa su un semplice racconto che catturi
l’interesse dei lettori e nemmeno su un attento
elenco di che cosa è bene mangiare e che cosa
è da evitare come la peste; è piuttosto
un diario per individuare il legame esistente fra
il cibo, le persone che lo producono e il territorio
in cui nasce.
Le due prime uscite della collana Per mangiarti meglio
presentate al Salone del Libro di Torino, sono:
- Il cioccolato. Diario di un lungo viaggio,
di Sara Marconi e Francesco Mele, illustrazioni di
Simone Frasca
- Il formaggio. Una storia vera, anzi due,
di Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis
La chiocciola, inoltre, ricompenserà a dovere
chi vorrà cimentarsi non solo con sensi e papille,
ma pure con matite, pennelli, computer, macchine fotografiche,
forbici e colla: spazio a tutte le opere sul sito
www.permangiartimeglio.it
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Il
dono delle api |
L’allevamento delle api presenta diversi vantaggi:
le api non hanno bisogno di essere nutrite perché
si procurano da sole il cibo durante tutto l’anno;
producono anche in zone aride o semiaride; se si usano
arnie tradizionali, tutto il materiale necessario
può essere recuperato sul posto; gli apicoltori
non hanno bisogno di terra di proprietà; una
volta iniziata, l’apicoltura si autofinanzia.
Questi vantaggi rendono l’allevamento delle
api un’attività semplice da intraprendere,
perché richiede pochi fondi, e a cui si possono
dedicare tutti. Il miele è un prodotto ricco
di proprietà ed è in grado di aumentare
le risorse di una comunità, senza parlare del
ruolo essenziale svolto dalle api nella protezione
della biodiversità.
Cosciente del ruolo a volte fondamentale di questa
produzione, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità
Onlus ha avviato nel mondo 5 Presìdi sul miele
(in Brasile, Italia, Polonia e due in Etiopia) e all’interno
della rete di Terra Madre sono presenti ben 58 comunità
di apicoltori.
In Etiopia, il primo obiettivo perseguito con il Presidio
del miele di Wenchi è stato la formazione degli
apicoltori attraverso l’organizzazione di scambi
con altri allevatori di api del Paese, ma anche dell’Italia.
La Fondazione, con la consulenza di Diego Pagani (apicoltore
di Conapi), ha aiutato i produttori a redigere un
disciplinare di produzione. Pagani, disegnatore emerito
oltre che apicoltore, si è appassionato tanto
al progetto da decidere di partecipare con i suoi
disegni alla realizzazione di un manuale a fumetti
che illustra le tecniche di produzione del miele:
un manuale fatto da piccoli apicoltori, per piccoli
apicoltori.
La redazione dei testi è stata curata da Diego
Pagani insieme a Massimiliano Gotti, Tecnico Aspromiele
e membro del Consiglio di Amministrazione della AAPI.
Potete scaricare la versione italiana
o inglese
di questo bel lavoro.
Tanti
impegni per Slow Food in Brasile
Ha chiuso i battenti lo scorso 11
maggio il Festival
Brasil Sabor, l’evento organizzato dal Ministero
del turismo e dall'associazione brasiliana di bar e
ristoranti per valorizzare e promuovere la gastronomia
brasiliana. Tra il 9 aprile e l'11 maggio
il Centro de Convenções Ulisses Guimarães
di Brasilia ha ospitato la terza edizione del festival,
durante la quale sono stati proposti più di 2000
piatti differenti. All'inaugurazione, avvenuta l'8 aprile,
era presente anche il convivium Slow Food Brasilia
che ha presentato la filosofia di Slow Food e i suoi
princìpi di ecogastronomia, offrendo degustazioni
di piatti preparati dai soci stessi.
Non sono mancate le attività rivolte ai più
piccoli: il convivium ha infatti organizzato un laboratorio
al quale hanno partecipato 30 bambini tra i 4 e gli
8 anni. I ragazzi hanno preparato una torta con nocciole,
mele, banane e marmellata di jabuticaba, tutti prodotti
provenienti da una comunità del cibo locale.
Per abituarli ed educarli ai sapori, i bambini sono
stati invitati ad annusare e assaggiare ciascun ingrediente
durante la preparazione.
Nello stesso periodo i convivium brasiliani hanno partecipato
alla Bio
Brazil Fair 2008 di San Paolo, la fiera dedicata
all’agricoltura organica.
