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Ottobre 2008


In questa edizione:
 


Editoriale
di Carlo Petrini

L’EDUCAZIONE SECONDO SLOW FOOD

   Appuntamenti al Salone e a Terra    Madre

   Porte aperte in fattoria
   I produttori canadesi Elna e Doug    accolgono studenti.

   Ingredienti a confronto
   Confronto tra alimenti locali e di    produzione industriale attraverso lezioni    comparative

   Slow Kids
   Dieci giorni di educazione per i più piccoli    a Jakarta

   Giovani ecologisti crescono
   Un progetto educativo a favore della    democrazia della terra in India


YOUTH FOOD MOVEMENT

   L’integrazione in cucina
   A Vienna rifugiati e immigrati diventano    cuochi

   Tra sacro e profano
   La passione di Christian per il formaggio

   Eat-In
   Una protesta contro la cultura del fast-
   food.


 
     





L’EDUCAZIONE SECONDO SLOW FOOD

Appuntamenti al Salone e a Terra Madre
  
Al Salone del Gusto, Slow Food offre un ricco programma di attività educative: nell’area centrale dello stand, nel padiglione 2, la sezione Educa, proporrà il gioco sensoriale Gusto o sbagliato? rivolto ai bambini mentre nel Caffè letterario si terranno vari eventi tra i quali segnaliamo Cibo e cinema (sabato pomeriggio), la presentazione della Festa Nazionale degli Orti in Condotta (venerdì, ore 11,30), e la presentazione del libro La pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni (sabato pomeriggio).

Il padiglione dedicato all’educazione è il 5°. Al suo interno troverete l’area Orto in condotta (su prenotazione), rivolta alle classi e articolata in 4 aule: Semi – esercitazioni pratiche di messa a dimora di semi e piante; Biodiversità – analisi di varietà coltivate di ortaggi comuni; Stagionalità – gara di ideazione della miglior pizza quattro stagioni; Degustazione – assaggi guidati di svariate preparazioni dell’ortaggio autunnale per eccellenza: la zucca. Le aule Master of Food al mattino offriranno i corsi per gli studenti delle scuole secondarie e al pomeriggio i corsi per gli adulti. Infine, i classici: Laboratori del Gusto, Teatro del Gusto e gli Incontri con l’autore.

Percorrendo la Strada Maestra si arriva allo spazio Pensa che mensa, realizzato per presentare e comunicare la realtà della ristorazione collettiva attuale e quella che Slow Food e alcuni partner qualificati e sensibili propongono per domani. In questo spazio si fornisce due volte al giorno un servizio mensa ispirato alla filosofia Slow Food e si realizzano tavole rotonde a ingresso libero (ogni giorno alle 16,00). Di seguito le tematiche che verranno affrontate:
- Giovedì 23: La Salute nel piatto. L’importanza dell’alimentazione nella cura del malato
- Venerdì 24: Vicini e stagionali. L’organizzazione degli acquisti all’interno della gestione di un servizio di ristorazione collettiva.
- Sabato 25: Anche la mensa vuole la sua arte. Confronto fra cuochi e operatori della ristorazione collettiva.
- Domenica 26: Una mensa che ci mette tutti d’accordo. Il tema dell'educazione alimentare in età scolare
- Lunedì 27: Economia locale e salute globale, il dialogo sociale alla base delle iniziative, a livello locale e europeo, per l’educazione alimentare, per la valorizzazione delle economie locali e per la soluzione delle problematiche ambientali.

Anche all’Oval, due Laboratori della Terra saranno specificatamente dedicati all’educazione e rivolti ai delegati di Terra Madre:
Pensa che Mensa, (25 ottobre _ h.10,00 _ Sala E) e Le comunità dell’apprendimento, (26 ottobre _ h.10,00 _ Sala B) che offrirà un momento di confronto e presentazione di progetti educativi internazionali.

