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Giugno 2009
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questa edizione: |
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Slow Food in
due parole
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Buono,
Pulito, Giusto
L’approccio Slow Food alla produzione agroalimentare
e alla gastronomia è fondato sul concetto di qualità
alimentare. Secondo Slow Food, la qualità alimentare
si può definire sulla base di tre elementi fondamentali
e legati tra loro, sintetizzati nello slogan buono,
pulito e giusto:
il buono ha a che fare con il gusto: è
buono ciò che dà piacere ai sensi;
il cibo pulito è prodotto e consumato
in maniera rispettosa dell’ecosistema, degli esseri
animali, della biodiversità e del paesaggio: un
cibo sostenibile, che ha effetti positivi sulla nostra
salute;
il giusto è un concetto legato all’organizzazione
del lavoro e del mercato, che devono garantire prezzi
accessibili ai consumatori e condizioni di vita dignitose
ai produttori, rispettandone cultura e territorio.
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Dalla terra alla tavola... |
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Terra
Madre Tanzania
Il primo incontro
della rete nazionale |
Tanzania - Più di 150 fra produttori,
cuochi, accademici, ricercatori e tanti altri che si occupano
di agricoltura biologica e commercio equo, provenienti
da tutta la Tanzania, dal Kenya, dall'Uganda, dal Madagascar
e dalla Somalia, si sono riuniti a Dar el Salaam il 29
e 30 maggio per Terra Madre Tanzania. I delegati hanno
partecipato a seminari e conferenze, condividendo le loro
esperienze e discutendo soluzioni a livello locale per
la sostenibilità, la protezione della biodiversità
e la sovranità alimentare di ogni regione. Il secondo
giorno si è tenuto un mercato dei produttori a
Slipway (quartiere della capitale affacciato sul mare),
dove i delegati hanno avuto modo di mostrare e vendere
i loro prodotti: frutta, funghi, formaggio, erbe e spezie
biologici.
Terra Madre Tanzania ha consentito di conoscere un Paese
ricco di biodiversità, dalle ricche tradizioni
gastronomiche ed estremamente attivo sul fronte della
sostenibilità, con molte idee per il futuro. Uno
dei risultati più significativi è stato
l'impegno preso di incrementare l'attività della
rete di Terra Madre a livello locale, moltiplicando le
occasioni per condividere informazioni e lavorare insieme.
Durante l'incontro si sono iscritti a Slow Food 56 nuovi
soci e nei prossimi mesi nasceranno numerosi nuovi convivium
in tutto il paese.
Il primo incontro regionale delle rete di Terra Madre
Tanzania è stato organizzato dell'Ong italiana
Cefa, dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità
e da Fairtrade Italia, come parte del progetto “Sustainable
agriculture, biodiversity protection and fairtrade, together
against poverty (ONG ED/2006/120-817)”, finanziato
dall'Unione Europea.
Per maggiori informazioni sull'evento dal sito
di Terra Madre cliccate
qua.
Per vedere una galleria di immagini,
cliccate
qui.
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Il
futuro dei semi
Il trattato
Internazionale FAO Risorse genetiche vegetali
per l'Alimentazione e l'Agricoltura in dibattito |
Tunisia - Slow
Food è stato invitato ad aprire, dal 1° al
5 giugno, a Tunisi, la 3a sessione dell'Organo Direttivo
del Trattato Internazionale Fao Risorse genetiche vegetali
per l'Alimentazione e l'Agricoltura, la riunione dei Paesi
che hanno ratificato il trattato (121 nazioni), alla quale
hanno partecipato anche rappresentanti della società
civile.
La sessione si è aperta con tre interventi di rappresentanti
di governi e tre di organizzazioni selezionate tra cui
Slow Food, ed è proseguita con giornate di contrattazioni
difficili. Il punto cruciale del trattato, oggi, è
il suo finanziamento. La situazione di stallo su questo
aspetto è stata scossa da una presa di posizione
europea che ha forzato la posizione iniziale di Francia,
Germania e Svizzera, e dalle organizzazioni contadine
e della società civile, che hanno centrato l'attenzione
sul ruolo e sui diritti degli agricoltori. Alla fine è
stato fissato l'obiettivo finanziario di 116 milioni di
dollari da luglio 2009 a dicembre 2014 e su questa cifra
si è arrivati al consenso di tutti i Paesi. Occorrerà,
d'ora in avanti, stare attenti a che ogni nazione mantenga
l'accordo sottoscritto. Ogni Paese firmatario è
infatti tenuto a varare una legge sulle sementi e sui
diritti degli agricoltori, ma quelli che l'hanno già
fatto sono pochissimi. Inoltre, i governi devono finanziare
attività di tutela della biodiversità in
situ, e quindi dovremo sollecitarli affinché l'appoggio
ai progetti non stia solo sulla carta.
