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Aprile 2009
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Slow Food in
due parole
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L’Arca Del Gusto
L’Arca del Gusto è un progetto nato nel
1996 per volontà dell’associazione Slow
Food. Un’ideale imbarcazione-rifugio che viaggia
per il mondo in soccorso delle piccole produzioni di
eccellenza gastronomica minacciate da agricoltura industriale,
degrado ambientale e omologazione. L’Arca cerca,
cataloga e segnala sapori che devono essere salvati
da situazioni di rischio, ma che al contempo sono ancora
vivi e hanno concrete potenzialità. La Commissione
Scientifica dell’Arca, grazie al monitoraggio
attuato dai convivium Slow Food del mondo, valuta salumi,
formaggi, cereali, ortaggi e razze locali attraverso
precisi criteri di selezione: l’eccellenza gastronomica,
il legame con il territorio, l’artigianalità,
la dimensione sostenibile delle aziende e il rischio
di estinzione. Oggi l’Arca del Gusto ospita più
di 800 prodotti di 50 paesi.
In Austria il progetto dell’Arca è decollato
di recente, accompagnato da una grande entusiasmo. Nel
2007 è iniziato il lavoro di selezione di possibili
candidati per i progetti della Fondazione Slow Food
e, dopo un anno di ricerche, sono stati presentati a
Terra Madre 2008 i primi due Presìdi: il sorbo
ciavardello del Wiesenwienerwald e i vini Gemischter
Satz di Vienna. Appena quattro mesi dopo, sono saliti
sull'Arca sette prodotti, presentati alla stampa e alle
istituzioni nel febbraio di quest’anno, a Vienna.
L’Arca austriaca comprende, tra gli altri, un
ravanello gigante, due formaggi a latte crudo, uno zafferano
e una vecchia varietà di pesche tradizionalmente
coltivate nei vigneti. Il prossimo passo sarà
la presentazione di due nuovi Presìdi in occasione
di Terra Madre Austria, nel mese di ottobre del 2009,
a cui parteciperanno tutti i produttori dell’Arca
e dei Presìdi.
Per scoprire i prodotti dell’Arca austriaca
e per ulteriori informazioni:
www.slowfoodfoundation.com
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Dalla terra alla tavola... |
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Slow
Fish
Campagna internazionale |
Durante la 4° edizione di Slow Fish, fiera internazionale
della pesca sostenibile (Genova 17-20 aprile 2009) si
terranno 23 Laboratori dell’acqua, che permetteranno
di capire meglio la situazione dei nostri mari. Si parlerà,
fra l’altro, di come peschiamo, acquistiamo, vendiamo,
mangiamo il pesce e delle politiche legate al mare. In
occasione di Slow Fish – manifestazione organizzata
da Slow Food e dalla Regione Liguria - sarà presentata
una
piccola guida del consumo ittico, che darà
il via alla campagna italiana e internazionale per un
consumo sostenibile del pesce.
Invitiamo tutti gli amanti del pesce a partecipare a questo
percorso. La campagna internazionale inizierà con
uno Slow Fish Challenge, rivolto a tutti
soci Slow Food, alle comunità del cibo, ai Presìdi,
ai cuochi, agli accademici e ai giovani della rete di
Terra Madre. Si tratta di realizzare, ognuno secondo le
proprie possibilità e preferenze, un’attività
dedicata al pesce, che confluirà in un lavoro collettivo:
un ricettario del pesce buono, pulito e giusto di tutto
il mondo.
Ecco le istruzioni:
1. Trovate il pesce:
Evitare! tonno rosso, salmone dell’atlantico, gamberi
tropicali, pesce spada.
Scegliete un pesce locale, cioè pescato nei mari
o fiumi vicini a voi.
Evitare pesci a rischio di estinzione
Scegliete un pesce con la taglia minima che gli consenta
di riprodursi (ci sono pesci, come il Orange Roughy, che
raggiungono l'età della riproduzione a 20 anni!)
Verificate che sia pescato nella giusta stagione: fuori
dal suo periodo di riproduzione.
2. Trovate una ricetta:
Una ricetta tradizionale
Una ricetta inventata da voi, che forse diventerà
la tradizione di domani.
3. Cucinate questo pesce nelle vostre
case o nel vostro ristorante o in mensa, condividetelo
il più possibile, con amici, clienti, giornalisti.
Spiegate ai vostri commensali perché avete scelto
questo pesce e perché avete scartato altre tipologie.
La vostra ricetta sarà un'occasione di festa, di
convivialità e, insieme, un piccolo grande gesto
di responsabilità. Un vero e proprio atto politico:
per salvare il nostro mare.
