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Maggio 2009
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In
questa edizione: |
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Slow Food in
due parole
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Terra Madre
Terra Madre è una rete costituita da tutti coloro
che vogliono preservare e promuovere metodi di produzione
alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il
paesaggio, la tradizione. Al centro del loro impegno
c’è un’attenzione particolare per
i territori, per le varietà vegetali e le specie
animali che nei secoli si sono adattate ai diversi ambienti
naturali. Giorno dopo giorno, la famiglia di Terra Madre
si allarga, si arricchisce e si organizza per meglio
tutelare prodotti e culture gastronomiche locali. Le
comunità del cibo di Terra Madre danno concretezza
all'idea di qualità di Slow Food, basata su tre
concetti: buono, pulito e giusto.
Terra Madre è un progetto di Slow Food, frutto
del suo percorso di crescita, concepito per proteggere,
sostenere e dare voce ai piccoli produttori, ma anche
per cambiare il sistema che li danneggia, unendo le
forze di tutti coloro che – con le proprie scelte
quotidiane – possono influenzare le politiche
future: consumatori, chef e cuochi, scuole, enti di
ricerca, organizzazioni non governative, associazioni,
giovani... Perché solo moltiplicando azioni locali
con una visione globale, si potrà avere un impatto
significativo.
Per maggiori informazioni:
www.terramadre.org
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Dalla terra alla tavola... |
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Il
giorno della nonna
Slow Food Irlanda
dà l’esempio |
Irlanda – Tutti celebrano la Festa
della Mamma. E le nonne? E i nonni? A loro non è
mai stato dedicato un giorno, fino a ora… Così,
seguendo il suggerimento mio e di Alice Waters all’ultimo
incontro di Terra Madre a Torino, il 25 aprile è
stato celebrato il primo Giorno della Nonna di Slow Food,
in cui i bambini si sono trovati con le proprie nonne
per trascorrere un giorno in cucina.
Sono dieci i convivia irlandesi che hanno aderito all’iniziativa.
Per esempio, Slow Food di East Cork, insieme con The Irish
Examiner (un quotidiano nazionale che ha sostenuto con
entusiasmo l’iniziativa), ha organizzato un concorso
in cui i bambini hanno presentato la ricetta preferita
che amano cucinare insieme ai nonni. I vincitori sono
confluiti alla Ballymaloe Cookery School, dove i nonni
hanno insegnato ai nipoti a preparare i piatti. E’
stato organizzato inoltre un concorso artistico tra sei
scuole locali nel quale i ragazzi dovevano disegnare o
dipingere un quadro sul tema “Cucinare con la nonna”.
L’iniziativa ha avuto grande successo e i disegni
hanno messo in luce il legame speciale e importante tra
nonni e nipoti.
A Waterford un nutrito gruppo di nonne e nipoti ha partecipato
all’incontro organizzato dal Four Rivers Convivium:
le nonne hanno rievocato la loro infanzia e spiegato le
loro ricette.
Anche la televisione nazionale ci ha dato l’opportunità
di invitare i nonni di tutto il paese a riunirsi con i
loro nipoti per trasmettere loro il sapere ereditato,
preparare una torta, pescare un pesce, piantare un seme,
lavorare a maglia e all’uncinetto, cantare una canzone,
suonare un fischietto, ma soprattutto cucinare.
Sono anch’io nonna di sei incantevoli bambini. Insieme
abbiamo raccolto le prime patate novelle, qualche piccola
carota e barbabietole piccole come una pallina da ping
pong. Abbiamo pulito e cucinato le verdure, cucinato un’anatra
arrosto e sbucciato qualche mela per fare una salsa di
mele. Poi ci siamo seduti intorno al tavolo della cucina
e abbiamo consumato una cena deliziosa. I bambini hanno
mangiato fino all’ultima briciola e poi hanno fatto
un disegno della raccolta delle patate con la nonna; infine,
abbiamo messo per iscritto le ricette di quella cena semplice,
e pensiamo di ripetere l’esperienza ogni mese.