Per leggere il testo dell’intervento di
Slow Food, cliccate
qui.
Per maggiori informazioni visitate il sito del
Trattato.
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Il
retaggio del Gujarat
Tramandare tradizioni
gastronomiche di questa regione dell'India nord-occidentale
attraverso film, trasmissioni e pubblicazioni |
India - Le giovani donne della regione
di Gujarat stanno per avviare un progetto che documenterà
la cultura del cibo della loro regione attraverso film,
trasmissioni e pubblicazioni, raccogliendo informazioni
dagli anziani – madri, nonne, suocere, zie, prozie
– per garantire che passino alle nuove generazioni
ed alle future madri. Il progetto racconta i cibi e l'agricoltura
locale attraverso tre momenti chiave delle comunità:
le feste dei raccolti, come l'Uttarayan (festa degli acquiloni)
che si tiene in occasione della raccolta di riso, frumento
e lenticchie; le altre feste con le relative tradizioni
gastronomiche, come il Diwali, la “Festa delle luci”
della durata di cinque giorni che si tiene in ottobre;
i periodi pre e post natali (gravidanza, allatamento,
etc.).
Il progetto, frutto di una collaborazione fra Slow Food
e SEWA (Self Employed Women’s Association), mira
non solo a preservare la biodiversità e la cultura
locale attraverso la documentazione di ricette e cibi,
ma anche a valorizzare il ruolo delle donne. SEWA Video
ha realizzato un programma di formazione perché
appunto le donne imparassero a usare strumenti come film
e video, trasmettendo così competenze, idee e prospettive
di lavoro per il futuro.
Per ulteriori informazioni contattate:
Elena Aniere
e.aniere@slowfood.com
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10
orti per 10 tendopoli
Slow Food si
organizza in Abruzzo per aiutare le vittime del
terremoto
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Italia– Il
terremoto che ha devastato L’Aquila nella notte
tra il 5 e il 6 aprile ha visto fin dai primi momenti
l’impegno di Slow Food e della sua rete di associati
nella raccolta di fondi da destinare alle aree colpite.
La Segreteria Nazionale di Slow Food ha accolto la proposta
di investire i fondi raccolti nella costruzione di un
mercato coperto da installare a L’Aquila, visto
il crollo di quello già presente, e nella costituzione
di un’alleanza per la gestione del mercato secondo
il modello dei Mercati della Terra e attraverso il coinvolgimento
diretto dei produttori.
Inoltre, è stato avviato il progetto di realizzazione
di 10 orti in altrettante tendopoli. Le finalità
di questa iniziativa sono di impegnare gli anziani, i
ragazzi e i bambini delle tendopoli in un'attività
utile e gratificante, tutelare la biodiversità
agricola locale, educare alla sostenibilità in
agricoltura e, non ultimo, poter disporre di prodotti
freschi e sani a chilometri zero. Gli orti - per i quali
sono già state attivate le operazioni di preparazione
del terreno e semina - sono un simbolo di rinascita e
uno strumento per rinsaldare i legami tra le persone.
I formatori della rete Slow Food degli Orti in Condotta
e i tecnici del Parco Gran Sasso e Monti della Laga affiancheranno
nei lavori coloro che hanno dato la disponibilità
a curare l'orto all’interno delle tendopoli.
Per dare un contributo al progetto, clicccate
qui.
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Festa
della frutta e del succo
Un progetto di
educazione per bambini in Uganda
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Uganda– Nell'aprile
2009, 164 bambini e 17 insegnanti provenienti da 10 fra
asili e scuole elementari e da 5 scuole medie del distretto
di Mukono, in Uganda, hanno partecipato ad una “Festa
della frutta e del succo”, organizzata da Slow Food
Mukono e dal progetto DISC. Nel corso della giornata i
bambini hanno potuto conoscere i numerosi frutti selvatici
della regione attraverso una serie di assaggi e la preparazione
di succhi freschi; si sono inoltre tenuti seminari sulla
nutrizione e su progetti di agricoltura sostenibile. Hanno
partecipato anche rappresentanti del National Agricultural
Advisory Services, dell'Uganda Action for Nutrition e
delle amministrazioni locali. Per alcuni studenti questa
è stata l'occasione per assaggiare per la prima
volta in vita loro i frutti selvatici che un tempo raccoglievano
i loro nonni.