Ai delegati di Terra Madre è riservato inoltre Alle origini del gusto, il percorso sensoriale che vuole fornire un vocabolario di base per la descrizione delle caratteristiche organolettiche dei prodotti (venerdi 24 e sabato 25 h. 10,00-17,00 _ domenica 26 h. 10,00-16,00 _ balconata padiglione Terra Madre).
Il percorso è articolato in tre fasi:
Aula Video: attraverso il racconto di una scolaresca e alcune simpatiche animazioni, un video illustra il funzionamento degli organi di senso e gli esercizi per allenarli e utilizzarli consapevolmente.
Percorso Sensoriale: sei tappe dove iniziare ad allenare i propri sensi (il gusto, la vista, l’olfatto, il tatto, l’udito).
Aula Degustazione: un’aula dove affinare le proprie capacità sensoriali.
Sul programma online di Terra Madre è possibile consultare gli orari e le sale degli appuntamenti.

Inoltre al Salone del Gusto sarà possibile assistere alla conferenza La rete degli school garden (26 ottobre_ h. 15,00 _ Sala Cittaslow) dove si parlerà di esperienze di educazione alimentare, sensoriale e di orti scolastici dall'Italia e dal mondo.

Clicca qui per visionare il programma completo delle conferenze di Terra Madre al Salone del Gusto.


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Slow Food sta attualmente lavorando a un rapporto che esplora, in oltre 65 Paesi, le attività promosse sul territorio dai convivium Slow Food, dalle comunità del cibo di Terra Madre e da tutti coloro che credono sia possibile mangiare in maniera migliore e cambiare il sistema agro-alimentare attuale. Di seguito alcuni esempi estratti dalla ricerca.

 


Porte aperte in fattoria
I produttori canadesi Elna e Doug accolgono studenti

Le fattorie Edgar nella provincia di Alberta (Canada), sono di proprietà della famiglia Edgar da ben sei generazioni. Oggi sono gestite da Elna e Doug, ideatori di un programma educativo attraverso il quale aprono i loro campi a gruppi di studenti durante il periodo della raccolta (maggio e giugno). Le visite offrono ai ragazzi la possibilità di entrare in contatto diretto con vari prodotti e aspetti della fattoria: il latte e la carne, la coltivazione di asparagi, fagioli e piselli. Mentre li accompagna in giro per l’azienda spiegando loro cicli di vita naturali e consumo stagionale dei prodotti, Elna invita i ragazzi a toccarli, assaggiarli e sceglierli personalmente.
Il programma ideato dai coniugi Edgar mira a colmare il vuoto in tema di educazione alimentare all’interno dei programmi scolastici: spesso i principi di base da loro insegnati rappresentano un’assoluta novità per i ragazzi, come il fatto che il cibo provenga non solo dai magazzini dei negozi ma dalla campagna.
«I bambini hanno lo straordinario potere di influenzare i comportamenti d’acquisto e le abitudini delle loro famiglie e possono diventare sostenitori dei prodotti freschi locali. Non è raro vederli tornare da noi nel weekend con i genitori», commenta Elna.
«Quando il pulmino della scuola lascia il podere portandosi via i bambini e le loro grida di gioia ci assale un senso di vuoto, subito colmato dai preparativi per l’organizzazione della visita successiva», dice Doug. «Torniamo ai nostri impegni pieni di soddisfazione per noi, per la nostra terra e per il futuro».

Contatti:
Doug y Elna Edgar
Produttori di ortaggi freschi della comunità di Innisfail, Canada.
elna@edgarfarms.com



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Ingredienti a confronto
Confronto tra alimenti locali e di produzione industriale attraverso lezioni comparative