Abbiamo dato l’avvio a questa iniziativa in Irlanda
e siamo certi che l’idea continuerà a fare
proseliti e che l’anno prossimo il Giorno della
Nonna sarà più grande, migliore e davvero
internazionale.
Darina Allen
Slow Food Councillor for Ireland
Info@slowfoodireland.com
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Dall’Università
di Scienze Gastronomiche a Cuba
Una comunità
di Terra Madre accoglie 15 studenti |
Cuba - La
comunità cubana “Proyecto Comunitario Conservación
de Alimentos” e la facoltà di Agraria dell'Università
La Habana (anch'essa parte della rete di Terra Madre),
nel mese di marzo hanno accolto e organizzato la visita
a Cuba di quindici studenti dell’Università
di Scienze Gastronomiche (Pollenzo, Italia).
Il Proyecto Comunitario è nato nel 1996, in un
quartiere occidentale dell'Avana. Il suo scopo è
introdurre e divulgare tecniche sostenibili, naturali,
adatte al contesto locale e rispettose dell'ambiente.
Tecniche che favoriscano uno stile di vita salubre e la
partecipazione democratica delle comunità locali.
I volontari che lavorano nel progetto si occupano in particolare
di produzione, trasformazione, conservazione e consumo
del cibo, attraverso la coltivazione di orti familiari
e comunitari di piccole e medie dimensioni, l’uso
di essiccatori solari e la produzione di conserve. In
questi orti (biologici) sono coltivate oltre 120 specie
di piante: ortaggi, tuberi, piccoli frutti, erbe medicinali.
Inoltre, il Progetto cerca di migliorare il livello della
cultura alimentare locale.
Il lavoro realizzato da questa comunità di Terra
Madre è diventato un punto di riferimento per tutto
il movimento dell’agricoltura urbana di Cuba.
Gli studenti dell’ Università di Scienze
Gastronomiche - provenienti da Germania, Kenya, Svizzera
e Italia - hanno potuto scambiare esperienze con produttori,
professori e referenti della gastronomia locale in cinque
provincie del paese: da Pinar del Rio fino a Santiago
di Cuba. La conoscenza pratica della gastronomia dell'isola
è stata affiancata da quella dei luoghi d’interesse
storico, sociale e culturale.
Per maggiori informazioni, visita il sito
della comunità “Proyecto comunitario”
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Mercati
della Terra
Firmato a Beirut un
accordo fra Libano e Toscana |
Libano - Ad Hamra, nel cuore di Beirut,
fra palazzi di cemento e di vetro, centri commerciali,
brand occidentali (dalla Nike a Radio Shack) e un traffico
opprimente, c'è un'isola: una strada lunga qualche
centinaia di metri, non di più, dove ogni giovedì
mattina, arrivano i contadini dei dintorni e sistemano
i loro prodotti: il pane arabo, il kechek (grano spezzato,
condito con erbe e messo sotto olio di oliva), il sumac
(una spezia di colore rosso scuro che sa di limone), il
mwaraka (una sfoglia sottilissima ripiena di noci, mandorle
e miele), il miele di cedro, le erbe aromatiche...
E' il Mercato della Terra di Hamra, l'orgoglio di Slow
Food Beirut. Martedì 28 aprile, Hamra ha ospitato
i produttori di tre Mercati della Terra toscani, arrivati
in Libano per presentare i loro prodotti (l'olio extravergine,
i vini, il pecorino, la bottarga di Orbetello...) ma
soprattutto per stringere un accordo internazionale.
L'accordo (fra i Mercati della Terra toscani e libanesi
e fra Slow Food Toscana e Slow Food Beirut) è
stato firmato ufficialmente il 29 aprile a Horeka (la
più importante manifestazione dedicata al cibo
del Medio Oriente). A sottolinearne l'importanza, la
presenza dell'Ambasciatore italiano a Beirut, del direttore
dell'Istituto Commercio Estero italiano, del Direttore
del Ministero dell'Agricoltura libanese, di rappresentanti
della Regione Toscana e del Comune di Montevarchi (sede
del primo Mercato della Terra), dell'ong Ucodep, della
Cooperazione Italiana e della Fondazione Slow Food per
la Biodiversità.