Il progetto DISC – Developing Innovations in School
Cultivation – è stato avviato nel 2006 da
Mukiibi Edward, leader di Slow Food Mukono, con lo scopo
di creare nelle scuole orti per produrre cibo buono, pulito
e giusto per i bambini ugandesi, nel quadro di una visione
più ampia che punta a migliorare la nutrizione
e a cambiare l'atteggiamento degli studenti verso l'agricoltura.
“Il loro coinvolgimento nella produzione del cibo
non ne influenza solo la sensibilità gustativa
e le abitudini alimentari, ma può anche portare
a cambiamenti sociali. Costruendo un atteggiamento positivo
verso l'agricoltura, si può ottenere dai bambini
un aiuto per rovesciare l'attuale situazione di carenza
alimentare”, ha dichiarato Mukiibi.
Per maggiori informazioni sul progetto cliccate
qui.
Per vedere una galleria di immagini, cliccate
qui.
Edward Mukiibi
Coordinatore del progetto e leader del convivium Slow
Food di Mukano
ediemukiibi@gmail.com
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Un
birrificio speciale
Come da detenuti
si diventa mastri birrai |
Italia- Quando le porte di un carcere
si chiudono dietro le spalle il tempo cambia dimensione,
diventa una condanna. A volte però c’è
una possibilità di riscatto, progetti che si traducono
in realtà e sembrano colorare di speranza il grigio
cupo delle mura di cemento armato. Nel carcere di Saluzzo,
in Piemonte, è stato inaugurato un birrificio artigianale.
Un piccolo laboratorio molto speciale, dove l’obiettivo
è l’alta qualità. A realizzarlo, con
la collaborazione indispensabile della direzione carceraria,
la cooperativa Pausa Cafè, forte dell’esperienza
di successo della torrefazione di caffè e cacao
già funzionante da qualche anno nel carcere delle
Vallette, a Torino.
Imparare un mestiere particolare come il mastro birraio
può dare grande soddisfazione in carcere, e aprire
orizzonti di lavoro meno precari una volta fuori. A lavorare
nel microbirrificio sono quattro detenuti, con pena non
inferiore ai due anni. Pausa Cafè va ancora oltre,
coinvolge tutta la filiera. Perché le materie prime
– tapioca, amaranto, quinoa, riso basmati –
provengono da progetti della Fondazione Slow Food per
la Biodiversità nel Sud del mondo, chi li coltiva
riceve un giusto prezzo perché pratica la ricerca
della migliore qualità unita all’attenzione
per la sostenibilità ambientale. Così l’impatto
benefico del progetto raddoppia, e poi arriva a coinvolgere
anche chi quella birra assaggia, ricavandone piacere.
Paola Nano
Capoufficio Stampa di Slow Food
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Un
corso sulla sostenibilità
A settembre
l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche
di Pollenzo inaugura la Scuola di Alti Studi su
Politiche Alimentari e Sostenibilità |
Italia- Da venerdì 11 a domenica
13 settembre 2009, tre giornate di studio su “Politiche
Alimentari e Sostenibilità” presso l’Università
degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo apriranno
la prima annualità della Scuola di Alti Studi su
Politiche Alimentari e Sostenibilità, una scuola
estiva che vedrà la collaborazione di tutti gli
atenei del Piemonte e dell'Assessorato alla Università
e Ricerca della Regione Piemonte.
Il corso sarà guidato da alcuni tra i massimi esperti
del settore, come Eric Holt-Gimenez, Luca Mercalli, Loretta
Napoleoni, Clara Nicholls, Raj Patel, Ezio Pelizzetti,
Carlo Petrini, Vandana Shiva, Nancy Turner, Richard Wilk,
e sarà articolato in otto aree disciplinari: economia,
diritto, ambiente, sistemi sociali, sistemi di produzione,
conoscenze tradizionali, evoluzione e coevoluzione, pratiche
politiche. Diretto dal prof. Andrea Pieroni, etnobotanico,
il corso è improntato all'esigenza di superare
le limitazioni imposte delle politiche agricole per trovare
risposte concrete alla complessità delle politiche
alimentari. L'approccio interdisciplinare è rivolto
a quanti operano sia nel privato che nel pubblico.