4. Mandateci le informazioni che avete
raccolto su questo pesce (le sue caratteristiche, come,
dove e quando viene pescato...), la vostra ricetta e,
quando è possibile, una foto, o altri materiali:
disegni di bambini, illustrazione del pesce, racconti
dei pescatori, etc.
Il Slow Fish Challenge si svolgerà nei prossimi
mesi - maggio, giungo, luglio - Avete fino al 15 agosto
per mandare le vostre ricette a communication@slowfood.com
Per piu informazioni scarica la guida
Mangiamoli
Giusti qui. <
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Cucina
nel doposcuola
Slow Food Waitakere
e una chef di Terra Madre lavorano insieme per l'educazione
del gusto dei bambini di Ranui |
NUOVA ZELANDA
- Al ritorno da Terra Madre 2008, mi sentivo particolarmente
ispirata in fatto di educazione del gusto e così
ho varato un corso di cucina per bambini con il convivium
di Slow Food Waitakere. I corsi si tengono una volta
a settimana a Ranui, un’area debole nella zona
occidentale di Auckland. Sono dedicati ai bambini dai
sei ai dodici anni e sono finanziati in parte dal comune,
che li rende accessibili a tutti. Usiamo prodotti freschi
coltivati dal convivium in un terreno pubblico. L’educazione
sensoriale è parte integrante del progetto ed
è fatta di piccoli gesti: annusare il basilico
fresco, ascoltare lo sfrigolio del cibo versato in una
padella, sentire la consistenza delle verdure mentre
le si taglia o la trama viscida della carta di riso
bagnata che si usa per gli involtini orientali. I ragazzi
sono fantastici, eccitati di fronte al cibo e ansiosi
di imparare. Poiché la Nuova Zelanda ospita diversi
gruppi di immigrati, cerchiamo di mettere insieme le
varie culture alimentari, un modo efficace per conoscersi.
Abbiamo inoltre avviato corsi per adulti, tenuti da
bravi cuochi casalinghi di varia provenienza culturale,
che condividono i loro saperi e raccontano la loro cultura
e tradizioni alimentari.
Il mio lavoro di catering mi offre continue opportunità
di insegnare, che si tratti di far conoscere la provenienza
dei meravigliosi fichi locali o di spiegare quanto sia
semplice fare il pane. Di recente ho terminato una sessione
culinaria con un gruppo di ultra-sessantenni, alcuni
dei quali non avevano mai visto crescere una patata
e non sapevano da dove arrivano le ostriche. Nell’arco
di dieci giorni li ho visti prendere coscienza del mondo
naturale che li circonda e rilassarsi.
Claire Inwood
Cuoca, delegata di Terra Madre 2008
seeq@paradise.net.nz
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Giovani
a Stoccarda
Lo Youth Food Movement
partecipa alla terza edizione della Fiera di Slow
Food Germania |
GERMANIA - La terza edizione della
Fiera di Slow Food, svoltasi il 2-5 aprile al Markt
Des Guten Geschmacks di Stoccarda, si è
arricchita di cene, e Slow Tours nella regione, e di
seminari incentrati sui temi della regionalità
e delle denominazioni di origine europea. La fiera ha
inoltre celebrato la nascita di due nuovi Presìdi
tedeschi, la patata Bamberger Hönla e il bue di
Limpburg.
Quest’anno, per la prima volta, lo Youth Food
Movement ha partecipato all’evento con un proprio
stand, ospitando un programma parallelo di dibattiti,
laboratori, proiezioni di film e spettacoli musicali,
con il motto “Scegli locale”.
Contemporaneamente, nella regione, una mini Pangea –
Arca di scambio del sapere, ha visto alcuni giovani
soggiornare presso i produttori locali per conoscere
le loro tecniche e i loro saperi.
Il 31 marzo, in vista della manifestazione, è
stato organizzato un Eat-in nella piazza centrale di
Stoccarda: studenti, agricoltori, artigiani del cibo
e politici locali hanno discusso le possibili soluzioni
per rafforzare il mercato locale del cibo.
Che cos’è un Eat-in?
1. Un gruppo di persone che si ritrova
in pubblico per condividere un pasto cucinato in casa
2. Il tentativo di mettere insieme
persone nuove per rafforzare le comunità di coloro
che desiderano un cibo sano e buono. www.eat-ins.org
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione:
www.slowfood-messe.de
Youth Food Movement:
www.youthfoodmovement.org
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Il
mercato come luogo di scambio
Il farmers’
market di Tel Aviv entra nella rete dei Mercati
della Terra
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ISRAELE - Gli
chef di Tel Aviv scendono sulla nuova zona portuale
della città sempre più presto il venerdì
mattino per comprare prodotti di qualità direttamente
dai produttori al Mercato della Terra settimanale, l’unico
farmers’ market cittadino. Una cinquantina di
contadini e artigiani di tutto il paese, che offrono
frutta e verdura fresca e di stagione, olio extravergine
di oliva, formaggio, birra e cibi tradizionali come
il tahini, stanno scoprendo che i loro prodotti sono
molto popolari tra i circa 4000 clienti abituali, ma
anche che questa nuova esperienza è un vero e
proprio evento sociale. Grazie all’ampia gamma
di tradizioni rappresentate da produttori di svariati
gruppi etnici e religiosi e alla grande diversità
della clientela, il mercato è soprattutto un
vivace luogo di scambi culturali.
