Archivio e versioni nelle altre lingue
Se la newsletter non è visualizzata correttamente, clicca qui
  Aprile 2010

Versione stampabile

   
 


In questa edizione:
 

Editoriale di Carlo Petrini

Parole chiave di Slow Food
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG)

Campagne
Slow Fish
Un sito per capire meglio gli oceani
Il prossimo appuntamento: Terre d’Acqua


La dichiarazione alimentare europea

Una coalizione di organizzazioni lancia un appello per cambiare il sistema alimentare

Dalla terra alla tavola...
I sapori del Capo
Una leadership giovane per l’agricoltura biologica e un nuovo impegnatissimo convivium in Sud Africa

Per dimenticare la guerra

Srebrenica in festa con i Presìdi Slow Food dei Balkani

Soccorso alimentare
I progetti di Slow Food Central Rift per migliorare le condizioni alimentari e di salute delle comunità in Kenya

Voci di Terra Madre
Lezioni cubane
I soci canadesi visitano l'orto comunitario che sostengono all'Avana...

Tradizioni alimentari
La cerimonia del caffè in Etiopia
Un rito antichissimo nel paese di origine della coffea Arabica

Cibo per la mente
Pasti sostenibili
Le organizzazioni del Regno Unito aiutano i commensali consapevoli

Libri e film
I pesci provano dolore?

La città salvata dal cibo

Nella cucina verde

Soluzioni locali per il disordine globale

Calendario

 
     



Parole chiave di Slow Food...
 

Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG)

L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG) è un'istituzione privata no-profit fondata nel 2004 da Slow Food in collaborazione con le Regioni Piemonte ed Emilia Romagna. Gli studenti arrivano da diversi paesi del mondo per studiare e conoscere sul campo la produzione alimentare artigianale e industriale, attraverso un programma multidisciplinare che comprende studi scientifici e umanistici, educazione sensoriale ed esperienze dirette, nel corso di viaggi nei cinque continenti. L’UNISG persegue un rinnovamento dei metodi di produzione agricola, la protezione delle biodiversità e la costruzione di una relazione organica fra gastronomia e agricoltura. La laurea triennale e i corsi post laurea formano figure professionali uniche nel panorama dell'enogastronomia, competenti nella produzione, distribuzione, promozione e comunicazione dei cibi di qualità.

Cliccate qui per maggiori informazioni sull'Università.

< Torna all'indice >


Campagne

 
Slow Fish
Un sito per capire meglio gli oceani

La campagna internazionale Slow Fish lancia questo mese un sito in quattro lingue, che, prima di tutto vuole informare, raccogliendo e organizzando dati proposti dalle principali associazioni e dagli istituti scientifici di tutto il mondo (sulla situazione degli oceani, degli stock ittici, eccetera). Poi racconta: le storie dei Presìdi e delle comunità di piccoli pescatori di Terra Madre, le iniziative più interessanti organizzate in giro per il mondo dalle condotte Slow Food per promuovere una pesca e un consumo di pesce sostenibile. Quindi propone: iniziative quotidiane semplici e alla portata di tutti, dei pescivendoli, dei ristoratori e di quanti si trovano a dover decidere che pesce acquistare e cucinare.

L’obiettivo della campagna Slow Fish è diffondere, in modo capillare e permanente, il messaggio lanciato dalla manifestazione Slow Fish (che si tiene ogni due anni a Genova), offrendo alle condotte e alle comunità di Terra Madre percorsi di riflessione e strumenti pratici per fare e promuovere scelte consapevoli, buone e responsabili.

Non ci resta che invitare tutti quanti a visitare il sito, usare le informazioni, organizzare iniziative, segnalarci idee, raccontarci quel che succede sui vari territori: anche solo una cena preparata con pesci locali e sostenibili, una ricetta tradizionale, una tecnica di pesca da riscoprire, un’iniziativa proposta ai bambini… Ogni piccola cosa può diventare grande e importante se entra in circolo nella rete di Slow Food e di Terra Madre.

La campagna Slow Fish è stata avviata grazie al contributo della Lighthouse Foundation, una fondazione tedesca che si occupa di salvaguardia della biodiversità marina.

