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Marzo 2009
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questa edizione: |
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Slow Food in
due parole
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Il co-produttore
Slow Food promuove un approccio nuovo al consumo alimentare.
Per sottolineare che il consumatore può stimolare
cambiamenti determinanti nel settore agroalimentare, Slow
Food ha coniato il termine co-produttore. Con questa parola
si intende un consum-atore che, attraverso scelte consapevoli
e, quando è possibile, un rapporto stretto con
contadini, pescatori, allevatori, vignaioli e casari,
assume un ruolo attivo nel processo di produzione. Il
co-produttore non solo acquista, ma sollecita informazioni
e consigli per riconoscere differenze qualitative e nutrirsi
in maniera più sana, buona e responsabile.
Grazie a consumatori attenti e informati, l’agricoltore
è motivato a lavorare con tecniche tradizionali
che garantiscano la biodiversità dei prodotti e
la loro qualità.
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Dalla tavola alla terra... |
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Cuochi
in classe,
sull'isola di San Juan
È stato
avviato un progetto pilota sull'alimentazione scolastica
sostenibile sull'isola di San Juan, negli Stati
Uniti nord-occidentali |
Il convivium Slow Food Land and Sea (terra e mare) è
nato con il sogno di introdurre un programma di alimentazione
sostenibile nelle scuole dell'isola di San Juan (vicino
all'isola di Vancouver, Canada), la cui comunità
è strettamente legata ai produttori locali. L'idea
ha preso forma più di un anno fa, dopo l'incontro
con lo chef Tom French - del gruppo no-profit Experience
Food - e oggi è diventata un progetto pilota utile
per le altre scuole del paese oltre che un esempio da
studiare per rilevare eventuali cambiamenti comportamentali
degli studenti, del loro stato di salute e delle loro
abitudini alimentari. Il convivium fornisce il proprio
sostegno attraverso il coinvolgimento della comunità
e delle fattorie e il programma offre un’ampia varietà
di contenuti didattici, come spiega lo chef Tom:
"Lo scorso anno abbiamo introdotto in 13 classi programmi
integrativi in collaborazione con gli insegnanti, organizzando
visite a fattorie, orti scolastici, formazione per i genitori,
dimostrazioni gastronomiche, degustazioni, ecc. Il nostro
progetto, denominato “Chef in the classroom”
(cuoco in classe), si focalizza sull'importanza e sul
valore storico e culturale del cibo, così come
sul piacere e sul significato della convivialità.
Include inoltre eventi culturali e il coinvolgimento della
comunità in modi diversi: ad esempio, abbiamo celebrato
la cultura ispanica con musica, danza e i piatti dell’autentica
cucina spagnola.
Il cibo è locale, buono e ben presentato: semplicemente
mangiando, gli studenti diventano attivisti alimentari
al livello più fondamentale, quello delle singole
famiglie!”.
Per maggiori informazioni:
Chef Tom French
cheftom@whidbey.com
Sito
web di Tom French
Linda Degnan Cobos, responsabile di Slow
Food Land and Sea
westboy@rockisland.com
Sito
web di slowfood land and sea
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Slow Fish a Genova
Il futuro del
mare si costruisce educando il gusto |
Uno dei temi principali di Slow Fish 2009 (Genova, 17-20
aprile) è “Educare il gusto”. Saper
scegliere il pesce è importante: per il piacere
gastronomico, ma anche per la nostra salute, le nostre
finanze e l’ambiente. Per questo, a Slow Fish, troverete,
fra le tante proposte:
- i Laboratori dell’acqua, per
approfondire la conoscenza dei temi legati al mare e alla
pesca;
- attività di spesa guidata al
mercato, con l’aiuto di un "personal shopper”
per scoprire l’immensa varietà di pesci che
popolano il mare e imparare a riconoscere un pesce di
qualità nel momento dell’acquisto;
- chi vuole andare oltre, potrà partecipare al
percorso di pescaturismo, imbarcandosi
su motopesca professionali;
- lo spazio delle buone pratiche consentirà
di conoscere proposte di ecologia applicata innovative
e replicabili.