Obiettivo dell'accordo: costante collaborazione e mutua
assistenza tra i Mercati della Terra libanesi e toscani,
attraverso scambi di esperienze e iniziative di promozione
comune. A dimostrazione che i progetti di Slow Food
hanno sempre forti radici locali ma un orizzonte e una
visione globale.
Per maggiori informazioni sui Mercati della Terra,
visitate il sito: www.mercatidellaterra.it
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Il
percorso della pasticceria araba
Il convivium
di Saragozza esplora le radici dei dolci tradizionali
della sua regione
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Spagna - Durante
il mese di maggio, 30 persone hanno seguito otto corsi,
promossi dal convivium di Saragozza, dedicati alle origini
della pasticceria tradizionale della regione, cioè
la pasticceria araba. Nel Medioevo - quando Saragozza
si chiamava Medina Albaida - il miele, la farina e la
frutta secca erano ingredienti fondamentali della sua
pasticceria. Oggi la città ospita uno dei tre più
importanti esempi d’architettura ispano-musulmana
che rimangono nel paese: il palazzo de La Aljafería.
Non deve sorprendere, dunque, che la pasticceria del Maghreb
sia la più simile a quella storica di Saragozza.
Per questa ragione, il convivium ha chiesto a Fátima
Zerargui, proprietaria della pasticceria araba “le
tre stelle” (situata nell’avenida Conde de
Aranda, la più multi culturale della città)
di illustrare i fondamenti della pasticceria tradizionale
di Saragozza, attraverso alcune ricette arabe classiche,
come la pasta di mandorle e noci, i corni di gazzella,
i brik orientali. I corsi hanno previsto anche un ciclo
di musica araba.
Per altre informazioni,
rivolgersi a Jorge Hernandez, leader del convivium di
Saragozza : jhernandez@aragon.es
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Un
pasto contadino di inizio Ottocento
Il convivio maltese svela ai suoi soci i sapori
del passato |
Malta – Carmel Cassar è
uno degli accademici che hanno partecipato all’incontro
di Terra Madre a Torino. Deciso a trasmettere il sapere
tradizionale alle nuove generazioni, insieme con un lettore
dell’ITS (Institute for Tourism Studies) ha portato
con sé tre studenti di Malta. Al ritorno sull’isola,
Carmel ha deciso di mettere in pratica i suoi ideali.
E così, insieme con un piccolo gruppo di persone
altrettanto entusiaste, ha fondato il nuovo Convivio Slow
Food di Malta. Oggi sono fieri di poter annunciare la
loro prima iniziativa: “Un pranzo contadino degli
anni ’30 dell’Ottocento – l’esperienza”.
Il menù scelto per l’occasione si propone
di dare un’idea e offrire i sapori delle pratiche
culinarie dei contadini maltesi nella prima metà
del secolo XIX. Uno dei cibi preparati appositamente per
l’evento è il pane maslin, un tipo di pane
rustico fatto con una mescolanza di cereali diversi che
i contadini maltesi consumavano regolarmente. L’iniziativa
si propone di dare risalto al cibo che era in gran parte
prodotto a livello locale dai contadini. Il pranzo è
organizzato insieme al Centre of Cultural and Heritage
Studies (Institute of Tourism Studies). Le ricerche sugli
ingredienti originali e il modo di prepararli sono state
svolte dallo stesso Carmel Cassar e da Noel Buttigieg
insieme con altri soci di Slow Food Malta e lettori dell’Institute
of Tourism Studies, mentre il pranzo è stato preparato
dagli aspiranti cuochi dell’Institute sotto la supervisione
dei loro lettori, alcuni dei quali sono soci di Slow Food.
Per altre informazioni, rivolgersi a
Carmel Cassar, leader del Convivium di Slow Food
Malta: carmel.cassar@um.edu.mt
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Lonely
Planet e Terra Madre
Insieme per
promuovere la tutela della biodiversità |
Nel 2009 è stata avviata una collaborazione molto
particolare tra Lonely Planet e Terra Madre che ci permette,
per la prima volta, di raccontare Terra Madre e i suoi
protagonisti (le comunità del cibo, i Presìdi,
i cuochi) ad un universo di viaggiatori attenti, curiosi,
preparati (come lo sono i lettori delle guide Lonely Planet),
offrendo loro un’ulteriore chiave di lettura dei
territori.