Il prossimo appuntamento: Terre d’Acqua

La Regione Veneto, in collaborazione con Slow Food, organizza la prima edizione di “Terre d’Acqua”, a Rovigo (Italia) nei giorni 28/29/30 maggio 2010.
Questo evento si propone di concentrare l’attenzione sugli ecosistemi delle zone salmastre e delle acque interne, dando particolare rilievo all’ecosistema dei delta.
L'evento prevede inoltre un’attività di raccolta fondi per aiutare il Presidio dei pescatori dell'isola di Robinson in Cile, gravemente colpito da un forte terremoto seguito da onde di uno tsunami, lo scorso mese di febbraio.

Cliccate qui per saperne di più sul Presidio del pesce dell'isola di Robinson Cruose.

Cliccate qui per dare un contributo a favore di questa comunità in difficoltà.

< Torna all'indice >


La dichiarazione alimentare europea
Una coalizione di organizzazioni lancia un appello per cambiare il sistema alimentare

Slow Food è entrato a far parte di una coalizione di organizzazioni europee che ha stilato una dichiarazione, come primo passo verso la costruzione di un movimento per il cambiamento del sistema alimentare e il perseguimento della sovranità alimentare. La Dichiarazione alimentare europea illustra gli obiettivi che il gruppo raccomanda come prioritari per i prossimi decenni per la Politica Agricola Comune (PAC), il sistema di sussidi e programmi agricoli della UE, la cui riforma è fissata per il 2013. “Dopo oltre mezzo secolo di industrializzazione dell'agricoltura e della produzione alimentare, la produzione agricola familiare e le culture alimentari locali si sono ridotte drasticamente”, afferma la dichiarazione. “Oggi, il nostro sistema alimentare dipende da combustibili fossili a basso costo, non tiene in considerazione i limiti delle risorse idriche e della terra, ed è causa di una dieta malsana”. La dichiarazione fa appello ad una PAC sana, sostenibile e giusta, e mette in evidenza dodici principi chiave fra cui: promuovere la produzione e il consumo di cibi locali, stagionali e di alta qualità, ripristinare il rapporto dei cittadini con il cibo e con chi lo produce e considerare il cibo un diritto umano universale, e non una qualsiasi merce.

Cliccate qui per leggere l'articolo completo.

Cliccate qui per maggiori informazioni o per firmare la dichiarazione.

< Torna all'indice >


Dalla terra alla tavola...


I sapori del Capo
I Giovani Ambasciatori dell'Agricoltura promuovono l'agricoltura biologica

Sud Africa - Il progetto Youth Agricultural Ambassadors (YAA) è nato nel 2008 sotto la guida di Tshediso Johannes Phahlane (delegato di Terra Madre) e coinvolge un gruppo di otto giovani intenzionati a promuovere l'agricoltura biologica presso i loro coetanei, i bambini delle scuole, gli orfani e altri ancora. Il team di YAA ha costituito un comitato per gestire il progetto e ha incaricato alcuni produttori della formazione sulle tecniche agricole biologiche, ma anche su temi più generali come l’AIDS, la parità di genere, la capacità di gestire e organizzare progetti.

“Il nostro obiettivo è creare opportunità di lavoro per i giovani, le donne e i disabili e fornire loro competenze importanti per il presente e per il futuro”, ha dichiarato Tshediso Johannes. Ad oggi, YAA ha educato più di trecento orfani e 806 bambini in cinque scuole diverse. “Vogliamo che i nostri figli vivano in un ambiente pulito e che mangino cibo sano. E' nostra responsabilità far sì che questo sogno si avveri”.