Il visitatore potrà anche perdersi nella "Libreria
del mare" o con "Slow Fish in musica",
perché anche la testimonianza musicale, come già
si è visto a Terra Madre, può raccontare
un territorio e la sua cultura.
Troverete più informazioni e il programma completo
sul sito
di Slow Fish
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Alimentazione
via etere
In Benin, il
convivium di Cotonou ha scelto di utilizzare radio
e televisione per educare gli abitanti del paese |
Prosper è da molto
tempo interessato alle questioni alimentari. Agronomo
di formazione è oggi agente del governo presso
l’ufficio della sicurezza alimentare di Cotonou,
capitale del Benin.
Tutte le idee che non riesce a realizzare in ambito professionale,
le sviluppa nella sua vita privata grazie al convivium
de Nourriture Saine Bénin. Il convivium, di cui
è fondatore, oggi conta 17 soci, attivi ed entusiasti,
tra cui sua moglie e i due figli, e numerosi piccoli produttori.
Nourriture Saine Bénin ha un progetto ambizioso:
sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici
di un’alimentazione sana e locale. A questo fine
organizza incontri di 2-3 ore ai quali sono invitati cuochi,
consumatori e rappresentanti della stampa; i partecipanti
vengono a contatto diretto con i prodotti e i loro produttori
e sono informati sulle proprietà nutrizionali degli
alimenti (la banana dolce, il frutto del baobab, il riso).
Questi incontri, spesso, danno vita a contratti di acquisto
diretto con i produttori. Inoltre il convivium realizza
materiale informativo, pacchetti radiofonici e cd rom
su alcuni prodotti e culture del territorio, che sono
inviati alle radio locali e nazionali, alle televisioni
e ai diversi organi di informazione.
Questo impegno ha consentito, per esempio, la realizzazione
di quattro trasmissioni sulla coltivazione e la stagione
del riso e i benefici e l’importanza del consumo
di riso locale. Oggi Nourriture Saine Bénin collabora
con tre giornali, due televisioni e una ventina di emittenti
radio. Alcune trasmissioni vanno in onda nelle lingue
locali e la scelta degli argomenti e il modo di trattarli
mira ad accrescere l’effetto pedagogico delle informazioni,
che sottolineano l’eccellente lavoro dei produttori,
e la dignità e l’orgoglio culturale che si
cela dietro un gesto così semplice come l’alimentazione.
Per maggiori informazioni:
Prosper Monde
mondeprospere@gmail.com
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I
Presìdi in menù
Nasce un'alleanza tra
cuochi e Presìdi Slow Food |
Slow Food Italia lancerà, nei primi mesi del 2009,
un nuovo progetto: la costruzione di un'alleanza tra i
177 Presìdi Slow Food italiani e i cuochi interessati
a dare spazio ai loro prodotti - in particolare quelli
della propria regione – nei menù. L’obiettivo
è raccontare a un pubblico più ampio possibile
i progetti di Slow Food, stimolando curiosità e
interesse intorno alle iniziative di tutela della biodiversità.
I convivium italiani, orchestrati dai coordinamenti regionali,
coinvolgeranno i cuochi del loro territorio che condividono
la filosofia Slow. I cuochi indicheranno i prodotti dei
Presìdi all’interno dei loro menù
con il nuovo contrassegno, riportando il nome dell’azienda
produttrice. Slow Food svolgerà una comunicazione
importante tramite i propri canali per far conoscere i
locali in cui sarà possibile degustare i Presìdi.
Il progetto culminerà con le "cene dell’alleanza",
che saranno organizzate in ognuno dei ristoranti aderenti
a inizio estate 2009. Una parte del ricavato sarà
devoluta al progetto dei Presìdi Slow Food.
Per maggiori informazioni sul progetto, potete contattare:
Tiziana Gazzera, tel. +39 0172 419643 t.gazzera@slowfood.it
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...dalla terra alla tavola
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Aiutateci
a far sentire la nostra voce
Un appello delle
comunità del Madagascar
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Il Madagascar è comparso
sui giornali per le manifestazioni nella capitale, la
povertà, la lotta politica fra sindaco e capo
del governo. Poche testate, però, hanno chiarito
quel che sta accadendo nelle campagne e che coinvolge,
dunque, la maggioranza della popolazione.