Nella città di Beriosa, situata nella regione bielorussa di Brest, Slow Food collabora con la scuola locale a un programma di Educazione del Gusto. Il progetto mira a far emergere le differenze esistenti tra cibo locale e prodotti realizzati industrialmente e consente ai giovani coinvolti di entrare in contatto con produttori e chef della regione. Il metodo adottato nei laboratori comparativi è semplice e immediato: gli studenti producono due versioni dello stesso piatto usando materie prime diverse e alla fine effettuano un’analisi sensoriale dei risultati.
Ad oggi è stato creato un corso che prevede lezioni su differenti prodotti della regione: pesce, formaggio, salsiccia e pollo. Le classi ospitano anche interventi di produttori locali. La lezione sul pollo, per esempio, è iniziata con la presentazione da parte di un piccolo contadino dei metodi tradizionali di allevamento e lavorazione e col confronto tra questi e quelli utilizzati dagli allevatori su grande scala che praticano l’allevamento intensivo. Poi, seguendo una ricetta, i ragazzi hanno cucinato i due tipi di carne di pollo e hanno valutato i piatti ottenuti attraverso degustazioni sensoriali guidate.
Al termine del primo incontro è stato distribuito un questionario a genitori e ragazzi per valutare la risposta degli allievi al progetto e capire come questo possa modificare le loro abitudini alimentari e i riscontri sono stati molto positivi.
La scuola secondaria di Beriosa spera di inserire definitivamente queste lezioni nei programmi di studio dei prossimi anni, ampliando le tematiche già esistenti e offrendo ai parenti la possibilità di partecipare e si augura di essere presa ad esempio dalle altre scuole della città.

Contatti:
Vistunova Lidziya
Leader del convivium Slow Food di Beriosa, Bielorussia.
j.vistunova@slowfood.it


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Slow Kid
Dieci giorni di educazione per i più piccoli a Jakarta

Gregory è convinto che si può ripetere all’infinito alle persone che determinati alimenti sono dannosi, ma esiste un modo migliore per modificare concretamente le loro abitudini.
Con l’obesità che si trasforma in una vera e propria emergenza sanitaria, il convivium Slow Food Lippo Karawaci di Jakarta ha deciso di fare qualcosa di concreto per insegnare ai giovani la differenza tra alimenti trattati e prodotti coltivati in maniera naturale.
In collaborazione con un’università locale, il convivium ha organizzato un festival gastronomico di dieci giorni, fatto di Laboratori del Gusto e di un “villaggio” Slow Food. Un’area è stata appositamente dedicata all’educazione del gusto per i più piccoli, con laboratori ospitati in quattro tendoni, ciascuno dedicato a una particolare tematica.
Il primo tema affrontato, Sviluppare i sensi, ha spiegato ai ragazzi come distinguere prodotti fatti con materie prime di qualità da quelli ottenuti con materie prime scadenti. Durante un altro laboratorio i bambini hanno annusato sei diversi contenitori ed è stato chiesto loro d’indovinare quale ingrediente fosse contenuto in ciascun barattolo. La lezione sul latte ha parlato dell’origine, i benefici e le diverse qualità del latte, da quello di produzione industriale a quello non pastorizzato proveniente dalle fattorie. Dopo aver partecipato alla mungitura di una mucca, i bambini hanno assaggiato il latte crudo fresco confrontandolo con varie tipologie di latte pastorizzato disponibile nei negozi.
Il laboratorio sul consumo consapevole si è dimostrato uno strumento didattico molto efficace. I ragazzi hanno mangiato un pezzo di banana mentre in sottofondo venivano diffuse notizie ad alto volume. Successivamente hanno mangiato in silenzio e sono stati invitati a concentrarsi, ad assaporare il frutto, a prestare attenzione al suo colore, alla forma e all’odore, e a soffermarsi sul suo sapore. Alla fine hanno discusso queste due esperienze di consumo tanto diverse.

Contatto:
Gregory Ernoult
Leader del convivium di Lippo Karawaci, Indonesia.
gregerni@hotmail.com


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Giovani ecologisti crescono
Un progetto educativo a favore della democrazia della terra in India