Per maggiori informazioni:
Tshediso Johannes Phahlane
tphahlane@gmail.com


Un nuovo convivium promuove cibo buono, pulito e giusto in ogni attività della vita comunitaria

Sud Africa - Nel frattempo, più a sud nel paese, il secondo convivium di Città del Capo si è dato parecchio da fare da quando ha aperto i battenti, alla fine dell'anno scorso. Il Mother City Convivium ha organizzato degustazioni, una serata sull'abbinamento fra birra artigianale e cibi, una visita ad una fattoria biodinamica, un workshop sulla conservazione degli alimenti e sulla raccolta di funghi nella foresta, e un programma agricolo, sostenuto dalla comunità, per collegare piccoli agricoltori e gruppi di consumatori urbani.
“Eravamo così entusiasti per tutti i bellissimi eventi che avremmo potuto organizzare e tutti i piccoli produttori che avremmo potuto incontrare, che abbiamo deciso che Città del Capo era grande abbastanza per due convivium fratelli e abbiamo fatto il grande passo”, dice il membro del comitato del convivium Pia Taylor. “L'idea è di rendere il nostro convivium accessibile a studenti e famiglie offrendo escursioni alla portata di tutti che promuovano i valori di Slow Food.”

Per maggiori informazioni:
www.slowfoodmothercity.co.za

< Torna all'indice >


Per dimenticare la guerra
Srebrenica in festa con i Presìdi Slow Food

Bosnia-Erzegovina - Prima degli anni '90, Srebrenica era una vivace cittadina della Bosnia Orientale. Grazie agli stabilimenti termali, godeva di un florido turismo non solo locale ed era un punto di riferimento culturale per tutti i paesi circostanti. Il teatro, in città, accoglieva artisti che arrivavano da tutta la federazione per mettere in scena i loro spettacoli. Poi, la guerra civile e il genocidio del 1995 hanno cancellato tutto e messo in ginocchio intere comunità.
Piano piano però, Srebrenica si è ricostruita e oggi mostra sempre più la volontà di rilanciare la propria tradizione culturale; prova di ciò, la tre giorni di iniziative culturali tenutasi lo scorso marzo. La città, infatti, ha ospitato spettacoli teatrali, Laboratori del Gusto e concerti durante i quali si sono alternati giovani artisti locali e internazionali.
Per l’occasione, Slow Food Gorazde ha organizzato Laboratori del Gusto e workshop invitando i piccoli produttori dei Presìdi Slow Food dello Slatko di prugne pozegaca e del formaggio nel sacco, insieme a quelli della comunità del cibo dei produttori di fagiolo poljak di Trebinje. Per avvicinare i bambini e gli adulti alle tradizioni gastronomiche locali sono stati organizzati laboratori del gusto e che hanno illustrato il valore dell'artigianalità e delle tradizioni nella produzione alimentare. Erna Subasic´, giovane fiduciaria del convivium che ha deciso di impegnarsi in questa iniziativa, ha spiegato il perché della sua scelta: “Vogliamo riavvicinare i giovani alla loro terra. Quando si parla di terra, in Bosnia, siamo solo pronti a riempirci la bocca di aggettivi possessivi. Intanto non sappiamo più distinguere il succo di mela fatto in casa da quello industriale. Il cibo è una chiave essenziale per riappropriarci di un rapporto sano e costruttivo con il territorio e con le nostre identità”.
Questa iniziativa è stata fortemente voluta da Roberta Biagiarelli (Cooperazione Italiana allo Sviluppo) e rientra in un progetto per la rivitalizzazione culturale e sociale delle zone di Srebrenica e Bratunac. Tre giorni per portare a compimento un percorso di rinascita culturale durato anni, nella speranza che tra queste valli incantate non ritorni il silenzio.

Per ulteriori informazioni:
www.utlsarajevo.org

< Torna all'indice >


Soccorso alimentare
Assistenza alle famiglie colpite da HIV per migliorarne e garantirne l'alimentazione


Kenya - Una nuova iniziativa si propone di migliorare le condizioni alimentari delle persone affette da HIV raccogliendo fondi e lavorando con le famiglie colpite dal virus per metterle in grado di produrre da sè il proprio cibo e di guadagnare con la vendita dei prodotti. Con il progetto “Soccorso alimentare per 90 famiglie kenyote affette da HIV”, il convivium Slow Food Central Rift e l’ong locale NECOFA forniranno alle famiglie del distretto di Molo sementi, bestiame e formazione (in materia di agricoltura biologica, allevamento su piccola scala e nutrizione) aiutandole a diventare più autosufficienti.