La multinazionale sud coreana Daewoo Logistic ha ottenuto
in comodato d’uso - per 99 anni: due generazioni!
- 1 milione e 300 mila ettari, ovvero la metà
della terra arabile di tutto il Madagascar. Il suo obiettivo
è produrre mais e palme da olio. I coreani hanno
dichiarato che, se il contratto andrà a buon
fine, costruiranno strade, scuole, ospedali… ma
l’altra faccia della medaglia sarà l’impoverimento
e la destabilizzazione sociale, con migliaia di contadini
trasformati in salariati di monocolture intensive e
l’aggravarsi dell’insufficienza alimentare,
dato che i raccolti saranno destinati all’esportazione.
“Il governo afferma che il progetto è in
fase di valutazione. Ma il presidente e direttore generale
di Daewoo ha confermato la conclusione dell’accordo,
i capi regionali hanno firmato il contratto e stanno
delimitando i lotti – scrive Rindra Andriambola,
responsabile della comunità del cibo del riso
rosa, che aggiunge – È terribile!!! I piccoli
contadini non possono fare niente da fronte a quel gigante.
Possiamo solo piangere la perdita delle terre dei nostri
antenati, che abbiamo cercato di conservare al meglio.
Non si sa neanche se questa società userà
semi OGM e prodotti chimici. Avevamo la speranza di
uscire dalla povertà entrando sul mercato biologico,
ma ora non sappiamo più che fare. Stiamo cercando
di organizzare una protesta di massa e voi potete aiutarci
a fare sentire la nostra voce”, firmando anche
voi la
petizione o scrivendo a:
- Monsieur Panja RAMANOELINA,
Ministre de l'Agriculture de l'Elevage et de la Pêche.
BP 301, Anosy Antananarivo MADAGASCAR
- Monsieur RATOHIARIJAONA Rakotoarisolo Suzelin, Directeur
de l'Appui à l'Organisation des Producteurs auprès
du Ministère de l'Agriculture, de l'Elevage et
de la Pêche. BP 301, Anosy Antananarivo MADAGASCAR
mail : daop@maep.gov.mg
Rindra Andriambola
andriambolar@yahoo.fr
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Il
progetto RSA
Per sostenere
l’agricoltura locale con i ristoranti |
Il cuoco di Terra Madre David Swanson, della scuola gastronomica
Milwaukee’s Braise Culinary School, ha avviato la
scorsa estate un RSA (Restaurant Supported Agriculture),
ossia un progetto di sostegno dell'agricoltura con i ristoranti.
Il progetto segue i princìpi del CSA (Community
Supported Agriculture), il piano per il sostegno comunitario
dell'agricoltura in base al quale i cittadini pagano anticipatamente
una fattoria in cambio di una costante fornitura di prodotti
freschi. Allo stesso modo i ristoranti stipulano un accordo
con i produttori locali sostenendo anticipatamente una
parte dei costi. Come spiega David, il progetto offre
vantaggi a entrambe le parti: “il cuoco ha una costante
fornitura di prodotti a un costo competitivo risparmiando
tempo; il produttore ha risorse in anticipo e può
gestire in modo più efficiente la sua azienda.
Io mi sono sempre rifornito localmente. Sono stati gli
chef francesi a insegnarmi il valore dei prodotti di stagione
e di qualità. Ho lavorato in diverse parti del
paese, sperimentando metodi diversi per approvvigionarmi
localmente, finché mi sono trasferito a Milwaukee.
Qui, ho iniziato a lavorare per individuare un sistema
più semplice ed è nata l’idea di RSA”.
Clicca
qui per leggere il resto dell'intervista con
David sul sito di SF USA (in inglese).
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La
cuoca Otilia incontra Nadia, la produttrice slow
Dall’Argentina
Otilia Kusmin, cuoca delle rete di Terra Madre,
ci racconta un’esperienza vissuta dopo Terra
Madre 2008 |
"A Terra Madre, una delle raccomandazioni della rete
degli cuochi è stata quella di adottare un produttore
artigianale per iniziare un rapporto che porti a migliorare
sia la sostenibilità dei nostri menu sia della
loro produzione. In quei giorni ho conosciuto Nadia, rappresentante
della comunità agricola della Provincia di Río
Negro. Il suo entusiasmo e il progetto slow che intende
portare avanti mi sono subito piaciuti, così come
immediata è stata la volontà di collaborare.