Il programma dettagliato dell'incontro di settembre,
insieme alle indicazioni e modalità di iscrizione,
sono disponibile
sul sito dell'UNISG
Per maggiori informazioni, scrivete a:
convegni@unisg.it
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Per
una filiera corta
La rete brasiliana
moltiplica le iniziative |
Brasile - A fine maggio il Convivium
Piracicaba, nello stato di San Paolo in Brasile, ha organizzato
la settimana Slow Food per festeggiare i suoi due anni
di vita. Il programma prevedeva una serie di appuntamenti
per promuovere la filiera corta e valorizzare i prodotti
del territorio. I cuochi della rete hanno allestito uno
spazio presso il mercato della città per presentare
le loro ricette utilizzando, in forma innovativa, prodotti
biologici locali. Parallelamente sono state realizzate
altre interessanti attività tra cui un ciclo di
conferenze sulla filiera corta, Laboratori del Gusto alla
scoperta dei prodotti locali e dei frutti della Mata Atlantica
e la proiezione del film "Il mondo secondo Monsanto"
di Marie-Monique Robin. Danze, mostre fotografiche e letture
di testi di artisti locali e francesi, in occasione all’anno
culturale della Francia in Brasile, hanno chiuso il programma
dell’evento.
Il week end successivo ad Antonio Prado, Rio Grande do
Sul, si è svolto il primo seminario sui Mercati
della Terra, il progetto di rete internazionale dei mercati
di produttori e di contadini buoni, puliti e giusti realizzato
dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità.
Hanno partecipato a questo incontro tutti i fiduciari
brasiliani e i consulenti del Ministero dello Sviluppo
Agricolo.
Per saperne di più sugli impegni del Ministero
dello sviluppo Agricolo.
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Voci
di Terra Madre
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Io
e Slow Food
Madieng Seck,
giornalista, direttore della rivista di agricoltura
Du Mensuel Agri e fiduciario Slow Food in Senegal
ci racconta la sua storia... |
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Senegal-
Quando, sette anni fa, ho scoperto Slow
Food ero già molto impegnato nel
lavoro di informazione sull’agricoltura
e la cultura rurale in Senegal. Delle
mie origini contadine avevo mantenuto
la passione per i sentieri nei campi e
lungo questi sentieri amavo accompagnarmi
ai contadini per scrivere poi il racconto
delle loro attività. Alcuni dei
miei colleghi mi chiamavano «il
giornalista della savana» per via
di un articolo scritto nel 1997 sulla
nobiltà del mestiere di contadino,
mestiere ormai negletto da molti fratelli
africani occupati a fare codazzo ai ministri
o ai capi di stato e a disquisire di sviluppo
dell’Africa tra gli stucchi dorati
dei grandi palazzi.
Lavorando senza sosta con i piccoli produttori
ho scoperto un mondo diverso: quello del
sapere pratico contadino, pertinente e
perspicace. Un sapere che ho sempre inteso
valorizzare, divulgare, o anche semplificare
se era il caso, per proporlo a altri piccoli
contadini che, a loro volta, custodivano
la conoscenza di tecniche produttive straordinarie:
come sbarazzarsi di tale o talaltro predatore,
come rendere più ricca la terra
madre, come curare gli animali o guarire
sé stessi. In poche parole, come
vivere e sopravvivere nel bel mezzo di
un universo sempre più vincolato
alle biotecnologie, alle industrie agro-alimentari
e a un produttivismo distruttivo... |
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Madieng
Seck
syfia@orange.sn
Clicca
qui
per leggere il resto della storia di Madieng
Seck
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Tradizioni
alimentari
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Un
vigneto, più vitigni
Nel cuore di Vienna,
l'antica tradizione del Gemischter Satz...
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Austria–
Filari che scendono ripidi e, in fondo, la città
di Vienna e il suo fiume, il Danubio. In mezzo ai vigneti,
osterie con i tavoli di legno dove si mangia maiale,
crauti, knödel, si beve vino bianco ghiacciato
e si osserva la città dall'alto. Un luogo unico
al mondo. Settecento ettari di vigneti che circondano
la città e trecento vignaioli: tutti nel Comune
di Vienna. E in questo luogo, una tradizione altrettanto
unica: il Gemischter Satz, la vigna mista. Una tecnica
antica che ancora caratterizza almeno 50, 70 ettari:
in pratica, diversi vitigni (fino a venti) nello stesso
vigneto. Niente a che vedere con il metodo cuvée
o con gli uvaggi: qui la miscela è in vigna.
