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Ottobre 2008
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In
questa edizione: |

L’EDUCAZIONE
SECONDO SLOW FOOD
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Appuntamenti
al Salone e a Terra Madre |
Al Salone del Gusto, Slow Food offre
un ricco programma di attività educative: nell’area
centrale dello stand, nel padiglione 2, la sezione
Educa, proporrà il gioco sensoriale Gusto
o sbagliato? rivolto ai bambini mentre nel Caffè
letterario si terranno vari eventi tra i
quali segnaliamo Cibo e cinema (sabato pomeriggio),
la presentazione della Festa Nazionale degli Orti in Condotta
(venerdì, ore 11,30), e la presentazione del libro
La pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni
(sabato pomeriggio).
Il padiglione
dedicato all’educazione è il
5°. Al suo interno troverete l’area Orto
in condotta (su prenotazione), rivolta alle classi
e articolata in 4 aule: Semi – esercitazioni pratiche
di messa a dimora di semi e piante; Biodiversità
– analisi di varietà coltivate di ortaggi
comuni; Stagionalità – gara di ideazione
della miglior pizza quattro stagioni; Degustazione –
assaggi guidati di svariate preparazioni dell’ortaggio
autunnale per eccellenza: la zucca. Le aule Master
of Food al mattino offriranno i corsi per
gli studenti delle scuole secondarie e al pomeriggio i
corsi per gli adulti. Infine, i classici: Laboratori
del Gusto, Teatro
del Gusto e gli Incontri
con l’autore.
Percorrendo la Strada Maestra si arriva allo
spazio Pensa
che mensa, realizzato per presentare e comunicare
la realtà della ristorazione collettiva attuale
e quella che Slow Food e alcuni partner qualificati e
sensibili propongono per domani. In questo spazio si fornisce
due volte al giorno un servizio mensa ispirato alla filosofia
Slow Food e si realizzano tavole rotonde a ingresso libero
(ogni giorno alle 16,00). Di seguito le tematiche che
verranno affrontate:
- Giovedì 23: La Salute nel piatto. L’importanza
dell’alimentazione nella cura del malato
- Venerdì 24: Vicini e stagionali. L’organizzazione
degli acquisti all’interno della gestione di un
servizio di ristorazione collettiva.
- Sabato 25: Anche la mensa vuole la sua arte.
Confronto fra cuochi e operatori della ristorazione collettiva.
- Domenica 26: Una mensa che ci mette tutti d’accordo.
Il tema dell'educazione alimentare in età scolare
- Lunedì 27: Economia locale e salute globale,
il dialogo sociale alla base delle iniziative, a livello
locale e europeo, per l’educazione alimentare, per
la valorizzazione delle economie locali e per la soluzione
delle problematiche ambientali.
Anche all’Oval, due Laboratori
della Terra saranno specificatamente dedicati all’educazione
e rivolti ai delegati di Terra Madre:
Pensa che Mensa, (25 ottobre _ h.10,00
_ Sala E) e Le comunità dell’apprendimento,
(26 ottobre _ h.10,00 _ Sala B) che offrirà un
momento di confronto e presentazione di progetti educativi
internazionali.
Ai delegati di Terra Madre è riservato inoltre
Alle origini del gusto, il
percorso sensoriale che vuole fornire un vocabolario di
base per la descrizione delle caratteristiche organolettiche
dei prodotti (venerdi 24 e sabato 25 h. 10,00-17,00 _
domenica 26 h. 10,00-16,00 _ balconata padiglione Terra
Madre).
Il percorso è articolato in tre fasi:
Aula Video: attraverso il racconto di una scolaresca
e alcune simpatiche animazioni, un video illustra il funzionamento
degli organi di senso e gli esercizi per allenarli e utilizzarli
consapevolmente.
Percorso Sensoriale: sei tappe dove iniziare
ad allenare i propri sensi (il gusto, la vista, l’olfatto,
il tatto, l’udito).
Aula Degustazione: un’aula dove affinare
le proprie capacità sensoriali.