Eyes
on the Planet...
ovvero “sguardi sul mondo che cambia”
Appassionati di fotografia e sostenitori dei temi
socio-ambientali si danno appuntamento su www.eyesontheplanet.org
per partecipare al concorso fotografico internazionale
Eyes on the Planet, che cerca di sensibilizzare giovani
e opinione pubblica sulle emergenze socio-ambientali
più attuali, testimoniando i grandi mutamenti
del nostro pianeta. Quattro le sezioni tematiche previste:
environment, people, climate e
food.
Eyes on the Planet si rivolge alle giovani promesse
del mondo della fotografia ma anche a semplici amatori,
italiani e stranieri, di età compresa fra i
18 e i 35 anni, offrendo loro concrete opportunità
di visibilità e formazione. Gli scatti più
belli verranno esposti in una mostra fotografica e
offerti in un’asta benefica i cui proventi saranno
devoluti a favore dei progetti che Fondazione Slow
Food per la Biodiversità Onlus e Wwf stanno
portando avanti in Amazzonia, per sostenere lo sviluppo
delle economie locali in modo duraturo e sostenibile.
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Nuovi
gastronomi per l’Unisg |
Lo scorso 1° maggio gli studenti nord americani
hanno tenuto due incontri a New York e Berkley (California)
sulle prospettive per i neolaureati dell’Università
degli Studi di Scienze Gastronomiche.
Più di 50 persone hanno affollato i locali del
Murray’s Cheese and The Ecology Center in occasione
della prima riunione organizzata negli Stati Uniti:
hanno ricevuto informazioni sull’offerta formativa
e i programmi e si sono informate sugli sbocchi professionali,
le procedure d’iscrizione e la vita in Italia.
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Nuovi
Convivium
Ecco i convivium che sono recentemente entrati
a far parte della rete di Slow Food:
Bio Argentina, Mendoza
– Argentina
Oberà, Misiones
– Argentina
San Martín de los Andes
– Argentina
Rio Negro
– Argentina
Côté de Beaupré
– Canada
Klang Valley
– Malaysia
Alentejo
– Portogallo
Brasov
– Romania
Extremadura
– Spagna
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EDITORIALE
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Nel mondo si sta verificando ciò che davvero
pochi sono stati in grado di prevedere: il cibo
quotidiano, i beni di prima necessità, stanno
vedendo aumentare i propri prezzi in maniera inarrestabile.
La stabilità di molti Paesi più poveri
è in pericolo (in 33 nazioni ci sono già
state rivolte e disordini per il caro-cibo) e anche
nel Nord del mondo tantissime famiglie devono fare
i conti con spese sempre maggiori, al limite del
sostenibile per il loro budget mensile.
Il cibo di marca industriale, noto per la sua accessibilità
ma prodotto da un sistema globale che abbiamo sempre
fortemente criticato per motivi ecologici, legati
alla qualità degli alimenti, o a causa dell’omologazione
che diffonde a scapito delle diversità culturali
e biologiche, ha infine palesato anche un’insostenibilità
economica. Essa è poi accentuata dall’impennata
della domanda di consumi “all’occidentale”
in molti Paesi emergenti come Cina e India, dall’esplosione
del fenomeno dei biocarburanti e da speculazioni
sempre più aggressive sui mercati finanziari.
Improvvisamente il cibo che noi abbiamo sempre ricercato,
quello che sia il più possibile buono, pulito
e giusto, è diventato addirittura conveniente,
oltre che più gustoso, sano ed ecologico.
Ciò forse ci aiuterà finalmente a
dimostrare come le nostre scelte, avverse al sistema
globale basato su un liberismo selvaggio, tendenti
alla creazione di economie locali messe in rete
tra di loro, non fossero parte di un atteggiamento
elitario. Spesso si è creato questo fraintendimento:
all’esterno la nostra associazione veniva
percepita come altamente selettiva, dedicata soprattutto
ai piaceri di persone mediamente ricche. Tutta la
complessità delle nostre idee rischiava di
essere ridotta al semplice sfizio superfluo di chi
poteva permetterselo.
Ora la situazione è cambiata, gli scenari
futuri si fanno più cupi e mai come oggi
è evidente che sarà necessario riprogettare
il sistema di produzione, trasformazione, distribuzione
e consumo del cibo nel mondo. Io credo che con il
nostro operare, con le nostre scelte, un percorso
lo abbiamo già indicato da tempo: nutrirsi
secondo il territorio, fare scelte il più
possibile locali, accorciare le filiere alimentari,
scegliere la natura rispetto all’artificio.
