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Aprile 2010
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Parole chiave di Slow Food...
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Università
degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG)
L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche
(UNISG) è un'istituzione privata no-profit fondata
nel 2004 da Slow Food in collaborazione con le Regioni
Piemonte ed Emilia Romagna. Gli studenti arrivano da diversi
paesi del mondo per studiare e conoscere sul campo la
produzione alimentare artigianale e industriale, attraverso
un programma multidisciplinare che comprende studi scientifici
e umanistici, educazione sensoriale ed esperienze dirette,
nel corso di viaggi nei cinque continenti. L’UNISG
persegue un rinnovamento dei metodi di produzione agricola,
la protezione delle biodiversità e la costruzione
di una relazione organica fra gastronomia e agricoltura.
La laurea triennale e i corsi post laurea formano figure
professionali uniche nel panorama dell'enogastronomia,
competenti nella produzione, distribuzione, promozione
e comunicazione dei cibi di qualità.
Cliccate
qui per maggiori informazioni sull'Università.
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Campagne |
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Slow
Fish
Un sito per capire
meglio gli oceani |
La campagna internazionale Slow Fish lancia questo mese
un
sito in quattro lingue, che, prima di tutto vuole
informare, raccogliendo e organizzando dati proposti dalle
principali associazioni e dagli istituti scientifici di
tutto il mondo (sulla situazione degli oceani, degli stock
ittici, eccetera). Poi racconta: le storie dei Presìdi
e delle comunità di piccoli pescatori di Terra
Madre, le iniziative più interessanti organizzate
in giro per il mondo dalle condotte Slow Food per promuovere
una pesca e un consumo di pesce sostenibile. Quindi propone:
iniziative quotidiane semplici e alla portata di tutti,
dei pescivendoli, dei ristoratori e di quanti si trovano
a dover decidere che pesce acquistare e cucinare.
L’obiettivo della campagna Slow Fish è diffondere,
in modo capillare e permanente, il messaggio lanciato
dalla manifestazione Slow Fish (che si tiene ogni due
anni a Genova), offrendo alle condotte e alle comunità
di Terra Madre percorsi di riflessione e strumenti pratici
per fare e promuovere scelte consapevoli, buone e responsabili.
Non ci resta che invitare tutti quanti a visitare
il sito, usare le informazioni, organizzare iniziative,
segnalarci idee, raccontarci quel che succede sui vari
territori: anche solo una cena preparata con pesci locali
e sostenibili, una ricetta tradizionale, una tecnica di
pesca da riscoprire, un’iniziativa proposta ai bambini…
Ogni piccola cosa può diventare grande e importante
se entra in circolo nella rete di Slow Food e di Terra
Madre.
La campagna Slow Fish è stata avviata grazie al
contributo della Lighthouse
Foundation, una fondazione tedesca che si occupa di
salvaguardia della biodiversità marina.
Il prossimo appuntamento: Terre d’Acqua
La Regione Veneto, in collaborazione con Slow Food, organizza
la prima edizione di “Terre
d’Acqua”, a Rovigo (Italia) nei giorni
28/29/30 maggio 2010.
Questo evento si propone di concentrare l’attenzione
sugli ecosistemi delle zone salmastre e delle acque interne,
dando particolare rilievo all’ecosistema dei delta.
L'evento prevede inoltre un’attività di raccolta
fondi per aiutare il Presidio dei pescatori dell'isola
di Robinson in Cile, gravemente colpito da un forte terremoto
seguito da onde di uno tsunami, lo scorso mese di febbraio.
Cliccate
qui per saperne di più sul Presidio del pesce
dell'isola di Robinson Cruose.
Cliccate
qui per dare un contributo a favore di questa comunità
in difficoltà.
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La
dichiarazione alimentare europea
Una coalizione
di organizzazioni lancia un appello per cambiare
il sistema alimentare |
Slow Food è entrato a far parte di una coalizione
di organizzazioni europee che ha stilato una dichiarazione,
come primo passo verso la costruzione di un movimento
per il cambiamento del sistema alimentare e il perseguimento
della sovranità alimentare. La Dichiarazione alimentare
europea illustra gli obiettivi che il gruppo raccomanda
come prioritari per i prossimi decenni per la Politica
Agricola Comune (PAC), il sistema di sussidi e programmi
agricoli della UE, la cui riforma è fissata per
il 2013. “Dopo oltre mezzo secolo di industrializzazione
dell'agricoltura e della produzione alimentare, la produzione
agricola familiare e le culture alimentari locali si sono
ridotte drasticamente”, afferma la dichiarazione.