A partire da questo mese, in libreria, i viaggiatori italiani
troveranno le prime guide con un intero capitolo dedicato
ai prodotti della terra che si ispirano alla filosofia
Slow Food.
Sulle guide ci saranno schede descrittive e contatti dei
Presìdi e delle comunità del cibo oltre
ad indicazioni sugli chef che hanno aderito alla rete
di Terra Madre.
Sulla guida Marocco, ad esempio, si racconta la storia
dell’olio di argan, Presidio Slow Food, si descrivono
le sue caratteristiche, si indicano le aree di raccolta
e le tecniche di trasformazione e, infine, si forniscono
i contatti utili per incontrare i produttori. Ma si possono
scoprire anche molti altri prodotti: lo zafferano di Tallouine
(Presidio Slow Food), la menta, i datteri, il sale, il
cumino, e così via.
Le prime guide con il contributo di Terra Madre saranno
Marocco, Croazia e Portogallo.
Seguiranno Cile e Isola di Pasqua, Francia, Spagna
e molti altri titoli.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa EDT – Lonely Planet Italia, Carla
Primo
c.primo@edt.it
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Voci
di Terra Madre
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Appunti
di viaggio
Giuseppe Gajarin, responsabile di due Presìdi
italiani, ci racconta il suo incontro con il Presidio
del Capo Verde |
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Capo
Verde - Nell’edizione di
Cheese del 2006, ho conosciuto Giuseppe
Quaranta, professore dell’Università
di Torino che segue il Presidio del caprino
del Planalto di Bolona (Capo Verde). Mi
ha chiesto se potevo mettere a disposizione
le mie conoscenze tecniche, in particolare
per quanto riguarda l’uso del latte-innesto.
Capo Verde mi stimolava la fantasia e
mi infondeva un pizzicore, un fermento.
Ho sfogliato depliant, guardato foto,
ascoltato racconti di amici. Ma nulla
di tutto ciò poteva descrive veramente
quello che avrei visto. Dal 3 al 10 marzo
del 2008 ho avuto la possibilità
di toccare con mano questo Presidio. Questo
arcipelago. Le persone... |
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Giuseppe
Gajarin
gaiarin.giampaolo@trentingrana.it
Clicca
qui
per leggere il resto della storia di Giuseppe
Gajarin
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Tradizioni
alimentari
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Sale
di canna del fiume Nzoia
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Kenya – In
alcune aree del Kenya occidentale – storicamente
escluse dalle principali rotte del sale – le comunità
locali hanno sviluppato un particolare metodo di estrazione
da una pianta acquatica.
Si tratta di una canna sottile, che cresce in acqua
da settembre a marzo e che viene tagliata alla base
con un falcetto quando è ben matura. Dopo la
raccolta, è sistemata a essiccare sui massi lungo
il corso del fiume per tre o quattro giorni. Quindi
è accumulata e bruciata a fuoco lentissimo, sempre
sulle rocce. La cenere che si ottiene è mescolata
con acqua calda e successivamente filtrata per eliminare
sabbia o altre impurità. Il liquido è
poi versato in una padella larga e portato a bollore
su fuoco vivo. Quando è completamente evaporato,
sul fondo si deposita una purea grigiastra e salata,
che viene raccolta e chiusa in foglie di banano. Nei
pacchettini di foglie si fa essiccare il “sale”
sistemandolo sotto la cenere calda per una notte intera.
Dopo l’arrivo degli inglesi e la costruzione delle
strade che hanno collegato la zona al lago Vittoria,
è stato introdotto il sale marino e quello tradizionale
– dal processo di produzione è lungo e
complesso – è stato via via abbandonato.
E' usato ancora in qualche villaggio, soprattutto da
persone diabetiche e con problemi di pressione.
Clicca
qua per leggere l'articolo completo sul
sito di Terra Madre.