Tutte le uve sono a bacca bianca, ma hanno ruoli diversi:
ci sono uve di base (come il Pinot bianco e il Grüner
Veltiner), uve che danno acidità (come il Riesling
renano) e uve che danno aromaticità (come il
Muskateller e il Traminer).
Fino agli anni ’90 il vino che se ne ricavava
era considerato di scarso valore, un vinello leggero
da bere giovane. Oggi un gruppo di 20 produttori ha
dimostrato che i Gemischter Satz possono essere vini
di grande personalità. Ad aprire la strada è
stato Fritz Wieninger, che gestisce le sue vigne “miste”
con la maestria di un direttore di orchestra. Wieninger
ci spiega che è importante mescolare vitigni
tardivi e precoci, capire qual è il momento giusto
di raccolta, dosare aromi esotici con freschezza e acidità.
Un equilibrio complesso, un gioco di prestigio che richiede
l’esperienza di un grande vignaiolo.
Per tutelare e far conoscere questa tradizione, nel
2007 è nato un Presidio: a dicembre, sarà
uno dei protagonisti della manifestazione fiorentina,
Vignerons.
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Libri
e film
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Gente
di Terra Madre
Uno sguardo
sui quattro giorni di Terra Madre 2008
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Realizzato da Stefano Scarafia
e Paolo Casalis per Slow Food, il video Gente di Terra
Madre ci regala uno sguardo sui quattro giorni di passione
e colori di Terra Madre 2008, durante i quali migliaia
di agricoltori, produttori, cuochi, ricercatori, giovani
e musicisti si sono riuniti a Torino per promuovere
l'agricoltura e la produzione alimentare sostenibili.
Il video dà voce a un ricercatore indiano, a
pescatori olandesi, a un allevatore scozzese, a un cuoco
brasiliano, a un agricoltore malese, a uno scrittore
americano e a molti altri, che parlano con passione
del loro lavoro, della rete di Terra Madre e del futuro
del nostro cibo.
Per vedere la prima parte, cliccate
qui.
Per vedere la seconda parte, cliccate
qui.
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Ritorno
alla terra
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Nel suo ultimo libro Soil Not Oil
- Environmental Justice in an Age of Climate Crisis,
la vicepresidente di Slow Food Vandana Shiva mette in
relazione fra loro i tre problemi più urgenti
per l'umanità – la fame nel mondo, l'esaurimento
del petrolio e l'emergenza climatica – e spiega
come qualsiasi tentativo di risolverne uno senza considerare
tutti gli altri sia destinato al fallimento. Shiva condanna
i biocarburanti e l'agricoltura industriale, ricette
sicure per un disastro ambientale ed economico, e vi
contrappone i piccoli produttori indipendenti di cui
sostiene la causa. Libro forte e visionario, Soil Not
Oil invoca un ritorno ai sani principi dell'agricoltura
contadina, ed auspica un mondo basato sull'auto-gestione,
sulle comunità e sulla giustizia ambientale.
Vandana Shiva, Soil Not Oil - Environmental
Justice in an Age of Climate Crisis, South
End Press Cambridge, Mass., 2008 (www.southendpress.org)
Cliccate
qui per un estratto del libro in inglese.
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Il
mondo secondo Monsanto
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Vi segnaliamo anche una bella
intervista pubblicata nella sezione Sloweek del
nostro sito di Monique Robin, giornalista francese autrice
del libro e film Il mondo secondo Monsanto.
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Lo
sapevate che?
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Il
cibo ogm pone seri rischi per la salute
La American
Academy of Environmental Medicine si pronuncia
per prima volta |
L’American Academy of Environmental Medicine (AAEM)
ha pubblicato un documento in cui si afferma che «gli
ogm pongono seri rischi per la salute» e si consiglia
di evitare il loro consumo.
Gli organismi geneticamente modificati sono entrati
in commercio solo 13 anni fa e non ci sono studi accurati
sui loro effetti a lungo termine per quanto riguarda
gli esseri umani. Gli esperimenti sugli animali hanno
mostrato risultati preoccupanti come allergie, disfunzioni
immunitarie, problemi di fertilità, mortalità
infantile, problemi di insulina e alterazioni comportamentali.