“Oggi, il nostro sistema alimentare dipende da combustibili
fossili a basso costo, non tiene in considerazione i limiti
delle risorse idriche e della terra, ed è causa
di una dieta malsana”. La dichiarazione fa appello
ad una PAC sana, sostenibile e giusta, e mette in evidenza
dodici principi chiave fra cui: promuovere la produzione
e il consumo di cibi locali, stagionali e di alta qualità,
ripristinare il rapporto dei cittadini con il cibo e con
chi lo produce e considerare il cibo un diritto umano
universale, e non una qualsiasi merce.
Cliccate
qui per leggere l'articolo completo.
Cliccate
qui per maggiori informazioni o per firmare la dichiarazione.
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Dalla terra alla tavola... |
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I
sapori del Capo
I Giovani Ambasciatori
dell'Agricoltura promuovono l'agricoltura biologica |
Sud Africa - Il progetto Youth Agricultural
Ambassadors (YAA) è nato nel 2008 sotto la guida
di Tshediso Johannes Phahlane (delegato di Terra Madre)
e coinvolge un gruppo di otto giovani intenzionati a promuovere
l'agricoltura biologica presso i loro coetanei, i bambini
delle scuole, gli orfani e altri ancora. Il team di YAA
ha costituito un comitato per gestire il progetto e ha
incaricato alcuni produttori della formazione sulle tecniche
agricole biologiche, ma anche su temi più generali
come l’AIDS, la parità di genere, la capacità
di gestire e organizzare progetti.
“Il nostro obiettivo è creare opportunità
di lavoro per i giovani, le donne e i disabili e fornire
loro competenze importanti per il presente e per il futuro”,
ha dichiarato Tshediso Johannes. Ad oggi, YAA ha educato
più di trecento orfani e 806 bambini in cinque
scuole diverse. “Vogliamo che i nostri figli vivano
in un ambiente pulito e che mangino cibo sano. E' nostra
responsabilità far sì che questo sogno si
avveri”.
Per maggiori informazioni:
Tshediso Johannes Phahlane
tphahlane@gmail.com
Un nuovo convivium
promuove cibo buono, pulito e giusto in ogni attività
della vita comunitaria
Sud Africa - Nel
frattempo, più a sud nel paese, il secondo convivium
di Città del Capo si è dato parecchio da
fare da quando ha aperto i battenti, alla fine dell'anno
scorso. Il Mother City Convivium ha organizzato degustazioni,
una serata sull'abbinamento fra birra artigianale e cibi,
una visita ad una fattoria biodinamica, un workshop sulla
conservazione degli alimenti e sulla raccolta di funghi
nella foresta, e un programma agricolo, sostenuto dalla
comunità, per collegare piccoli agricoltori e gruppi
di consumatori urbani.
“Eravamo così entusiasti per tutti i bellissimi
eventi che avremmo potuto organizzare e tutti i piccoli
produttori che avremmo potuto incontrare, che abbiamo
deciso che Città del Capo era grande abbastanza
per due convivium fratelli e abbiamo fatto il grande passo”,
dice il membro del comitato del convivium Pia Taylor.
“L'idea è di rendere il nostro convivium
accessibile a studenti e famiglie offrendo escursioni
alla portata di tutti che promuovano i valori di Slow
Food.”
Per maggiori informazioni:
www.slowfoodmothercity.co.za
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Per
dimenticare la guerra
Srebrenica in
festa con i Presìdi Slow Food |
Bosnia-Erzegovina - Prima degli anni
'90, Srebrenica era una vivace cittadina della Bosnia
Orientale. Grazie agli stabilimenti termali, godeva di
un florido turismo non solo locale ed era un punto di
riferimento culturale per tutti i paesi circostanti. Il
teatro, in città, accoglieva artisti che arrivavano
da tutta la federazione per mettere in scena i loro spettacoli.
Poi, la guerra civile e il genocidio del 1995 hanno cancellato
tutto e messo in ginocchio intere comunità.
Piano piano però, Srebrenica si è ricostruita
e oggi mostra sempre più la volontà di rilanciare
la propria tradizione culturale; prova di ciò,
la tre giorni di iniziative culturali tenutasi lo scorso
marzo. La città, infatti, ha ospitato spettacoli
teatrali, Laboratori del Gusto e concerti durante i quali
si sono alternati giovani artisti locali e internazionali.
Per l’occasione, Slow Food Gorazde ha organizzato
Laboratori del Gusto e workshop invitando i piccoli produttori
dei Presìdi Slow Food dello Slatko di prugne pozegaca
e del formaggio nel sacco, insieme a quelli della comunità
del cibo dei produttori di fagiolo poljak di Trebinje.