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Libri
e film
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Slow
Food on Film
Food, INC.
vince la chiocciola d’oro come miglior
documentario
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Un film-shock sull’industria
alimentare americana trionfa a Slow Food on Film: è
Food, Inc. si aggiudica la chiocciola
d’oro e il premio di € 5.000, ritirata dal
regista Robert Kenner, come miglior lungometraggio documentario
della seconda edizione di Slow Food on Film. Secondo
la giuria, “Il film apporta un forte contributo
al discorso sulla disastrosa situazione alimentare del
pianeta. Racconta la storia di un sistema internazionale
di produzione alimentare molto complesso in modo comprensibile,
informativo, ma allo stesso tempo spettacolare”.
Il premio al miglior cortometraggio documentario (€
2.000) è andato invece all’ungherese Sándor
Mohi e al suo Imádság
(La preghiera), che racconta cinque anni di vita di
una coppia di anziani contadini. Questa la motivazione
della giuria: “Per la profondità umana
che il regista ha saputo cogliere nei pochi gesti semplici
e dolorosi dei suoi protagonisti, rendendoci partecipi
della loro vita e, soprattutto, di un rapporto con la
terra che ci sembra più che mai necessario”.
Il concorso per il miglior cortometraggio di finzione
(€ 5.000) è stato invece vinto da Thé
Noir del francese Serge Elissalde. “Per
l’eleganza stilistica, l’originalità
del segno e la capacità di elaborare un racconto
autoriale affascinante e di forte valore simbolico;
non privo di una certa ironia e strettamente rappresentativo
di una realtà drammaticamente quotidiana”:
recita così la motivazione espressa dalla giuria.
La Food & Film Academy – ovvero la giuria
internazionale deputata a scegliere il miglior lungometraggio
di finzione – ha poi premiato Pranzo di
Ferragosto di Gianni Di Gregorio, mentre il
premio per la miglior serie televisiva era già
stato assegnato sabato a “Report”
di Milena Gabanelli, ritirato dalla giornalista
Sabrina Giannini.
Per leggere l'articolo completo sulla premiazione clicca
qui
Per informazioni sulla programma del festival, visita
il sito www.slowfoodonfilm.it
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Parole
fertili
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Salmoni
come polli
Mangiare le
tigri del mare e allevare i lupi dell’oceano |
Immaginate di entrare nel vostro negozio di alimentari
per trovare qualche ingrediente per la cena. Non avete
in mente un menù preciso e preparerete il pasto
con ciò che vi sembra più fresco e appetitoso.
Avendo deciso di iniziare con le proteine, per prima
cosa andate al bancone del macellaio che è ben
rifornito di tagli interessanti: c’è anche
una lombata di leone del Serengeti, ma i pezzi di lupo
della foresta boreale canadese hanno un aspetto davvero
speciale. Forse andrebbe bene un rapace notturno arrosto,
ma sono rimasti solo grossi gufi e per due è
troppo. Alla fine scegliete la comodità e ve
ne andate con un paio di hamburger di orso polare.
Tutto ciò vi sembra surreale o esagerato? Forse,
ma immaginate di dirigervi non al bancone del macellaio
ma a quello del pescivendolo…
Brano di un articolo di John Volpe uscito sulla
rivista Slow
Food n° 39
Clicca
qua per leggere l'articolo completo.
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Campagne
Slow Fish
Ricordate
lo Slow Fish Challenge e mandateci le vostre
ricette realizzate con pesce locale sostenibile!
Per maggiori
informazioni sullo Slow Fish Challenge,
cliccate
qua
Per saperne di piu sulla pesca sostenibile:
The
End of the Line Documentario
internazionale vincitore del Sundance Festival
L’allarme è globale.