Cliccate qui per maggiori informazioni o per donare


Premiati gli orti scolastici di Slow Food e Necofa

Kenya - In un periodo di intensa attività per il Central Rift Convivium e la NECOFA, il loro comune progetto per gli orti scolastici nella scuola elementare maschile di Michinda è stato giudicato il migliore del paese in un concorso indetto dal Ministero dell'Agricoltura. “L'intelligenza dei ragazzi ha sorpreso i giudici, che hanno anche apprezzato la loro capacità di integrare diversi aspetti nel lavoro con gli orti scolastici. Non solo hanno illustrato le tecniche di coltura, di raccolta e di conservazione, ma hanno anche mostrato alla giuria come fare a meno della chimica applicando il metodo biologico”, ha dichiarato Jane Karanja, segretaria organizzativa del Central Rift Convivium. “Quando i ragazzi si sono resi conto della loro vittoria e del successo ottenuto, al colmo della felicità hanno iniziato a ballare e a cantare inni di lode e ringraziamento in tutta la scuola. Chi mai avrebbe potuto biasimarli per il rumore? Erano diventati i campioni dell'agricoltura biologica e gli agricoltori del futuro.”

Per maggiori informazioni, scrivete a:
Jane Karanja
jane_karanja2001@yahoo.com

  < Torna all'indice >



  Voci di Terra Madre


Lezioni cubane
In occasione del Terra Madre day, lo scorso dicembre, i soci di Slow Food Pelham, Canada, si sono impegnati solennemente a sostenere un progetto Slow Food e insieme hanno deciso per il progetto cubano 'Formare i leader locali'. Una volta fatta la donazione, i soci del convivium Renée Girard e Daniel Boudin sono andati a conoscere gli organizzatori del progetto. Renée condivide con noi la loro storia...
 

Daniel e io decidemmo di andare all'Avana perché pensavamo fosse un'ottima occasione per saperne di più sul progetto che avevamo sostenuto con una donazione, e per uno scambio di idee con le persone coinvolte.

Vilda Figueroa e José Lama, I due direttori del programma gestiscono diversi altri progetti, fra cui uno sulla conservazione del cibo. Ci hanno accolto calorosamente e ci hanno mostrato con orgoglio i loro orti e le mensole ricolme di oltre cento tipi diversi di conserve fatte in casa...

 
     
  Clicca qui per leggere il resto della storia di Renée sul sito di Terra Madre.

Renée Girard
Slow Food Pelham
dboudin@cogeco.ca

Per saperne di più sul progetto o per fare una donazione, cliccate qui
 

< Torna all'indice >



Tradizioni alimentari


La cerimonia del caffè in Etiopia
Un rito antichissimo nel paese di origine della coffea Arabica

In Etiopia la preparazione del caffè è una vera e propria cerimonia: dura più di un’ora e rappresenta un momento importante nella vita quotidiana delle comunità.
Se ne occupano le donne: si siedono su uno sgabello, preparano un braciere, vi collocano un piatto di metallo e fanno tostare i chicchi di caffè lentamente, rimestandoli costantemente. Poi li trasferiscono in un mortaio e li riducono in una polvere scura e fine. Nel frattempo sistemano sul fuoco una grossa teiera e fanno bollire l’acqua. L’acqua bollente e la polvere di caffè vengono infine versate in una caffettiera molto particolare: una caraffa di terracotta, con la base larga e rotonda, un collo sottile, un beccuccio stretto e un ampio manico che permette di afferrarla senza bruciarsi. La caffettiera resta sul braciere per un altro po’, fino a quando il caffè è pronto.
Nel corredo della cerimonia c’è anche un tavolino, una tovaglietta ricamata, un cassetto per i cucchiaini e delle minuscole tazzine senza manico, in cui viene servito il caffè.


< Torna all'indice >



Cibo per la mente


Pasti sostenibili
Le organizzazioni del Regno Unito aiutano
i commensali consapevoli

I consumatori stanno diventando sempre più attenti nei loro acquisti quotidiani – sempre più scelgono prodotti biologici ed equosolidali – ma non sono in grado di mantenere fede ai loro ideali quando vanno a mangiare fuori. E' questo il giudizio dei ricercatori dell'Associazione Ristoratori Sostenibili (SRA). Col proposito di cambiare questo stato di cose, l'organizzazione – nata all’inizio di quest’anno – valuta la sostenibilità dei ristoranti, basandosi su un ampio spettro di criteri fra cui la località e la stagionalità delle materie prime, il dispendio energetico, gli sprechi, le relazioni costruite con agricoltori e produttori.