Per avvicinare i bambini e gli adulti alle tradizioni
gastronomiche locali sono stati organizzati laboratori
del gusto e che hanno illustrato il valore dell'artigianalità
e delle tradizioni nella produzione alimentare. Erna Subasic´,
giovane fiduciaria del convivium che ha deciso di impegnarsi
in questa iniziativa, ha spiegato il perché della
sua scelta: “Vogliamo riavvicinare i giovani alla
loro terra. Quando si parla di terra, in Bosnia, siamo
solo pronti a riempirci la bocca di aggettivi possessivi.
Intanto non sappiamo più distinguere il succo di
mela fatto in casa da quello industriale. Il cibo è
una chiave essenziale per riappropriarci di un rapporto
sano e costruttivo con il territorio e con le nostre identità”.
Questa iniziativa è stata fortemente voluta da
Roberta Biagiarelli (Cooperazione Italiana allo Sviluppo)
e rientra in un progetto per la rivitalizzazione culturale
e sociale delle zone di Srebrenica e Bratunac. Tre giorni
per portare a compimento un percorso di rinascita culturale
durato anni, nella speranza che tra queste valli incantate
non ritorni il silenzio.
Per ulteriori informazioni:
www.utlsarajevo.org
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Soccorso
alimentare
Assistenza
alle famiglie colpite da HIV per migliorarne e
garantirne l'alimentazione |
Kenya - Una nuova
iniziativa si propone di migliorare le condizioni alimentari
delle persone affette da HIV raccogliendo fondi e lavorando
con le famiglie colpite dal virus per metterle in grado
di produrre da sè il proprio cibo e di guadagnare
con la vendita dei prodotti. Con il progetto “Soccorso
alimentare per 90 famiglie kenyote affette da HIV”,
il convivium Slow Food Central Rift e l’ong locale
NECOFA forniranno alle famiglie del distretto di Molo
sementi, bestiame e formazione (in materia di agricoltura
biologica, allevamento su piccola scala e nutrizione)
aiutandole a diventare più autosufficienti.
Cliccate
qui per maggiori informazioni o per donare
Premiati gli orti scolastici
di Slow Food e Necofa
Kenya - In un periodo
di intensa attività per il Central Rift Convivium
e la NECOFA, il loro comune progetto per gli orti scolastici
nella scuola elementare maschile di Michinda è
stato giudicato il migliore del paese in un concorso indetto
dal Ministero dell'Agricoltura. “L'intelligenza
dei ragazzi ha sorpreso i giudici, che hanno anche apprezzato
la loro capacità di integrare diversi aspetti nel
lavoro con gli orti scolastici. Non solo hanno illustrato
le tecniche di coltura, di raccolta e di conservazione,
ma hanno anche mostrato alla giuria come fare a meno della
chimica applicando il metodo biologico”, ha dichiarato
Jane Karanja, segretaria organizzativa del Central Rift
Convivium. “Quando i ragazzi si sono resi conto
della loro vittoria e del successo ottenuto, al colmo
della felicità hanno iniziato a ballare e a cantare
inni di lode e ringraziamento in tutta la scuola. Chi
mai avrebbe potuto biasimarli per il rumore? Erano diventati
i campioni dell'agricoltura biologica e gli agricoltori
del futuro.”
Per maggiori informazioni, scrivete a:
Jane Karanja
jane_karanja2001@yahoo.com
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Voci di Terra Madre
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Lezioni
cubane
In occasione
del Terra Madre day, lo scorso dicembre, i soci
di Slow Food Pelham, Canada, si sono impegnati
solennemente a sostenere un progetto Slow Food
e insieme hanno deciso per il progetto cubano
'Formare i leader locali'. Una volta fatta la
donazione, i soci del convivium Renée Girard
e Daniel Boudin sono andati a conoscere gli organizzatori
del progetto. Renée condivide con noi la
loro storia... |
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Daniel
e io decidemmo di andare all'Avana perché
pensavamo fosse un'ottima occasione per
saperne di più sul progetto che
avevamo sostenuto con una donazione, e
per uno scambio di idee con le persone
coinvolte.
Vilda Figueroa e José Lama, I due
direttori del programma gestiscono diversi
altri progetti, fra cui uno sulla conservazione
del cibo. Ci hanno accolto calorosamente
e ci hanno mostrato con orgoglio i loro
orti e le mensole ricolme di oltre cento
tipi diversi di conserve fatte in casa... |
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Clicca
qui per leggere il resto della storia
di Renée sul sito di Terra Madre.
Renée Girard
Slow Food Pelham
dboudin@cogeco.ca
Per saperne di più sul progetto o
per fare una donazione, cliccate
qui
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Tradizioni
alimentari
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La
cerimonia del caffè in Etiopia
Un rito antichissimo
nel paese di origine della coffea Arabica
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In Etiopia la preparazione
del caffè è una vera e propria cerimonia:
dura più di un’ora e rappresenta un momento
importante nella vita quotidiana delle comunità.