Gli scienziati prevedono che, continuando
a pescare al ritmo attuale, il pianeta resterà
privo di pesce nel 2048, con conseguenze
catastrofiche. The End of the Line, basato
sul libro di Charles Clover, analizza gli
effetti devastanti che la pesca eccessiva
ha sui banchi di pesce e sulla salute dei
nostri oceani. Basandosi su Clover, il veterano
del Sundance Festival Ruper Murray (Unknown
White Male) attraversa il globo prendendo
in esame le cause del dilemma e ciò
che si può fare per risolverlo. La
pesca industriale è iniziata negli
anni ’50; oggi pescherecci super-tecnologici
solcano gli oceani pescando con reti grandi
come campi da calcio. Le specie marine non
possono sopravvivere al ritmo con cui vengono
prelevate dal mare. Vi si aggiungano decenni
di cattiva scienza, l’avidità
delle grandi aziende, la miopia dei governi
e la domanda crescente dei consumatori,
ed ecco una crisi di dimensioni epiche.
Il 90 per cento dei grandi pesci degli oceani
è scomparso. Murray mescola splendide
sequenze girate sotto e sopra la superficie
del mare con testimonianze scientifiche
impressionanti per fare un quadro forte
e allarmante dello stato del mare. In sostanza,
la forza di End of the Line sta nel fatto
che va oltre la retorica catastrofista proponendo
soluzioni concrete. Questo film, terribilmente
attuale, comunica un messaggio: il tempo
scorre inesorabile e bisogna intervenire
subito.
Per vedere la recensione completa
del Sundance Festival, clicca
qua
Sito del film:
http://endoftheline.com/
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Il
futuro dei semi in Europa
Lettera aperta per la biodiversità
agricola e per i diritti collettivi degli
agricoltori
L'organo
direttivo del trattato della FAO TIRFAA
(Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche
per l’Alimentazione e l’Agricoltura)
si riunirà a Tunisi dal 1° al
5 giugno. In quella occasione si discuterà
dell'uso sostenibile della biodiversità
agricola e dei diritti degli agricoltori:
i diritti di conservare, usare, scambiare
e vendere le sementi dei contadini, di preservare
le conoscenze tradizionali, di partecipare
alle decisioni nazionali e internazionali
che hanno ricadute sulla biodiversità,
e così via. Diritti che non sono
rispettati nella maggioranza degli paesi
europei.
Facciamo un appello alle organizzazioni
di agricoltori e di consumatori, alle associazioni
ambientaliste e per i diritti civili e politici,
affinché firmino la lettera aperta
che sarà inviata, entro il 20 maggio,
ai governi europei, alla commissione europea
e alla segreteria del Trattato.
L'iniziativa è promossa da diverse
organizzazione di custodi dei semi contadini
europei (Heritage Seed Libary - Inghilterra,
Interessengemeinschaft für gentechnikfreie
Saatgutarbeit – Germania e Austria,
Protect the Future - Ungaria ; Red de Semillas
- Spagna, Réseau Semences Paysannes
- Francia, Rete Semi Rurali – Italia).
Scarica il testo
completo della lettera
Per firmare la lettera aperta,
clicca
qui.
Per maggiori informazioni sul Trattato
FAO, clicca
qui.
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Mescolare
non è Rosé!
Appello a difendere il rosé
Finora, il regolamento
europeo relativo alle pratiche enologiche
(OCM) vietava il taglio dei vini bianchi
e rossi. Ora, con la revisione di questi
testi, la disposizione è stata eliminata,
permettendo di mescolare vini bianchi e
rossi per ottenere un vino di colore rosato.
Ricordiamo che il vino "rosé"
si ottiene con una pigiatura particolare
abile e veloce. La buccia dell'uva è
ciò che dà il colore al vino:
meno a lungo è lasciata a del succo,
più il "rosé" sarà
chiaro alla fine della vinificazione. Ad
ognuno poi, lasciar esprimere il proprio
"savoir-faire" e "terroir",
per farne un vino "rosé"
di qualità. L'autorizzazione di "fabbricare",
con i vini bianchi eccedentari, dei vini
che assomigliano ai rosati, ma ad costo
inferiore ed in qualsiasi periodo dell'anno,
assomiglia molto a una mossa opportunista:
il miscuglio di questi due vini, rosso e
bianco che, in generale, non beneficiano,
attualmente, di una buona situazione economica,
permette di attaccare il mercato dei vini
rosati che, invece, è in crescita.