Nadia ha 21 anni e studia agricoltura biologica all’università,
ma lavora anche in una scuola della sua regione, dove
insegna ai bambini e alle loro famiglie a coltivare con
tecniche biologiche e a preparare conserve. Inoltre, lei
e la sua famiglia gestiscono in Patagonia un campo di
140 ettari orientato alla produzione sostenibile di piccola
scala. Qui allevano in modo naturale ovini, polli, vacche,
e producono frutta e verdura biologica. Anche il miele,
il pane, i dolci, la birra artigianale, i formaggi e lo
yogurt sono prodotti interamente in loco.
Insieme, abbiamo iniziato un lavoro sulle ricette contadine.
Il risultato è un volume di 100 ricette contadine
basate sui prodotti locali, come quelli dei campi di Nadia
o dell’orto della scuola locale. Il ricettario è
utilizzato nella mensa della scuola e i bambini l’hanno
portato a casa.
Insieme, abbiamo anche promosso attività di eco-turismo:
nella fattoria di Nadia esiste infatti un piccolo bungalow
realizzato in maniera eco-compatibile che può ospitare
alcuni visitatori, rilanciando così il turismo
in questa zona e creando un'ulteriore fonte di reddito.
Questa esperienza mi ha permesso di arricchire i miei
orizzonti personali e professionali, ma anche di viaggiare
nel mio passato e ritrovare quei piatti semplici ma al
tempo stesso sorprendenti che mia nonna preparava con
i prodotti dell’orto.
Non volevo perdere l’occasione di raccontarvi quanto
possa essere gratificante lo scambio tra un cuoco e un
produttore: tutti i cuochi di Terra Madre dovrebbero farlo!"
Otilia Kusmin
Cuoca di Terra Madre, Argentina
otilia@fibertel.com.ar
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Voci
di Terra Madre
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Due
pastori olandesi nella brughiera |
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Ogni
mattina portiamo le nostre 600 pecore
di razza Drenthe Heath, la più
antica in Europa, a pascolare sul balloërveld
(brughiera) così come innumerevoli
pastori hanno fatto fin dal medioevo in
questo angolo nord-orientale dell’Olanda.
In un’epoca in cui l’allevamento
industriale, gli ipermercati e le catene
di ristoranti rappresentano sempre più
la norma, perpetriamo con calma una tradizione
piacevole per noi e per i nostri visitatori
e importante per l’ecologia locale.
Inoltre preserviamo una razza rara, portando
sul mercato locale una carne ottima e
biologica.
Ho intrapreso questo percorso slow quando
ho incontrato il mio compagno Albert,
passeggiando nella brughiera. Albert ha
iniziato a dedicarsi alla pastorizia 26
anni fa, dopo una breve carriera nella
polizia, e ora è uno dei principali
allevatori della Drenthe. Io ero una professionista
delle arti visive, ma dopo il nostro incontro
ho cambiato vita...
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Marianne
Duinkerken
Mail: m.w.duinkerken@hotmail.com
Clicca
qui
per leggere il resto della storia di Marianne
Duinkerken sul sito di Terra Madre.
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Troverai più informazioni sul Presidio
di questa razza cliccando
qua.
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Tradizioni
alimentari
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Il
suovas di renna
Il nuovo convivum
Slow Food Sápmi promuove la produzione
di questo antico filetto affumicato
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I soci del neonato convivum Slow
Food Sápmi fanno parte da tempo della rete di
Terra Madre e alcuni anni fa hanno istituito un Presidio
per promuovere la produzione del suovas, un filetto
di renna affumicato e conservato sotto sale, una delle
tradizioni gastronomiche più antiche della regione.