Sul programma online di Terra Madre è possibile
consultare gli orari e le sale degli appuntamenti.
Inoltre al Salone del Gusto sarà
possibile assistere alla conferenza La rete
degli school garden (26 ottobre_ h. 15,00
_ Sala Cittaslow) dove si parlerà di esperienze
di educazione alimentare, sensoriale e di orti scolastici
dall'Italia e dal mondo.
Clicca
qui per visionare il programma completo
delle conferenze di Terra Madre al Salone del Gusto.
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Slow Food sta attualmente lavorando
a un rapporto che esplora, in oltre 65 Paesi,
le attività promosse sul territorio
dai convivium Slow Food, dalle comunità
del cibo di Terra Madre e da tutti coloro
che credono sia possibile mangiare in maniera
migliore e cambiare il sistema agro-alimentare
attuale. Di seguito alcuni esempi estratti
dalla ricerca.
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Porte
aperte in fattoria
I produttori
canadesi Elna e Doug accolgono studenti |
Le fattorie
Edgar nella provincia di Alberta (Canada) ,
sono di proprietà della famiglia Edgar da ben sei
generazioni. Oggi sono gestite da Elna e Doug, ideatori
di un programma educativo attraverso il quale aprono i
loro campi a gruppi di studenti durante il periodo della
raccolta (maggio e giugno). Le visite offrono ai ragazzi
la possibilità di entrare in contatto diretto con
vari prodotti e aspetti della fattoria: il latte e la
carne, la coltivazione di asparagi, fagioli e piselli.
Mentre li accompagna in giro per l’azienda spiegando
loro cicli di vita naturali e consumo stagionale dei prodotti,
Elna invita i ragazzi a toccarli, assaggiarli e sceglierli
personalmente.
Il programma ideato dai coniugi Edgar mira a colmare il
vuoto in tema di educazione alimentare all’interno
dei programmi scolastici: spesso i principi di base da
loro insegnati rappresentano un’assoluta novità
per i ragazzi, come il fatto che il cibo provenga non
solo dai magazzini dei negozi ma dalla campagna.
«I bambini hanno lo straordinario potere di influenzare
i comportamenti d’acquisto e le abitudini delle
loro famiglie e possono diventare sostenitori dei prodotti
freschi locali. Non è raro vederli tornare da noi
nel weekend con i genitori», commenta Elna.
«Quando il pulmino della scuola lascia il podere
portandosi via i bambini e le loro grida di gioia ci assale
un senso di vuoto, subito colmato dai preparativi per
l’organizzazione della visita successiva»,
dice Doug. «Torniamo ai nostri impegni pieni di
soddisfazione per noi, per la nostra terra e per il futuro».
Contatti:
Doug y Elna Edgar
Produttori di ortaggi freschi della comunità di
Innisfail, Canada.
elna@edgarfarms.com
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Ingredienti a confronto
Confronto tra
alimenti locali e di produzione industriale attraverso
lezioni comparative |
Nella città di Beriosa, situata nella regione bielorussa
di Brest ,
Slow Food collabora con la scuola locale a un programma
di Educazione del Gusto. Il progetto mira a far emergere
le differenze esistenti tra cibo locale e prodotti realizzati
industrialmente e consente ai giovani coinvolti di entrare
in contatto con produttori e chef della regione. Il metodo
adottato nei laboratori comparativi è semplice
e immediato: gli studenti producono due versioni dello
stesso piatto usando materie prime diverse e alla fine
effettuano un’analisi sensoriale dei risultati.
Ad oggi è stato creato un corso che prevede lezioni
su differenti prodotti della regione: pesce, formaggio,
salsiccia e pollo. Le classi ospitano anche interventi
di produttori locali. La lezione sul pollo, per esempio,
è iniziata con la presentazione da parte di un
piccolo contadino dei metodi tradizionali di allevamento
e lavorazione e col confronto tra questi e quelli utilizzati
dagli allevatori su grande scala che praticano l’allevamento
intensivo. Poi, seguendo una ricetta, i ragazzi hanno
cucinato i due tipi di carne di pollo e hanno valutato
i piatti ottenuti attraverso degustazioni sensoriali guidate.