La SRA affianca la Fish2fork, un'organizzazione online che classifica ristoranti che servono pesce negli USA e nel Regno Unito, non solo in base alla qualità del loro cibo ma anche per le conseguenze delle loro scelte sui mari e sul loro ecosistema. Molti ristoranti stanno facendo importanti progressi nella transizione verso la sostenibilità. Nella cucina del ristorante londinese Konstam, ed esempio, l’80% dei prodotti usati dallo chef Oliver Rowe è coltivato o allevato nell’area raggiunta dalla metropolitana di Londra.

Per maggiori informazioni:
Associazione Ristoratori Sostenibili
Fish2Fork
Konstam

< Torna all'indice >


Libri e film


I pesci provano dolore?


Negli ultimi anni c'è stata un'attenzione crescente per la condizione degli animali di allevamento, con l’eccezione dei pesci. Forse per l’assenza di forme di espressione e di comunicazione riconoscibili, i pesci non sono presi in considerazione quando si parla di benessere animale. Nel libro I pesci sentono dolore? la biologa Victoria Braithwaite approfondisce la questione della percezione della sofferenza nei pesci, illustrando le conoscenze scientifiche sui loro comportamenti ed esaminando le questioni etiche relative a dovremmo trattare questi animali.

I pesci provano dolore? Victoria Braithwaite, Oxford University Press, 2010

Cliccate qui per maggiori informazioni o per acquistare il libro.

< Torna all'indice >


La città salvata dal cibo


L'agricoltore del Vermont Ben Hewitt racconta la storia vera di una comunità rurale di lavoratori che ha rimesso in moto la propria economia e ridefinito la propria immagine sviluppando un sistema alimentare locale autosufficiente che non ha eguali in America. Hewitt spiega come un gruppo di giovani imprenditori abbia creato un network di sostegno alla comunità, restituendoci un vivido ritratto dei coloriti personaggi che hanno dato impulso al movimento.

La città salvata dal cibo: come una comunità ha ritrovato la propria vitalità nel cibo locale, Ben Hewitt, Rodale Books, 2010

Cliccate qui per maggiori informazioni o per acquistare il libro.

< Torna all'indice >


Nella cucina verde


Nella cucina verde presenta le fondamentali tecniche culinarie e più di 50 ricette per cibi freschi, locali e stagionali, illustrate da Alice Waters – chef, leader del movimento per la cucina sostenibile e locale e vicepresidente di Slow Food Internazionale. L'autrice inizia sfatando alcuni miti e descrivendo con grande semplicità alcune tecniche fondamentali della cucina: cuocere le verdure al vapore, condire un'insalata, sfilettare il pesce, arrostire un pollo, fare il pane.

Nella cucina verde: tecniche da imparare a memoria, Alice Waters, Clarkson Potter, 2010

Cliccate qui per maggiori informazioni o per acquistare il libro.

< Torna all'indice >


Soluzioni locali per
il disordine globale


Uscito nelle sale francesi il 7 aprile scorso, l'ultimo film documentario di Coline Serreau affronta i problemi legati all'attuale modello agroalimentare senza soffermarsi sulla situazione catastrofica che ci circonda. La regista ha scelto infatti di presentare una serie di alternative al sistema attuale di produzione, invitandoci a riflettere sull'ambiente, sulla società e sull'agricoltura. Coline Serreau ha trascorso tre anni con la videocamera in spalla, ricostituendo così un mosaico di interviste: le principali voci mondiali dell'agroecologia, da Vandana Shiva a Serge Latouche, espongono il proprio punto di vista e propongono soluzioni concrete per salvaguardare la nostra salute e quella del nostro pianeta. Il film non ricorre mai a toni provocatori, focalizzandosi invece sulle scelte pratiche che possono avere ricadute positive immediate.