Una nuova generazione indiana sta crescendo non sapendo quasi nulla su quello che mangia. Le preoccupazioni per le origini e la qualità del cibo o l’agricoltura sostenibile non entrano nel discorso alimentare, anche adesso che in India l’antica attività e cultura agricola sta affrontando gravi problemi, resi brutalmente evidenti dal numero di contadini che ogni anno si toglie la vita.
I supermercati stanno spingendo fuori dal mercato i piccoli venditori; i governanti voglio togliere i venditori ambulanti dalle strade; la recente riforma agricola ha sostenuto la coltivazione di prodotti geneticamente modificati; e i fast food si stanno diffondendo.
Allarmato da questo scenario, Rahul Rahul Antao di Slow Food Mumbai, s’impegna a responsabilizzare i giovani perché migliorino la situazione. Nel marzo del 2007 ha cominciato a collaborare con The Young Ecologist Initiative, un’iniziativa dei convivium Slow Food e della Ong indiana Navdanya fondata da Vandana Shiva, vice-presidente di Slow Food Internazionale, la quale spera attraverso Young Ecologist Initiative «di dar voce ai giovani quando si parla del loro futuro».
La struttura educativa del programma ruota intorno a quattro pilastri: attori, tema, risorse e obiettivi. Le lezioni utilizzano metodi d’insegnamento interattivi come il brain-storming, il lavoro di gruppo, i giochi, le discussioni, e il teatro insieme a qualsiasi altra attività che aiuti ad apprendere in maniera diversa. I temi delle lezioni includono: la terra (il suolo, i semi e le politiche alimentari), l’aria (cambiamenti climatici ed energia), la vita/tenore di vita (consumismo e sostenibilità) e l’acqua.
Attività di classe e lezioni sono complementari a lezioni di cucina che utilizzano grani tradizionali e verdure biologiche prodotte localmente. Talvolta sono i ragazzi stessi a coltivare la verdura seguendo principi organici.
Il progetto del giovane ecologista aiuta gli insegnanti delle scuole di tutti i gradi a far emergere in modo efficace nei giovani consapevolezza, abilità e partecipazione attiva.

Contatto:
Maya Gobhurdhun
Fondazione Navdanya
navdanya@gmail.com


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YOUTH FOOD MOVEMENT

L’integrazione in cucina
A Vienna rifugiati e immigrati diventano cuochi

La giovane Jelka Perusich è la coordinatrice del progetto Wien Cooks, lanciato a Vienna nell’estate del 2007 dal convivium locale.
Per far fronte all’esigenza di favorire l’integrazione di rifugiati e immigrati nella società viennese, il convivium Slow Food ha deciso di collaborare con l’associazione Connecting People a creare un progetto che permette ai profughi di diventare cuochi.
Alcuni dei profughi sono giovani o adolescenti soli, arrivati senza le famiglie e in ricerca di asilo; altri sono immigrati che vivono in Austria da molti anni. Ciò che tutti hanno in comune è la passione per la cucina insieme a una spiccata abilità artigianale. Preparano piatti tipici di Paesi diversi e invitano gli ospiti a sperimentare le loro culture, inoltre offrono un show di cucina multiculturale e catering professionali per eventi e feste.
Jelka sostiene che la filosofia dei “cuochi viennesi” si basa sulla convinzione che cucinare, mangiare e condividere i pasti è fondamentale per ogni cultura. «Il patrimonio culinario è essenziale per la nostra identità alla stregua di quello musicale, letterario, artistico, linguistico o religioso. Nei profumi e nei sapori della nostra infanzia il ricordo sopravvive e rimane a noi legato». Ciò è particolarmente vero per chi, con lo spostamento o la migrazione, ha perso le proprie radici o ha dovuto lasciare la propria terra. Cucinando i propri piatti tipici queste persone possono mantenere viva la loro cultura e condividerla con chi oggi è parte della loro nuova patria.
I piatti sono preparati utilizzando i migliori prodotti locali, freschi, di stagione e biologici.