Al termine del primo incontro è stato distribuito
un questionario a genitori e ragazzi per valutare la risposta
degli allievi al progetto e capire come questo possa modificare
le loro abitudini alimentari e i riscontri sono stati
molto positivi.
La scuola secondaria di Beriosa spera di inserire definitivamente
queste lezioni nei programmi di studio dei prossimi anni,
ampliando le tematiche già esistenti e offrendo
ai parenti la possibilità di partecipare e si augura
di essere presa ad esempio dalle altre scuole della città.
Contatti:
Vistunova Lidziya
Leader del convivium Slow Food di Beriosa, Bielorussia.
j.vistunova@slowfood.it
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Slow
Kid
Dieci giorni
di educazione per i più piccoli a Jakarta |
Gregory è convinto che si può ripetere all’infinito
alle persone che determinati alimenti sono dannosi, ma
esiste un modo migliore per modificare concretamente le
loro abitudini.
Con l’obesità che si trasforma in una vera
e propria emergenza sanitaria, il convivium Slow Food
Lippo Karawaci di Jakarta
ha deciso di fare qualcosa di concreto per insegnare ai
giovani la differenza tra alimenti trattati e prodotti
coltivati in maniera naturale.
In collaborazione con un’università locale,
il convivium ha organizzato un festival gastronomico di
dieci giorni, fatto di Laboratori del Gusto e di un “villaggio”
Slow Food. Un’area è stata appositamente
dedicata all’educazione del gusto per i più
piccoli, con laboratori ospitati in quattro tendoni, ciascuno
dedicato a una particolare tematica.
Il primo tema affrontato, Sviluppare i sensi, ha spiegato
ai ragazzi come distinguere prodotti fatti con materie
prime di qualità da quelli ottenuti con materie
prime scadenti. Durante un altro laboratorio i bambini
hanno annusato sei diversi contenitori ed è stato
chiesto loro d’indovinare quale ingrediente fosse
contenuto in ciascun barattolo. La lezione sul latte ha
parlato dell’origine, i benefici e le diverse qualità
del latte, da quello di produzione industriale a quello
non pastorizzato proveniente dalle fattorie. Dopo aver
partecipato alla mungitura di una mucca, i bambini hanno
assaggiato il latte crudo fresco confrontandolo con varie
tipologie di latte pastorizzato disponibile nei negozi.
Il laboratorio sul consumo consapevole si è dimostrato
uno strumento didattico molto efficace. I ragazzi hanno
mangiato un pezzo di banana mentre in sottofondo venivano
diffuse notizie ad alto volume. Successivamente hanno
mangiato in silenzio e sono stati invitati a concentrarsi,
ad assaporare il frutto, a prestare attenzione al suo
colore, alla forma e all’odore, e a soffermarsi
sul suo sapore. Alla fine hanno discusso queste due esperienze
di consumo tanto diverse.
Contatto:
Gregory Ernoult
Leader del convivium di Lippo Karawaci, Indonesia.
gregerni@hotmail.com
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Giovani
ecologisti crescono
Un progetto
educativo a favore della democrazia della terra
in India |
Una nuova generazione indiana sta
crescendo non sapendo quasi nulla su quello che mangia.
Le preoccupazioni per le origini e la qualità
del cibo o l’agricoltura sostenibile non entrano
nel discorso alimentare, anche adesso che in India l’antica
attività e cultura agricola sta affrontando gravi
problemi, resi brutalmente evidenti dal numero di contadini
che ogni anno si toglie la vita.
I supermercati stanno spingendo fuori dal mercato i
piccoli venditori; i governanti voglio togliere i venditori
ambulanti dalle strade; la recente riforma agricola
ha sostenuto la coltivazione di prodotti geneticamente
modificati; e i fast food si stanno diffondendo.