La vendita di questi vini di taglio, che
possono essere confusi facilmente con i
"rosé", potrebbe destabilizzare
l'economia delle regioni tradizionalmente
produttrice di vino rosato.
Oggi la posta in gioco è capitale
e le regioni produttrici di rosé
si organizzano per creare un fronte
comune attraverso questa
petizione, che potete firmare anche
voi per difendere il rosé. |
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Dopo aver prodotto i manifesti sul futuro del cibo,
dei semi e sul cambiamento climatico, la commissione
internazionale sul futuro dell’alimentazione
e dell’agricoltura voluta nel 2003 dal Presidente
della Regione Toscana Claudio Martini e da Vandana
Shiva - e di cui mi onoro di far parte - ha prodotto
nel mese di aprile un nuovo manifesto su un altro
tema molto importante: il futuro delle conoscenze
tradizionali.
Le conoscenze tradizionali e ancestrali delle comunità
del cibo sono in grave pericolo di estinzione, insieme
alla biodiversità, agli ecosistemi e alle
culture identitarie con le quali si sono plasmate
lungo i secoli.
Troppo presto relegate in un ambito non-scientifico
e secondario, ci raccontano un rapporto armonioso
con la Natura, una produzione del cibo sostenibile,
uno sfruttamento delle risorse consci dei limiti,
nonché pratiche come l’utilizzo di
energie rinnovabili o il riciclo che oggi, in tempi
di crisi, sono di grande attualità.
Per questo sono convinto che le comunità
del cibo saranno protagoniste di una terza rivoluzione
industriale, quella della produzione pulita, e che
avranno tanto da insegnarci.
Bisogna fare in modo che tra di esse e la scienza
ufficiale si possa instaurare un dialogo paritario
e rispettoso, che ottengano tutta la dignità
che meritano e che la loro sopravvivenza sia garantita.
Avere memoria significa anche avere cura, questo
ci insegnano le comunità del cibo: il manifesto
sul futuro della conoscenza si ripropone di introdurre
il nuovo concetto di sovranità della conoscenza,
analogo a quello di sovranità alimentare,
per cui le comunità hanno il diritto inalienabile
di praticare, tramandare ed evolvere le loro conoscenze
tradizionali, nel rispetto della loro identità
e della loro cultura, senza che nessuno possa interferire.
Anche questa è una fondamentale conquista
di civiltà che le comunità del cibo
di Terra Madre e la rete di Slow Food potranno orgogliosamente
mostrare al mondo.
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale
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| Entra
a far parte di una |
grande
comunità internazionale che difende l’agricoltura,
la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo
ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com
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CALENDARIO
Terra
Madre Tanzania
29 - 30 maggio 2009
Dar Es Salam, Tanzania
Savoirs
et Saveurs de Montagne
13 - 14 giugno 2009
Gap, Francia
Terra Madre Argentina
13 - 16 agosto 2009
Buenos Aires, Argentina
Cheese
18 - 21 settembre 2009
Bra, Italia
Slow Food Nippon
23 - 25 ottobre 2009
Yokohmama, Giappone
Terra Madre Austria
28 - 29 ottobre 2009
Vienna, Austria
Slow
Fisch
6 - 8 novembre 2009
Brema, Germania
EURO
GUSTO & Terra Madre dei Giovani
Europei
27 - 30 novembre 2009
Tours, Francia
Vignerons d'Europe
5 - 8 dicembre 2009
Firenze, Italia
ALGUSTO
– Saber y Sabor
11 - 14 dicembre 2009
Bilbao, Spagna
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L’Almanacco Slow Food
L’Almanacco Slow Food è
disponibile in inglese, italiano, spagnolo, tedesco,
francese e russo. Potete scaricare la versione
elettronica dell’Almanacco cliccando
qui.
communication
@slowfood.com
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Slow Food e Terra
Madre in numeri
Soci: 100.000
Convivium: 1.000
Paesi: 150
Presidi: 306
Prodotti dell'Arca del Gusto:
813
Mercati della Terra: 9
Orti Scolastici: 300
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12 gesti proposti da Slow Food Francia
per mangiare slow
1. Fatevi (un) piacere!
Prendetevi il tempo per gustare e ascoltate le
vostre sensazioni: questo è il miglior
modo per mangiar bene!