Soluzioni locali per il disordine globale, un film di Coline Serreau, 2010, CINEMAO

Cliccate qui per maggiori informazioni

< Torna all'indice >


   


 


Chi ruba la terra all’Africa

Nel mese di agosto del 2009 il re saudita Abdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come gli Stati del Golfo, l'Arabia Saudita ha scelto di risolvere il problema del cibo accaparrandosi terre coltivabili sull'altra sponda del Mar Rosso, nel Corno d'Africa: in paesi come l'Etiopia, con 10 milioni di affamati, o come il Sudan, che non riesce a uscire dall'immensa tragedia del Darfur.

E' un fenomeno recente e ancora poco noto: il furto di terra e cibo al continente più affamato e povero del mondo. Milioni di ettari in Etiopia, Ghana, Mali, Sudan e Madagascar sono ceduti in concessione per venti, trenta, novant’anni alla Cina, all'India, alla Corea, in cambio di vaghe promesse di investimenti. Seul possiede già 2,3 milioni di ettari, Pechino ne ha comprati 2,1, l’Arabia Saudita 1,6, gli Emirati Arabi 1,3.

I protagonisti sono i governi: da una parte ci sono paesi che hanno soldi e bisogno di terra. Dall'altra governi poverissimi - e spesso corrotti – che, in cambio di un po' di denaro, tecnologia e infrastrutture, mettono a disposizione il bene più prezioso di un continente ancora prevalentemente agricolo: la terra.

D'altra parte quasi nessun contadino africano può provare di possedere un terreno. Il diritto formale di proprietà (o di affitto) riguarda dal 2 al 10% delle terre. Nella maggioranza dei casi ci si affida a norme tradizionali, riconosciute localmente, ma non dagli accordi internazionali. E così terre abitate, coltivate e usate come pascolo da generazioni sono considerate inutilizzate. Accanto ai governi, ci sono gli investitori privati: dopo la crisi finanziaria, molti hanno iniziato a guardare a beni di investimento più tangibili: il settore in cima alla lista è la terra (cibo e biocarburanti).

Che cosa succede quando arrivano gli investitori stranieri? Si passa dall'agricoltura tradizionale - basata sulla diversità, sulle varietà locali, sulle comunità – all'agroindustria: che significa monocolture destinate all'esportazione (riso, soia, olio di palma per biocarburanti...) e ricorso massiccio alla chimica (fertilizzanti e pesticidi). Quando i terreni saranno completamente impoveriti, gli investitori stranieri si sposteranno da un'altra parte.

Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale

La Fondazione Slow Food per la Biodiversità è entrata a far parte di una coalizione di organizzazioni che protestano contro il furto di terre nel sud del mondo e denunciano l’avvallo di questo recente fenomeno da parte della Banca Mondiale.

Cliccate qui per leggere l'articolo completo in inglese sul sito di Slow Food

Cliccate qui per piu informazioni o per firmare

 




Entra a far parte di una

grande comunità internazionale che difende l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com

 
       
 

......................................................................... 

 

CALENDARIO

Feria Regional del Alimento
Quetzaltenango, Guatemala
1 - 2 maggio 2010

Burren Slow Food Festival
Irlanda
21 - 23 Maggio 2010

Terre d’acqua

Rovigo, Italia
28 - 30 Maggio 2010

Terra Madre Balcani
Sofia, Bulgaria
Luglio 2010

Terra Madre Argentina
Buenos Aires, Argentina
08 - 11 Luglio 2010

Salone del Gusto
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010

Terra Madre
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010

Terra Madre Day
Internazionale
10 Dicembre, 2010


 

......................................................................... 

 
Slow Food e Terra Madre in numeri

Soci: 100.000
Convivium: 1.300
Paesi: 150
Presidi: 314
Prodotti dell'Arca del Gusto: 903
Mercati della Terra: 10
Orti Scolastici: 300
 
 
 
  Questa newsletterz è realizata dall'ufficio Comunicazione di Slow Food International
 Bess Mucke: b.mucke@slowfood.com -  Michèle Mesmain: m.mesmain@slowfood.com
Per tutte le questioni associative contattate il Centro Servizi: centroservizi@slowfood.it
Per disattivare la ricezione della newsletter, scrivere a communication@slowfood.com (oggetto mail: unsubscribe)