Su queste basi l’AAEM chiede una moratoria sul
cibo prodotto con ogm e invita i medici a sconsigliare
ai loro pazienti l’utilizzo di alimenti derivanti
da organismi geneticamente modificati.
L’accademia, inoltre, vuole promuovere una campagna
per una chiara etichettatura. Gli ogm maggiormente coltivati
sono soia, mais, colza, cotone e canna da zucchero,
ma si stanno affacciando sul mercato molti altri vegetali
geneticamente modificati, come papaia, pomodori, patate,
zucchine...
Per leggere il documento dell’AAEM cliccate
qui.
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Zero in condotta per il Fast Food
Uno studio
mostra per la prima volta un nesso fra consumo
di cibo spazzatura e rendimento scolastico |
Una nuova ricerca sul consumo di cibo spazzatura e rendimento
scolastico, svolta su 5.500 studenti fra i 10 e gli
11 anni, ha rivelato che un elevato consumo di cibo
da fast food può avere un impatto significativo
sugli studenti. Lo studio, svolto dalla Vanderbilt University
del Tennessee, è il primo di questo tipo che
dimostri in maniera inequivocabile un nesso fra cibi
ad alto contenuto di grassi e zuccheri e scarso rendimento
scolastico. I punteggi di chi mangiava quantità
elevate di questo cibo sono risultati significativamente
inferiori a quelli dei compagni in una serie di test
scolastici. Il due per cento degli studenti presi in
esame (cioè più di 110 di loro) ha dichiarato
di consumare questo cibo quattro o più volte
al giorno.
Per saperne di più cliccate
qui.
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Campagne
Slow Fish
Pescado sin
Precio
I cuochi di Terra Madre
del nord della Spagna presentano al mercato
le loro ricette per il pesce sostenibile
Spagna - Slow Food Garraf
e i cuochi di Terra Madre della Catalogna,
nel nord della Spagna, quest'anno hanno
dato vita a due “Slow Cook Jam Session”
sul tema dell'uso del pescado sin precio
(il pesce sottovalutato). Sul vivace sfondo
offerto dal mercato Boqueria di Barcelona,
gli chef hanno presentato le loro ricette
a base di specie ittiche poco conosciute,
sostenibili, alternative a quelle che
stanno scomparendo a causa della pesca
eccessiva quali tonno, pesce spada e merluzzo.
Le ricette saranno pubblicate online nell'ambito
di Slow Fish Challenge, una campagna internazionale
di Slow Food a favore della pesca sostenibile.
Appariranno anche su un libro su questo
tema a cura del cuoco Pep Noguè,
in uscita nel 2010.
Il
pesce giusto
Il convivium di Madrid aderisce
allo Slow Fish Challenge
Spagna - Il convivium
Carpe Diem di Madrid, che vanta il secondo
mercato del pesce del mondo (dopo quello
di Tokio), ha recentemente organizzato
una cena sui prodotti ittici freschi.
Protagonisti sono stati i pescatori del
mar di Lira, artefici di una riserva di
pesca sulla Costa da Morte galiziana.
Sarago, polpo, cozze, granchio ragno (prodotto
dell’Arca del Gusto), rana pescatrice,
triglie, besugo, nasello, cernia, sogliole
e rombo: è questo il pescato del
giovedì, arrivato in città
il giorno successivo per esser poi cucinato
il sabato grazie all'improvvisazione del
cuoco Miguel López Castanier e
solo dopo una selezione dei prodotti più
"sostenibili" e a buon mercato.
Il menù, ricco e variegato, comprendeva
patate, uova di sarago, cozze, fegato
di rana pescatrice e pesce secco di Formentera,
altro prodotto dell’Arca del Gusto.
Il menù si è concluso con
la tradizionale “caldeirada”,
piatto a base di patate stufate direttamente
a bordo con il pesce del giorno, che può
assumere vari nomi a seconda della zona
e che si consuma su quasi tutte le barche
dei pescatori spagnoli.