Il farmers’ market, che ha poco meno di un anno,
è stato istituito da due giovani donne entusiaste,
le autrici e cuoche Shir Halpern e Michal Ansky. “Per
essere oneste, come giovani donne che lavorano nel settore
alimentare eravamo davvero stufe! Stufe delle sbiadite
verdure dei supermercati. Stufe di dover accettare prodotti
mediocri mentre Israele esporta cibi di alta qualità
in Europa. Stufe di tornarcene verdi di invidia dopo
aver visitato i farmers’ markets in Francia, Italia
e Stati Uniti. Una volta preso atto dell’enorme
divario di sapore, è quasi impossibile tornare
alle vecchie abitudini di consumo”.
Michal Ansky, che da poco ha ottenuto il Master all’Università
di Scienze Gastronomiche, insieme a Shir Halpern, ha
lavorato con il convivium locale di Slow Food per istituire
il mercato, che nel febbraio di quest’anno è
stato riconosciuto ufficialmente come Mercato della
Terra, entrando a far parte della rete internazionale
di farmers’ markets che seguono la filosofia di
Slow Food. Come primo mercato dei produttori in Israele,
rappresenta un precedente importante ed è un
grande esempio per il futuro: sono già in fase
di progettazione altri tre Mercati della Terra.
Clicca
qui per scoprire una bella galleria di foto
del mercato.
Per ulteriori informazioni
sul Mercato della Terra di Tel Aviv visita:
www.farmersmarket.com
Per ulteriori informazioni sui Mercati della
Terra:
Gigi Frassanito
pierluigi.frassanito@tiscali.it
www.mercatidellaterra.it
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Sottoscrizione
per le vittime del terremoto |
ITALIA - La tragedia che ha colpito
l’Abruzzo nelle prime ore di lunedì 6 aprile
ha messo in ginocchio la regione, 250 morti, almeno
1.500 feriti e 25 mila sfollati. «I nostri amici
aquilani stanno tutti bene, anche se sono spaventati»
ha affermato Raffaele Cavallo, Presidente di Slow Food
Abruzzo-Molise. «La rete regionale di Slow Food
si sta adoperando per offrire ospitalità ai nostri
corregionali più colpiti dalla furia del terremoto.
In futuro, sicuramente, metteremo in campo iniziative
per sostenere chi è stato più colpito».
Slow Food Italia si è già mobilitata,
ha lanciato una campagna di raccolta fondi e lavorerà
in stretto contatto con Slow Food Abruzzo, in modo da
poter valutare meglio a quale iniziativa destinare le
risorse che la nostra associazione riuscirà a
raccogliere.
Chiunque volesse contribuire, può farlo qui,
sulla
pagina “donate” del sito di Terra Madre,
scegliendo “Abruzzo Earthquake” nel campo
del progetto.
Per maggiori informazioni, potete contattare
Simona Piasentin s.piasantin@slowfood.it
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Voci
di Terra Madre
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Cibo
locale all’università |
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Sono
arrivato a Boston nel 2003 per lavorare
come chef. Ho iniziato come cuoco itinerante
per un’azienda che fornisce servizi
alimentari a livello internazionale. Non
ci immaginiamo nemmeno che dimensioni
abbia il mondo della ristorazione e quanto
proceda in fretta... |
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Riva
Stevens
chef2riva@yahoo.com
Clicca
qui
per leggere il resto della storia di Riva
sul sito di Terra Madre.
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Tradizioni
alimentari
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Dum
Maalu
Scoprire il
pesce affumicato a Gal Oya
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SRI LANKA - L’anno
scorso, durante un viaggio a Gal Oya, mentre percorrevo
le strade che circondano i due grandi bacini interni
di questa regione orientale, ho visto un piccolo cartello
davanti alla casa di un locale su cui era scritto “Dum
Maalu” (pesce affumicato). È stata una
scoperta inattesa: mentre il pesce salato è comune
nella dieta dello Sri Lanka (al pari di un vigoroso
condimento speziato per accompagnare il curry, chiamato
sambol, che stimola l’appetito), per me era una
novità il fatto che il pesce affumicato di produzione
locale facesse ancora parte a pieno titolo della dieta
dei villaggi.