Contti:
Jelka Perusich
Socia del convivium Slow Food di Vienna
jelka.perusich@slowfoodwien.at


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Tra sacro e profano
La passione di Christian per il formaggio

Christian è un ragazzo tedesco di 21 anni, studente di teologia presso l’Università di Leipzig che ha deciso di produrre formaggio con gli acari fondando nel 2006 un’azienda specializzata!
La sua città natale, Würchwit, situata nel land della Sassonia-Anhalt, è il luogo dove la tradizione del formaggio con gli acari ha avuto origine nel Medio Evo.
La base del formaggio con gli acari è una cagliata ben scolata, indistintamente di latte di capra, pecora o vacca. Il formaggio stagiona in casse di legno con speciali acari del formaggio. Sono necessari da tre a sei mesi e un’estrema cura del prodotto affinché si compia questo difficile processo. Il formaggio è prodotto esclusivamente dalla primavera all’autunno, perché gli acari non sono attivi durante l’inverno. Il formaggio raggiunge il miglior livello di maturazione quando ha un colore ambrato e una consistenza semi-dura o dura. Il sapore è molto particolare, con una nota amara. Il formaggio con gli acari di Würchwitz è parte dell’Arca del Gusto di Slow Food e Christian è uno dei giovani delegati che potremo incontrare a Terra Madre 2008.

Contatto:
Christian Schmelzer
christianschmelzer@gmx.de


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Eat-In
Una protesta contro la cultura del fast food

La prima edizione di Slow Food Nation tenutasi lo scorso agosto a San Francisco ha visto il debutto di un’iniziativa unica, promossa dallo Youth Food Movement: l'Eat-In. Il primo Eat-In si è tenuto a San Francisco nel Dolores Park e ha visto radunarsi intorno al lungo tavolo che dominava il parco 250 studenti e giovani agricoltori, cuochi, artigiani e attivisti provenienti da ogni parte degli Stati Uniti. In virtù dell’enorme successo riscosso a San Francisco, il Manifesto dell’Eat-In è stato distribuito in occasione di eventi simili organizzati in tutto il mondo e circolerà anche a Terra Madre.

Manifesto dell’Eat-In
Cos’è un Eat-In?
Un Eat-In è una protesta contro la cultura del fast food.
Un Eat-In è un appello al cibo buono, pulito e giusto.
Un Eat-In è una dichiarazione che il cibo rappresenta il nostro comune linguaggio e un diritto universale.
Un Eat-In è una celebrazione di coloro che coltivano, producono, vendono e cucinano il nostro cibo.
Un Eat-In è un richiamo all’azione fatto a quella generazione che eredita il nostro sistema alimentare affinché scenda dalle macchine, spenga i suoi computer e si riunisca intorno a una tavola
.

Come fare un Eat-In
• Invitate vecchi e nuovi amici a cucinare nella vostra cucina. Invitate altri amici a cucinare in altre cucine. Sia cinque che 50 persone possono Eat-In.
• Andate nei Farmer’s Market e nelle drogherie. Stringete le mani di chi vi nutre.
• Sistemate il vostro tavolo in un parco, una fattoria di fronte a un municipio o nel parcheggio di un McDonald’s.
• Mangiate insieme.

Per maggiori informazioni e per guardare l’archivio fotografico dell’Eat-In di San Francisco, clicca qui.


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  EDITORIALE .......................................................