I Sámi sono gli abitanti indigeni del nord Europa
e popolano una zona denominata Sápmi, un arco
di terra che si estende tra Svezia, Finlandia, Norvegia
e Russia. Il loro sostentamento dipende tradizionalmente
da diverse attività, tra cui la pesca costiera,
la caccia, l’allevamento delle pecore, tuttavia
la loro fornitura di cibo dipende quasi interamente
dai grandi branchi di renne. La maggior parte del cibo
dei Sámi ha la funzione di conservarsi a lungo
(risalendo ai tempi in cui questo popolo era nomade)
e il suovas è uno dei preparati di carne di renna
più tipici. La ricetta autentica prevede di mettere
la carne sotto sale e di affumicare i filetti ottenuti
dalla parte superiore della coscia per otto ore sul
fuoco vivo in una tradizionale capanna dal tetto a punta.
Quindi, i filetti sono affettati finemente e cotti alla
griglia o consumati crudi, spesso accompagnati da funghi
in salamoia o da piccole bacche rosse (lingon). Il suovas
(termine che nella lingua locale significa affumicato)
era tradizionalmente confezionato dai Sámi con
pane non lievitato per essere consumato durante i lunghi
viaggi. Oggi si può gustare questo piatto nordico
servito sul pane durante alcune fiere e festival.
Contatti:
Convivium leader Lars-Ove Jonsson
lars-ove@sapmi.com
Per ulteriori informazioni sul Presidio del
suovas di renna clicca
qua.
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Libri
e film
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Sul
tappeto rosso
Terra Madre
di Ermanno Olmi in prima mondiale alla Berlinale
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Al festival della Berlinale, uno
degli eventi centrali della sezione dedicata al cinema
culinario il 6 febbraio è stato presentato in
prima mondiale il film-documentario Terra Madre del
regista italiano Ermanno Olmi. Quest'opera, ispirata
alla rete delle comunità del cibo di Terra Madre,
ha trasmesso un messaggio potente sulla situazione critica
del settore alimentare e sulle sue ripercussioni ambientali,
economiche e sociali. Terra Madre è stato ideato
nel 2006 dal maestro del cinema internazionale Ermanno
Olmi e dal presidente di Slow Food Carlo Petrini, uniti
dalla passione per il lavoro e per i valori dei contadini
e dei piccoli produttori.
Clicca
qui per leggere la recensione del film.
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Parole
fertili
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Può
l'agricoltura sostenibile nutrire il mondo?
Georges Desrues
intervista Michael Pollan
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La risposta sincera è che
non lo sappiamo, non avendoci provato. Tuttavia, come
dobbiamo immaginarci un modo di portare avanti una civiltà
industriale con meno combustibili fossili, così
dobbiamo immaginarci un modo di produrre cibo con meno
combustibili fossili. Ci sono numerose indicazioni sul
fatto che sia possibile farlo. Abbiamo visto piccole
fattorie più produttive delle grandi aziende
e sappiamo che le policolture, che richiedono meno combustibile,
possono produrre più cibo vero. Dobbiamo tenere
presente che l’agricoltura commerciale altamente
produttiva non fornisce solo cibo vero: il 50% di ciò
che coltiviamo è destinato agli animali e un
altro 10% è carburante per le nostre auto. Etanolo
e biocarburanti sono materie prime industriali e non
cibi da mangiare. Se coltivassimo solo cibo da mangiare,
avremmo terra in abbondanza. Contesto l’assunto
di chi sostiene che occorra l’agricoltura industriale
per nutrire il mondo. Non nutriamo il mondo, ma animali
e automobili e, con questo sistema, la gente muore di
fame. L’idea di Slow Food di coltivare cibo vero,
vicino ai luoghi dove la gente lo consuma, ha un potenziale
enorme, ma ci vorranno molto tempo e lavoro. Dovremo
convogliare sull’agricoltura policolturale le
ricerche e gli sviluppi che oggi dedichiamo al cibo
industriale.
Tratto da un'intervista pubblicata sul numero
38 della rivista italiana Slowfood.
Clicca qui per leggere tutta l'intervista, cliccate
qua.
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Slow Food e Terra Madre
«Appena un’idea inizia a strutturarsi,
inizia a morire» ha scritto il sociologo polacco
Zygmunt Bauman. Eppure senza un’organizzazione,
le idee - anche le più forti - si disperdono,
rimangono suggestioni astratte, lontane dalla realtà
concreta delle persone.