Allarmato da questo scenario, Rahul Rahul Antao di Slow
Food Mumbai ,
s’impegna a responsabilizzare i giovani perché
migliorino la situazione. Nel marzo del 2007 ha cominciato
a collaborare con The Young Ecologist Initiative, un’iniziativa
dei convivium Slow Food e della Ong indiana Navdanya
fondata da Vandana Shiva, vice-presidente di Slow Food
Internazionale, la quale spera attraverso Young Ecologist
Initiative «di dar voce ai giovani quando si parla
del loro futuro».
La struttura educativa del programma ruota intorno a
quattro pilastri: attori, tema, risorse e obiettivi.
Le lezioni utilizzano metodi d’insegnamento interattivi
come il brain-storming, il lavoro di gruppo, i giochi,
le discussioni, e il teatro insieme a qualsiasi altra
attività che aiuti ad apprendere in maniera diversa.
I temi delle lezioni includono: la terra (il suolo,
i semi e le politiche alimentari), l’aria (cambiamenti
climatici ed energia), la vita/tenore di vita (consumismo
e sostenibilità) e l’acqua.
Attività di classe e lezioni sono complementari
a lezioni di cucina che utilizzano grani tradizionali
e verdure biologiche prodotte localmente. Talvolta sono
i ragazzi stessi a coltivare la verdura seguendo principi
organici.
Il progetto del giovane ecologista aiuta gli
insegnanti delle scuole di tutti i gradi a far emergere
in modo efficace nei giovani consapevolezza, abilità
e partecipazione attiva.
Contatto:
Maya Gobhurdhun
Fondazione Navdanya
navdanya@gmail.com
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YOUTH
FOOD MOVEMENT
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L’integrazione
in cucina
A Vienna rifugiati
e immigrati diventano cuochi |
La giovane Jelka Perusich è
la coordinatrice del progetto Wien Cooks, lanciato
a Vienna
nell’estate del 2007 dal convivium locale.
Per far fronte all’esigenza di favorire l’integrazione
di rifugiati e immigrati nella società viennese,
il convivium Slow Food ha deciso di collaborare con
l’associazione Connecting People a creare un progetto
che permette ai profughi di diventare cuochi.
Alcuni dei profughi sono giovani o adolescenti soli,
arrivati senza le famiglie e in ricerca di asilo; altri
sono immigrati che vivono in Austria da molti anni.
Ciò che tutti hanno in comune è la passione
per la cucina insieme a una spiccata abilità
artigianale. Preparano piatti tipici di Paesi diversi
e invitano gli ospiti a sperimentare le loro culture,
inoltre offrono un show di cucina multiculturale e catering
professionali per eventi e feste.
Jelka sostiene che la filosofia dei “cuochi viennesi”
si basa sulla convinzione che cucinare, mangiare e condividere
i pasti è fondamentale per ogni cultura. «Il
patrimonio culinario è essenziale per la nostra
identità alla stregua di quello musicale, letterario,
artistico, linguistico o religioso. Nei profumi e nei
sapori della nostra infanzia il ricordo sopravvive e
rimane a noi legato». Ciò è particolarmente
vero per chi, con lo spostamento o la migrazione, ha
perso le proprie radici o ha dovuto lasciare la propria
terra. Cucinando i propri piatti tipici queste persone
possono mantenere viva la loro cultura e condividerla
con chi oggi è parte della loro nuova patria.
I piatti sono preparati utilizzando i migliori prodotti
locali, freschi, di stagione e biologici.
Contti:
Jelka Perusich
Socia del convivium Slow Food di Vienna
jelka.perusich@slowfoodwien.at
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Tra sacro e profano
La passione
di Christian per il formaggio |
Christian è un ragazzo tedesco
di 21 anni, studente di teologia presso l’Università
di Leipzig che ha deciso di produrre formaggio con gli
acari fondando nel 2006 un’azienda specializzata!
La sua città natale, Würchwit ,
situata nel land della Sassonia-Anhalt, è il
luogo dove la tradizione del formaggio con gli acari
ha avuto origine nel Medio Evo.