Non dimenticate di informarci
sui vostri eventi e di mandarci le vostre
ricette per Slow Fish Challenge, scrivendo
a: communication@slowfood.it
Per saperne di più su Slow
Fish Challenge cliccate
qui
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Terra Madre Day
Il 13 e il 14 giugno, quaranta consiglieri di Slow
Food Internazionale, provenienti da venti Stati
diversi, si sono incontrati in Toscana, presso l'azienda
agricola dell'Alberese (nel Parco della Maremma)
per discutere le strategie future dell'associazione,
occupandosi in particolare del tema dei giovani
(e di un loro maggiore coinvolgimento) e del rapporto
fra Slow Food e Terra Madre.
Terra Madre ci ha permesso di andare oltre la dimensione
organolettica e culinaria e di concepire il cibo
nella sua dimensione politica, culturale; di socialità,
di senso della vita; per certi aspetti anche di
risposta alle inquietudini e angosce della vita
quotidiana.
Per questo il Consiglio Internazionale ha deciso
di organizzare in tutto il mondo un Terra Madre
Day. La prima edizione sarà il 10 dicembre
2009 – ventesimo anniversario della nascita
di Slow Food Internazionale – e sarà
un modo efficace per celebrare la connessione di
Slow Food con la terra. Non sarà rilevante
la forma in cui sarà fatto: si potrà
organizzare qualcosa a casa, si potranno promuovere
eventi nelle scuole, nelle piazze, nei campi.
Il dato più importante sarà la centralità
del “mangiare locale” e l'affermazione
di alcuni punti chiave:
• il cibo è un diritto di tutti
• ogni popolo deve poter decidere cosa coltivare
e cosa mangiare (sovranità alimentare)
• l'agricoltura di piccola scala, delle comunità
locali, è il futuro
• la biodiversità agricola, alimentare
e culturale deve essere preservata
• tra agricoltura e ambiente deve esserci
una forte correlazione (l'agricoltura non può
più essere considerata un comparto economico,
produttore di materie prime, sottoposto alla legge
della domanda e dell'offerta)
• il commercio deve essere equo, solidale
e sostenibile, cioè di prossimità
Nel discorso pronunciato durante la cerimonia di
chiusura di Terra Madre 2008, Sam Levin, un giovane
nordamericano, ha detto: «La nostra generazione
sarà quella che si riconcilierà con
la natura». Un'idea di portata globale espressa
da un giovane di appena quindici anni, che si è
avvicinato a questi temi non attraverso studi di
sociologia, ma grazie a un’attività
semplicissima: coltivare un orto con i compagni
di scuola.
Queste sono le sfide di oggi! Questo è ciò
che la giornata di Terra Madre porterà sulla
tavola e nella vita di ciascuno!
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale
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| Entra
a far parte di una |
grande
comunità internazionale che difende l’agricoltura,
la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo
ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com
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CALENDARIO
Eat-In
– Studenti UNISG
4 Luglio 2009
Torino, Italia
Terra Madre Argentina
13 - 16 agosto 2009
Buenos Aires, Argentina
Cheese
18 - 21 settembre 2009
Bra, Italia
Slow Food Nippon
23 - 25 ottobre 2009
Yokohmama, Giappone
Terra
Madre Austria
28 - 29 ottobre 2009
Vienna, Austria
Slow
Fisch
6 - 8 novembre 2009
Brema, Germania
EURO
GUSTO & Terra Madre dei Giovani
Europei
27 - 30 novembre 2009
Tours, Francia
Vignerons d'Europe
5 - 8 dicembre 2009
Firenze, Italia

ALGUSTO
– Saber y Sabor
11 - 14 dicembre 2009
Bilbao, Spagna
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La settima
edizione dell'evento che riunisce artigiani casari
e amanti del formaggio di tutto il mondo.
L'evento biennale Cheese,
organizzato da Slow Food e dalla Città
di Bra, ritorna quest'anno per la sua settima
edizione che si terrà dal 18 al 21 settembre
2009 a Bra, in Piemonte. La rassegna, punto di
riferimento internazionale per gli artigiani del
settore e per gli appassionati di formaggi di
tutto il mondo, presenta ed esplora una straordinaria
varietà di formaggi attraverso seminari,
dibattiti, degustazioni, attività didattiche
e mercati.
In dodici anni di storia, Cheese ha cambiato la
percezione del mondo del formaggio da parte dei
consumatori, mettendo in evidenza la grande varietà
della produzione artigianale e la sua fragilità
di fronte alla produzione industriale. Fin dalla
sua prima edizione (nel 1997) Cheese ha risollevato
la reputazione del latte crudo, sottolineandone
l'importanza nel rapporto fra un prodotto, le
sue qualità organolettiche e il territorio.