Per Slow Food, l’orizzonte ideale è
Terra Madre e la nostra associazione non ha nessuna
intenzione di imbrigliarla. Vogliamo che cresca
e si moltiplichi come una rete anarchica, fatta
di mille soggetti (produttori, cuochi, studenti,
musici…), di proposte, culture, lingue diverse...
D’altro canto, vorremo evitare che le sue
mille realtà si disperdano, indebolendo l’efficacia
del loro messaggio.
Slow Food vuole essere il filo che cuce la rete
di Terra Madre.
La nostra associazione attingerà all’idealità
di Terra Madre, darà visibilità ad
attività, soluzioni concrete, saprà
stimolare nuovi progetti, campagne di opinione e
mobilitazione.
Cercheremo di farlo senza soffocarla, perché
siamo convinti di essere portatori di una buona
intuizione: la possibilità di conciliare
il piacere con l’impegno sociale, la tavola
con la terra.
Questa newsletter rinnovata e arricchita, ogni mese,
unirà e porterà la voce di Slow Food
e di Terra Madre nelle case, nelle associazioni,
nei convivium. Parlerà otto lingue e racconterà
la vita quotidiana e i progetti realizzati da chi,
ogni giorno, ci permette di fare un piccolo passo
avanti verso un mondo più pulito, sostenibile,
piacevole, ricco di diversità e di culture
locali. Un mondo slow.
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale
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| Entra
a far parte di una |
grande
comunità internazionale che difende l’agricoltura,
la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo
ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com
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CALENDARIO
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Markt
des guten Geschmacks
02 - 05 aprile 2009
Stuttgart, Germania
Slow Fish
17 - 20 aprile 2009
Genova, Italia
Horeca
27-30 aprile 2009
Beirut, Libano
Slow
Food on Film
06 - 10 maggio 2009
Bologna, Italia
Terra Madre Tanzania
29 - 30 maggio 2009
Dar Es Salam, Tanzania
Journées Gastronomiques
Nord Sud
18 - 20 giugno 2009
Libreville, Gabon
Cheese
18 - 21 Sep 09
Bra, Italia
Terra Madre Austria
28 - 29 ottobre 2009
Vienna, Austria
EURO
GUSTO & Terra Madre dei Giovani Europei
27 - 30 novembre 2009
Tours, Francia
ALGUSTO
– Saber y Sabor
11 - 14 dicembre 2009
Bilbao, Spagna
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Slow Food e Terra
Madre in numeri
Soci: 100.000
Convivium: 1.000
Paesi: 130
Presidi: 300
Prodotti dell'Arca del Gusto: 810
Mercati della Terra: 9
Orti Scolastici: 243
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L’Almanacco Slow Food
L’Almanacco Slow Food è stato
realizzato recentemente in inglese, italiano, spagnolo,
tedesco e francese. Potete vedere una versione elettronica
dell’Almanacco cliccando
qui.
communication
@slowfood.com
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cosa sono, per me
Slow Food
e Terra Madre
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Sono
un ragazzo di 24 anni che recentemente si è
"risvegliato" da un letargo mentale durato
troppi anni. Intrappolato dalla tecnologia, ossessionato
da me stesso e timoroso di dire la mia, mi ero tarpato
le ali e fatto ingabbiare da una società
e da abitudini in cui non ho mai realmente creduto.
Dire che sono cambiato sarebbe poco modesto, ma
penso di essere sulla retta via. Chiusa questa piccola
parentesi, ritorno in tema: per me Slow Food è
un modo di essere, uno stato mentale. In un mondo
in cui conta più l'involucro che il contenuto
io ho deciso di dire di no a molte cose. In primis
allo stupro totale della Natura. Mi sono stufato
di vedere ecosistemi andare distrutti, animali trattati
come beni di consumo privi di qualsiasi valore,
stipati in gabbie e uccisi senza il minimo scrupolo
o ritegno, piante e doni della Terra sprecati e
sottovalutati totalmente.
Mi fa male l'anima, e se posso fare qualcosa nel
mio piccolo ho intenzione di contribuire. Voglio
cibi genuini, aria fresca, un mondo equilibrato
e gente felice. Questo è per me Slow Food. |
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Matthew
Coss
Treviso
Italia
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