La base del formaggio con gli acari è una cagliata
ben scolata, indistintamente di latte di capra, pecora
o vacca. Il formaggio stagiona in casse di legno con
speciali acari del formaggio. Sono necessari da tre
a sei mesi e un’estrema cura del prodotto affinché
si compia questo difficile processo. Il formaggio è
prodotto esclusivamente dalla primavera all’autunno,
perché gli acari non sono attivi durante l’inverno.
Il formaggio raggiunge il miglior livello di maturazione
quando ha un colore ambrato e una consistenza semi-dura
o dura. Il sapore è molto particolare, con una
nota amara. Il formaggio con gli acari di Würchwitz
è parte dell’Arca del Gusto di Slow Food
e Christian è uno dei giovani delegati che potremo
incontrare a Terra Madre 2008.
Contatto:
Christian Schmelzer
christianschmelzer@gmx.de
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Eat-In
Una protesta
contro la cultura del fast food |
La prima edizione di Slow Food Nation tenutasi lo scorso
agosto a San Francisco ha visto il debutto di un’iniziativa
unica, promossa dallo Youth Food Movement:
l'Eat-In.
Il primo Eat-In si è tenuto a San Francisco nel
Dolores Park e ha visto radunarsi intorno al lungo tavolo
che dominava il parco 250 studenti e giovani agricoltori,
cuochi, artigiani e attivisti provenienti da ogni parte
degli Stati Uniti. In virtù dell’enorme
successo riscosso a San Francisco, il Manifesto dell’Eat-In
è stato distribuito in occasione di eventi simili
organizzati in tutto il mondo e circolerà anche
a Terra Madre.
Manifesto dell’Eat-In
Cos’è un Eat-In?
Un Eat-In è una protesta contro la cultura del
fast food.
Un Eat-In è un appello al cibo buono, pulito
e giusto.
Un Eat-In è una dichiarazione che il cibo rappresenta
il nostro comune linguaggio e un diritto universale.
Un Eat-In è una celebrazione di coloro che coltivano,
producono, vendono e cucinano il nostro cibo.
Un Eat-In è un richiamo all’azione fatto
a quella generazione che eredita il nostro sistema alimentare
affinché scenda dalle macchine, spenga i suoi
computer e si riunisca intorno a una tavola.
Come fare un Eat-In
• Invitate vecchi e nuovi amici a cucinare nella
vostra cucina. Invitate altri amici a cucinare in altre
cucine. Sia cinque che 50 persone possono Eat-In.
• Andate nei Farmer’s Market e nelle drogherie.
Stringete le mani di chi vi nutre.
• Sistemate il vostro tavolo in un parco, una
fattoria di fronte a un municipio o nel parcheggio di
un McDonald’s.
• Mangiate insieme.
Per maggiori informazioni e per guardare l’archivio
fotografico dell’Eat-In di San Francisco, clicca
qui.
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EDITORIALE
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Fronde, linfa, radici
Tutta l’associazione sta per entrare nel clima
speciale che avrà il suo culmine a ottobre,
con Salone del Gusto e, da quattro anni a questa
parte, Terra Madre.
Mi viene subito in mente l’atmosfera di quei
giorni di inizio autunno, quando ogni due anni ci
incontriamo “dal vivo”. Noi soci e persone
che a vario titolo lavorano per Slow Food, ma anche
tutti i simpatizzanti che si qualificano come un
pubblico sempre più preparato: i produttori
di ogni parte del mondo, i contadini, i pescatori,
i nomadi e gli artigiani delle comunità del
cibo.
Il Lingotto e l’Oval di Torino – dove
si raccoglie tutta la varia umanità che viene
a trovarci, per poi spargersi per quattro giorni
per il Piemonte – diventano un concentrato
di sentimenti, saperi, culture, buon cibo, spirito
conviviale, festa, idee eccezionali. È la
rappresentazione e la celebrazione di tutto quanto
è Slow Food e, oltre alla felicità
che genera in chi ci crede fortemente, sarà
un evento da vivere con un’attenzione particolare,
essendo sempre foriero di nuove spinte, approcci,
ispirazioni.