2. Portate in tavola le stagioni!
Ad ogni stagione ritrovate il piacere dei sapori
che non assaporate da un anno.
3. Pensate globale, mangiate locale!
Scegliete i prodotti degli agricoltori e degli
allevatori vicini a casa vostra: così renderete
più forte l’economia locale e contribuirete
a rafforzare i legami tra gli abitanti del vostro
territorio.
4. Mangiate qualcosa coltivato da voi…
…e coltivate qualcosa che voi mangiate.
Questo è il miglior modo per mettervi in
contatto con la natura.
5. Incontrate di persona agricoltori,
allevatori, artigiani e commercianti specializzati.
Comprate prodotti a filiera corta (mercati dei
contadini, gruppi d’acquisto) o presso artigiani
(panettieri, salumieri, formaggiai) o presso commercianti
specializzati e competenti.
6. Siate curiosi!
Al negozio, al ristorante, al bar, al
supermercato, fate domande sulla qualità
dei prodotti!
7. Scegliete con particolare cura gli
alimenti di origine animale.
Quando mangiate la carne, scegliete
sempre quella che proviene da allevamenti al pascolo
(vitello, agnello) o da allevamenti semi-estensivi
(suino, pollame).
8. Variate la vostra alimentazione per
difendere la biodiversità agricola.
Provate varietà rare ed insolite di patate,
cereali, frutta e verdura.
9. Mangiate prodotti integrali e al naturale,
scegliete prodotti non trasformati.
I prodotti già trasformati, pronti
da mangiare, contengono molti alimenti modificati
e grassi di bassa qualità nutritiva.
10. Cucinate!
È il miglior modo per risparmiare
e per sapere esattamente cosa mangiate, è
un piacere quotidiano che fate a voi stessi e
a coloro che amate.
11. Spendete meglio, spendete meno!
Mangiare meglio non vuol dire per forza spendere
di più, non risparmiate sulla qualità!
12. Diventate esploratori del gusto!
Educate i bambini e i vostri amici e conoscenti
al vero piacere di mangiare.
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cosa sono, per me
Slow Food
e Terra Madre
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Sono
sempre stato appassionato delle dinamiche socio-economiche
legate alle praticheagronomiche.
L'elemento che più mi ha fatto condividere
l'idea che sta alla base di Terra madre è
la dispersione, avvenuta negli ultimi decenni (anni
'70-'80) della idea guida del contadino: alla fine
del ciclo produttivo il terreno deve mantenere,
inalterato il suo livello di fertilità.
Questo concetto, che era alla base degli avvicendamenti
e delle rotazioni colturali aveva un obiettivo ben
più appassionante (almeno per me) e cioè
riconsegnare alle generazioni successive la Terra
nelle condizioni migliori.
Da quando queste pratiche sono state abbandonate
a favore della monocoltura e/o della "razionalizzazione
colturale" non abbiamo fatto altro che passare
da un'emergenza all'altra:
-concentrazioni di atrazina e simazina nelle falde
(diserbanti specifici nella monocoltura del mais
che ad ogni annualità venivano somministrati
a dosi maggiorate per la resistenza acquisita delle
infestanti "tipiche");
- nitrati;
- smaltimento deiezioni animali (soprattutto suine)
Che Terra lasciamo ai nostri figli e nipoti?
Di fatto, siamo tornati al "taglia e brucia"
e a quelle dinamiche che hanno contraddistinto i
nomadismi, le invasioni per la conquista dei territori
o del controllo dell'acqua.
In effetti, alcune tipologie contrattuali che hanno
preso vigore negli ultimi anni quali il comodato
per lo spandimento, la soccida per l'allevamento
ed ingrassamento intensivo o i contratti d'uso itineranti
per le coltivazioni intensive ortofrutticole, appaiono
le stesse usate nel Medioevo tranne che per l'elemento
di conquista: allora le armi, oggi il denaro... |
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Ocildo
Stival
ecomuseo@
cm.valletrompia.it
tecnico agricolo
Italia
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