Fronde, linfa, radici

Tutta l’associazione sta per entrare nel clima speciale che avrà il suo culmine a ottobre, con Salone del Gusto e, da quattro anni a questa parte, Terra Madre.
Mi viene subito in mente l’atmosfera di quei giorni di inizio autunno, quando ogni due anni ci incontriamo “dal vivo”. Noi soci e persone che a vario titolo lavorano per Slow Food, ma anche tutti i simpatizzanti che si qualificano come un pubblico sempre più preparato: i produttori di ogni parte del mondo, i contadini, i pescatori, i nomadi e gli artigiani delle comunità del cibo.
Il Lingotto e l’Oval di Torino – dove si raccoglie tutta la varia umanità che viene a trovarci, per poi spargersi per quattro giorni per il Piemonte – diventano un concentrato di sentimenti, saperi, culture, buon cibo, spirito conviviale, festa, idee eccezionali. È la rappresentazione e la celebrazione di tutto quanto è Slow Food e, oltre alla felicità che genera in chi ci crede fortemente, sarà un evento da vivere con un’attenzione particolare, essendo sempre foriero di nuove spinte, approcci, ispirazioni.
Quello di quest’anno sarà un Salone del Gusto ancora più integrato con Terra Madre: sempre più una sola grande manifestazione, anche in senso fisico, come s’intendeva fin dall’inizio questa doppia avventura, confluita in un unico grande progetto. Si tratta di un evento mondiale contenente tutta la diversità e complessità che anima il nostro movimento. La rappresentazione grafica che si è scelta per promuovere questa edizione adopera una metafora che mi piace usare: si tratta di un albero stilizzato, con i produttori delle comunità del cibo e la loro cultura – quindi Terra Madre – alle radici, e sulle fronde i produttori del Salone del Gusto, a esporre il frutto del loro sapere. Radici ben piantate a terra e molto estese; rami che si estendono in aria, lontano. La linfa di quell’albero sono le idee di Slow Food, condivise, in circolo, a sostenere e nutrire il tutto.
Sarà anche la prima volta che una manifestazione di queste dimensioni cercherà di perseguire un obiettivo ambizioso: quello di ridurre le emissioni di CO2 e la produzione di rifiuti. Un articolato progetto, che invito ad approfondire prima, dopo e durante il Salone, per fare in modo che non ci sia quasi nessun impatto distruttivo nei confronti del nostro pianeta. Questo è un altro sogno che, lentamente, si sta realizzando, un altro modo di dimostrarsi coerenti con quanto si va dicendo: si tratta di passi difficili, che comportano molti problemi e che magari ai primi tentativi risulteranno imperfetti, ma è senz’altro meglio che restare passivi o limitarsi a teorizzare.

Carlo Petrini
Tratto da SlowFood 36



 




  CALENDARIO
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Salone del Gusto - Terra Madre
23-27 ottobre
Torino, Italia

Slow Fisch
7-9 novembre
Brema, Germania


 



 
 
  Terra Madre è il meeting mondiale delle comunità del cibo, il più grande evento culturale organizzato da Slow Food che riunisce oltre 5000 persone provenienti da tutto il mondo. Durante Terra Madre si realizza uno straordinario scambio di informazioni, idee e soluzioni tra i delegati delle comunità del cibo, che si rivela lo strumento più efficace per tutelare il loro lavoro e la biodiversità agro-alimentare. Perché sia possibile realizzare questo appuntamento è fondamentale il significativo apporto dato da tutti i nostri sostenitori che, con diverse modalità di contributo, ci aiutano a realizzare questo ambizioso progetto.
Anche per questa edizione di Terra Madre abbiamo bisogno del vostro aiuto per permettere ai delegati provenienti dai Paesi in via di sviluppo di partecipare all’evento.
 
 
Se volete contribuire
anche voi, potete farlo
online cliccando qui.

 





Hanno detto


  Sono estremamente felice di vedere tutte queste persone riunite con uno scopo comune, alla ricerca di nuove e migliori soluzioni per diffondere le produzioni alimentari sostenibili in Irlanda. Sono fiduciosa che questo sia solo l’inizio di un futuro radioso per la produzione alimentare sostenibile: una nuova via percorribile dai nostri agricoltori, pescatori e produttori, ma anche qualcosa in grado di arricchire il nostro Paese.  
     
  Mary McAleese
Presidente d’Irlanda
Terra Madre Irlanda 2008

 



  In occasione di Terra Madre 2006 io e mia moglie Iolanda abbiamo ospitato Bernadette Monnè, delegata proveniente dal Burkina Faso.
Impressionati e colpiti dai racconti sul suo Paese ci è venuta voglia di fare qualcosa per aiutarla concretamente. Così è nato KARINA (KAritè in burkINA), un progetto con lo scopo di accompagnare la trasformazione di un gruppo di 200 donne di Ouagadougou in una piccola impresa in grado di produrre e commercializzare a livello nazionale e internazionale il burro di Karitè e gli altri prodotti, continuando a utilizzare tecniche naturali e tradizionali.
 
     
  Gianfranco Molinar Min Beciet
gfmolinar@tiscalinet.it
Per maggiori informazioni sul progetto KARINA, clicca qui.
 








       
 




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