Quello di quest’anno sarà un Salone
del Gusto ancora più integrato con Terra
Madre: sempre più una sola grande manifestazione,
anche in senso fisico, come s’intendeva fin
dall’inizio questa doppia avventura, confluita
in un unico grande progetto. Si tratta di un evento
mondiale contenente tutta la diversità e
complessità che anima il nostro movimento.
La rappresentazione grafica che si è scelta
per promuovere questa edizione adopera una metafora
che mi piace usare: si tratta di un albero stilizzato,
con i produttori delle comunità del cibo
e la loro cultura – quindi Terra Madre –
alle radici, e sulle fronde i produttori del Salone
del Gusto, a esporre il frutto del loro sapere.
Radici ben piantate a terra e molto estese; rami
che si estendono in aria, lontano. La linfa di quell’albero
sono le idee di Slow Food, condivise, in circolo,
a sostenere e nutrire il tutto.
Sarà anche la prima volta che una manifestazione
di queste dimensioni cercherà di perseguire
un obiettivo ambizioso: quello di ridurre le emissioni
di CO2 e la produzione di rifiuti. Un articolato
progetto, che invito ad approfondire prima, dopo
e durante il Salone, per fare in modo che non ci
sia quasi nessun impatto distruttivo nei confronti
del nostro pianeta. Questo è un altro sogno
che, lentamente, si sta realizzando, un altro modo
di dimostrarsi coerenti con quanto si va dicendo:
si tratta di passi difficili, che comportano molti
problemi e che magari ai primi tentativi risulteranno
imperfetti, ma è senz’altro meglio
che restare passivi o limitarsi a teorizzare.
Carlo Petrini
Tratto da SlowFood 36
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Terra
Madre è il meeting mondiale
delle comunità del cibo, il più
grande evento culturale organizzato da Slow
Food che riunisce oltre 5000 persone provenienti
da tutto il mondo. Durante Terra Madre si
realizza uno straordinario scambio di informazioni,
idee e soluzioni tra i delegati delle comunità
del cibo, che si rivela lo strumento più
efficace per tutelare il loro lavoro e la
biodiversità agro-alimentare. Perché
sia possibile realizzare questo appuntamento
è fondamentale il significativo apporto
dato da tutti i nostri sostenitori che, con
diverse modalità di contributo, ci
aiutano a realizzare questo ambizioso progetto.
Anche per questa edizione di Terra Madre abbiamo
bisogno del vostro aiuto per permettere ai
delegati provenienti dai Paesi in via di sviluppo
di partecipare all’evento. |
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Hanno detto
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Sono
estremamente felice di vedere tutte queste
persone riunite con uno scopo comune, alla
ricerca di nuove e migliori soluzioni per
diffondere le produzioni alimentari sostenibili
in Irlanda. Sono fiduciosa che questo sia
solo l’inizio di un futuro radioso per
la produzione alimentare sostenibile: una
nuova via percorribile dai nostri agricoltori,
pescatori e produttori, ma anche qualcosa
in grado di arricchire il nostro Paese. |
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Mary
McAleese
Presidente d’Irlanda
Terra Madre Irlanda 2008
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In
occasione di Terra Madre 2006 io e mia moglie Iolanda
abbiamo ospitato Bernadette Monnè, delegata
proveniente dal Burkina Faso.
Impressionati e colpiti dai racconti sul suo Paese
ci è venuta voglia di fare qualcosa per aiutarla
concretamente. Così è nato KARINA
(KAritè in burkINA), un progetto con lo scopo
di accompagnare la trasformazione di un gruppo di
200 donne di Ouagadougou in una piccola impresa
in grado di produrre e commercializzare a livello
nazionale e internazionale il burro di Karitè
e gli altri prodotti, continuando a utilizzare tecniche
naturali e tradizionali. |
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Gianfranco
Molinar Min Beciet
gfmolinar@tiscalinet.it
Per maggiori informazioni sul progetto KARINA,
clicca
qui. |
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Mandateci le vostre domande e i vostri commenti, scriveteci le vostre storie ed esperienze: le racconteremo qui.
communication @slowfood.com |
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