Un tempo il cibo affumicato era parte integrante della
cucina tradizionale dello Sri Lanka e una stufa piazzata
su un asse con una griglia soprastante era un oggetto
comune nelle case. Molti cibi erano affumicati: anacardi,
carne, pesce... Poi lo stile di vita é cambiato
e la stufa a legna tradizionale è stata associata
alla povertà e alla vita rurale. Così
abbiamo perso una grande varietà di sapori e
piatti. Il pesce di Gal Oya proveniva dai bacini di
acqua dolce della regione ed era stato affumicato in
giardino al fuoco di legne. La qualità e l’aroma
del prodotto finale reggevano il confronto con prodotti
analoghi dell’Europa settentrionale. Il momento
più memorabile è stato quando la generosa
produttrice ci ha invitato a dividere con lei il curry
rosso che aveva preparato con il pesce affumicato per
la sua famiglia.
Ramya Chamalie Jirasinghe
Delegata di Terra Madre 2008
Chamali31@yahoo.com
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Libri
e film
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Food
Inc
Cosa vediamo
a Slow Food on Film 2009
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Nella prossima edizione di Slow
Food on Film, dal 6 al 10 maggio, sarà proiettato
- nella sezione documentari - il film Food Inc.
Ricordate The Corporation, il grande documentario-pamphlet
che smascherava le nefandezze delle industrie globali
del nuovo millennio? Ecco, Food Inc., di Robert Kenner
(dello stesso produttore di The Unconvenient Truth di
Al Gore), è una sorta di The Corporation dedicato
alla grande industria del cibo. Realizzato in sei anni
di lavoro, con la consulenza di Michael Pollan (autore
del Dilemma dell’Onnivoro) e di Eric Schlosser
(autore di Fast Food Nation), il film, potente e sconvolgente,
smaschera le storture e le aberrazioni dietro la produzione
di massa di cibo negli Stati Uniti, ripercorrendo la
catena produttiva fino all’origine. E mettendo
davanti ai nostri occhi di spettatori/consumatori proprio
ciò che l’industria non vuole mostrare.
L’origine del cibo che mangiamo.
Slow Food on Film è un festival
internazionale di cinema e cibo promosso dal movimento
Slow Food e dalla Cineteca del Comune di Bologna.
Per informazioni sulla programma del festival, visita
il sito www.slowfoodonfilm.it
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Piccolo
è bello…
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Il
legame tra i saperi
Estratto di
una intervista a Satish Kumar di Simone Bobbio
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INDIA - Da più di 20 anni Satish
Kumar ha indirizzato i propri sforzi intellettuali nel
campo dell’educazione. Negli anni Ottanta, quando
il governo inglese ha chiuso gli istituti pubblici indiani,
centralizzando l’istruzione in grandi scuole dove
si raccoglievano gli studenti provenienti dalle zone
rurali, ha fondato nel suo villaggio la Small School,
una piccola scuola secondaria. Poi, è stato tra
gli animatori dello Schumacher College, centro di formazione
post-universitaria sui temi della sostenibilità
ambientale applicata al mondo del lavoro e intitolato
a Ernst Friedrich Schumacher, economista di origini
tedesche che, nel dopoguerra, seppe combinare le teorie
economiche classiche di larga scala con quelle locali
e di autosussistenza.
«Queste due esperienze sono nate per conciliare
i miei due forti stimoli intellettuali. Nel caso della
Small School, l’idea venne dal fatto che i nostri
figli erano costretti a viaggiare un’ora in autobus
per raggiungere un grande collegio con oltre 1600 studenti.
Volevo mantenere il carattere familiare della scuola
di villaggio instaurando tra studenti e professori un
rapporto di amicizia e non di paura, basato sulla collaborazione
anche nei piccoli lavori pratici quotidiani, come preparare
da mangiare e fare le pulizie. Lo Schumacher College,
invece, ha alla base la filosofia olistica, che prevede
un approccio a ogni questione nella sua globalità.
Dopo l’affermazione di Cartesio «penso quindi
sono», il pensiero filosofico europeo è
diventato antropocentrico ed egocentrico. Io credo,
invece, nel «tu sei quindi io sono», una
dichiarazione di dipendenza dell’uomo dall’uomo
e dalla natura. Ciò presuppone uno studio volto
a capire l’interdipendenza tra i saperi, più
che una loro indagine in profondità che ne trascura
la trasversalità. Solo nelle generazioni più
giovani potrà germogliare un nuovo corpo di valori,
noi adulti dobbiamo aiutarli a esprimere questa immensa
potenzialità».
Ernst F. Schumacher, Piccolo è bello:
Uno studio di economia come se la gene contasse qualcosa,
edito per la prima volta nel 1973, Blond & Briggs
Ltd.
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