Quest'anno Cheese si concentrerà in particolare
sulla questione dei fermenti aggiunti durante
la lavorazione dei formaggi. Dal momento che oggi
il latte è sottoposto a rigide norme per
la sicurezza del cibo, è spesso povero
di flora batterica autoctona e così vengono
aggiunti enzimi standard prodotti in laboratorio.
Questo procedimento costituisce una delle più
diffuse e meno conosciute cause di standardizzazione
dei gusti e provoca un progressivo appiattimento
delle caratteristiche organolettiche.
Il programma di Cheese 2009 è attualmente
disponibile online in inglese, italiano, tedesco
e francese. Cliccate
qua per vederlo.
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L’Almanacco Slow Food
L’Almanacco Slow Food è
disponibile in inglese, italiano, spagnolo, tedesco,
francese e russo. Potete scaricare la versione
elettronica dell’Almanacco cliccando
qui.
communication
@slowfood.com
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Slow Food e Terra
Madre in numeri
Soci: 100.000
Convivium: 1.000
Paesi: 150
Presidi: 306
Prodotti dell'Arca del Gusto:
813
Mercati della Terra: 9
Orti Scolastici: 300
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12 gesti proposti da Slow Food Francia
per mangiare slow
1. Fatevi (un) piacere!
Prendetevi il tempo per gustare e ascoltate le
vostre sensazioni: questo è il miglior
modo per mangiar bene!
2. Portate in tavola le stagioni!
Ad ogni stagione ritrovate il piacere dei sapori
che non assaporate da un anno.
3. Pensate globale, mangiate locale!
Scegliete i prodotti degli agricoltori e degli
allevatori vicini a casa vostra: così renderete
più forte l’economia locale e contribuirete
a rafforzare i legami tra gli abitanti del vostro
territorio.
4. Mangiate qualcosa coltivato da voi…
…e coltivate qualcosa che voi mangiate.
Questo è il miglior modo per mettervi in
contatto con la natura.
5. Incontrate di persona agricoltori,
allevatori, artigiani e commercianti specializzati.
Comprate prodotti a filiera corta (mercati dei
contadini, gruppi d’acquisto) o presso artigiani
(panettieri, salumieri, formaggiai) o presso commercianti
specializzati e competenti.
6. Siate curiosi!
Al negozio, al ristorante, al bar, al
supermercato, fate domande sulla qualità
dei prodotti!
7. Scegliete con particolare cura gli
alimenti di origine animale.
Quando mangiate la carne, scegliete
sempre quella che proviene da allevamenti al pascolo
(vitello, agnello) o da allevamenti semi-estensivi
(suino, pollame).
8. Variate la vostra alimentazione per
difendere la biodiversità agricola.
Provate varietà rare ed insolite di patate,
cereali, frutta e verdura.
9. Mangiate prodotti integrali e al naturale,
scegliete prodotti non trasformati.
I prodotti già trasformati, pronti
da mangiare, contengono molti alimenti modificati
e grassi di bassa qualità nutritiva.
10. Cucinate!
È il miglior modo per risparmiare
e per sapere esattamente cosa mangiate, è
un piacere quotidiano che fate a voi stessi e
a coloro che amate.
11. Spendete meglio, spendete meno!
Mangiare meglio non vuol dire per forza spendere
di più, non risparmiate sulla qualità!
12. Diventate esploratori del gusto!
Educate i bambini e i vostri amici e conoscenti
al vero piacere di mangiare.
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cosa sono, per me
Slow Food
e Terra Madre
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Ho
avuto il privilegio di partecipare all'edizione
di quest'anno di Terra Madre e ho avuto la sensazione
che Terra Madre abbia avviato l'idea della salvaguardia/protezione
della terra, dello sviluppo sostenibile da parte
del genere umano, a cui la stragrande maggioranza
dei piccoli produttori è strettamente legata;
tutto ciò ha estrema importanza. Il mio paese
è una delle grandi potenze che promuovono
la coltivazione "verde", la produzione
di cereali, la coltivazione di frutta, l'allevamento
di bovini, cavalli, pecore e altri animali.
Compirò tutti gli sforzi necessari perché
questi concetti diventino patrimonio comune di tutti
i miei colleghi e anche dei miei superiori. Per
far sì che più produttori come me
si impegnino per le idee di Terra Madre.
Grazie! |
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Yin
Jian
Cina
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