Da qui a Terra Madre e Salone del Gusto invito tutti
i soci a fare proprie queste riflessioni –
che potrete seguire e approfondire sui vari mezzi
di comunicazione che mette a disposizione l’associazione
– a cercare di realizzarle in concreto nei
convivium e a farsi portatori di questa voce, che
se fino a poco tempo fa suonava veramente fuori
dal coro, oggi può rappresentare un’importante
opportunità di crescita anche per Slow Food
stesso, e per tutti i diversi soggetti che riesce
a coinvolgere nel mondo.
Carlo Petrini
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Slow
Food
on Film |
Dopo 5 giorni di sole
, film e grandissimo successo di pubblico,
Slow
Food on Film – festival internazionale
di cinema e cibo (7-11 maggio, Bologna)–
ha reso noti vincitori e menzioni speciali:
BFF
- BEST FOOD FEATURE
Chiocciola
d'oro
Il vento fa il suo giro /
E l'aura fai son vir / The Wind Blows Round
di Giorgio Diritti - Italia, 2005.
DOCS COMPETITION
Chiocciola d'oro
The price of sugar / Il prezzo
dello zucchero
di Bill Haney - USA, 2006.
Menzioni d’onore:
Cry sea / Un mare di lacrime
di Cafi Mohamud e Luca Cusani - Italia, 2007.
Sadot Adumin / Strawberry
Fields / Campi di fragole
di Ayelet Heller - Israel, 2006.
DOCS COMPETITION
- Categoria
Under 35'
Chiocciola d'oro
Silent Snow / Neve silenziosa
di Jan Van Der Berg - Olanda, 2007.
Menzione:
Il poeta della grappa / The
Poet of Grappa
di Stefano Scarafia - Italia, 2006.
SHORTS COMPETITION
Chiocciola
d'oro
Lo que trae la lluvia / Quando arriva
la pioggia / Along Came the Rain
di Alejandro Fernàndez Almendras -
Cile, 2006.
Menzioni:
Mammal / Mammifero
di Astrid Rieger - Germania, 2007.
Marie Spapen, protagonista
di
Alice ou la vie noir et blanc
/
Alice, o la vita in bianco e nero / Alice,
or Life in Black and White
di Sophie Schoukens - Belgio, 2006.
BEST TV SERIES
Chiocciola
d'oro
Cooking in the danger zone / Come
cucinare in una zona pericolosa
di Mark Perkins, con Stefan Gates –
UK, 2007.
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Terra
Madre è il meeting mondiale delle
comunità del cibo, il più
grande evento culturale organizzato da Slow
Food che riunisce oltre 5000 persone provenienti
da tutto il mondo. Durante Terra Madre si
realizza uno straordinario scambio di informazioni,
idee e soluzioni tra i delegati delle comunità
del cibo, che si rivela lo strumento più
efficace per tutelare il loro lavoro e la
biodiversità agro-alimentare. Perché
sia possibile realizzare questo appuntamento
è fondamentale il significativo apporto
dato da tutti i nostri sostenitori che,
con diverse modalità di contributo,
ci aiutano a realizzare questo ambizioso
progetto.
Anche per questa edizione di Terra Madre
abbiamo bisogno del vostro aiuto per permettere
ai delegati provenienti dai Paesi in via
di sviluppo di partecipare all’evento.
Se volete contribuire anche voi,
contattate:
Simona
Malatesta
tel. +39/0172/419 648
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Hanno detto
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Credo
che la cultura gastronomica dei nostri popoli
ci guiderà saggiamente nel riconoscere
nuove forme di interazione sociale, utili
a rendere questo nostro mondo un luogo più
felice e migliore per tutti, senza limitazioni
né frontiere. |
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Rodrigo
Gajardo Robles
Valparaíso, Chile
pelahez@gmail.com
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Desideriamo
partecipare in maniera concreta alle attività
del movimento e approfittiamo di questa newsletter
per chiedere chiarimenti in tal senso.
Pensiamo che potrebbe essere interessante
mostrare il modo in cui gli alimenti sono
prodotti e successivamente preparati all’interno
della nostra realtà locale che, con
il vorticoso sviluppo del settore turistico,
rischia ora di perdere la propria identità
e la propria sovranità alimentare. |
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Daniel
Brenes
Punta del Diablo, Uruguay
buenosdias@posadarocamar.com.uy
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Mandateci le vostre domande e i vostri commenti, scriveteci le vostre storie ed esperienze: le racconteremo qui.
communication @slowfood.com |
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