Se ne occupano le donne: si siedono su uno sgabello,
preparano un braciere, vi collocano un piatto di metallo
e fanno tostare i chicchi di caffè lentamente,
rimestandoli costantemente. Poi li trasferiscono in
un mortaio e li riducono in una polvere scura e fine.
Nel frattempo sistemano sul fuoco una grossa teiera
e fanno bollire l’acqua. L’acqua bollente
e la polvere di caffè vengono infine versate
in una caffettiera molto particolare: una caraffa di
terracotta, con la base larga e rotonda, un collo sottile,
un beccuccio stretto e un ampio manico che permette
di afferrarla senza bruciarsi. La caffettiera resta
sul braciere per un altro po’, fino a quando il
caffè è pronto.
Nel corredo della cerimonia c’è anche un
tavolino, una tovaglietta ricamata, un cassetto per
i cucchiaini e delle minuscole tazzine senza manico,
in cui viene servito il caffè.
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Cibo
per la mente
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Pasti
sostenibili
Le organizzazioni
del Regno Unito aiutano
i commensali consapevoli |
I consumatori stanno diventando sempre più attenti
nei loro acquisti quotidiani – sempre più
scelgono prodotti biologici ed equosolidali –
ma non sono in grado di mantenere fede ai loro ideali
quando vanno a mangiare fuori. E' questo il giudizio
dei ricercatori dell'Associazione Ristoratori Sostenibili
(SRA). Col proposito di cambiare questo stato di cose,
l'organizzazione – nata all’inizio di quest’anno
– valuta la sostenibilità dei ristoranti,
basandosi su un ampio spettro di criteri fra cui la
località e la stagionalità delle materie
prime, il dispendio energetico, gli sprechi, le relazioni
costruite con agricoltori e produttori.
La SRA affianca la Fish2fork, un'organizzazione online
che classifica ristoranti che servono pesce negli USA
e nel Regno Unito, non solo in base alla qualità
del loro cibo ma anche per le conseguenze delle loro
scelte sui mari e sul loro ecosistema. Molti ristoranti
stanno facendo importanti progressi nella transizione
verso la sostenibilità. Nella cucina del ristorante
londinese Konstam, ed esempio, l’80% dei prodotti
usati dallo chef Oliver Rowe è coltivato o allevato
nell’area raggiunta dalla metropolitana di Londra.
Per maggiori informazioni:
Associazione
Ristoratori Sostenibili
Fish2Fork
Konstam
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Libri
e film
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I
pesci provano dolore?
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Negli ultimi anni c'è stata
un'attenzione crescente per la condizione degli animali
di allevamento, con l’eccezione dei pesci. Forse
per l’assenza di forme di espressione e di comunicazione
riconoscibili, i pesci non sono presi in considerazione
quando si parla di benessere animale. Nel libro I pesci
sentono dolore? la biologa Victoria Braithwaite approfondisce
la questione della percezione della sofferenza nei pesci,
illustrando le conoscenze scientifiche sui loro comportamenti
ed esaminando le questioni etiche relative a dovremmo
trattare questi animali.
I pesci provano dolore? Victoria Braithwaite,
Oxford University Press, 2010
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libro.
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La
città salvata dal cibo
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L'agricoltore del Vermont Ben Hewitt
racconta la storia vera di una comunità rurale
di lavoratori che ha rimesso in moto la propria economia
e ridefinito la propria immagine sviluppando un sistema
alimentare locale autosufficiente che non ha eguali
in America. Hewitt spiega come un gruppo di giovani
imprenditori abbia creato un network di sostegno alla
comunità, restituendoci un vivido ritratto dei
coloriti personaggi che hanno dato impulso al movimento.
La città salvata dal cibo: come una comunità
ha ritrovato la propria vitalità nel cibo locale,
Ben Hewitt, Rodale Books, 2010
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libro.
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Nella
cucina verde
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Nella cucina verde presenta le fondamentali
tecniche culinarie e più di 50 ricette per cibi
freschi, locali e stagionali, illustrate da Alice Waters
– chef, leader del movimento per la cucina sostenibile
e locale e vicepresidente di Slow Food Internazionale.
L'autrice inizia sfatando alcuni miti e descrivendo
con grande semplicità alcune tecniche fondamentali
della cucina: cuocere le verdure al vapore, condire
un'insalata, sfilettare il pesce, arrostire un pollo,
fare il pane.
Nella cucina verde: tecniche da imparare a memoria,
Alice Waters, Clarkson Potter, 2010
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libro.
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Soluzioni
locali per
il disordine globale
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Uscito nelle sale francesi il 7
aprile scorso, l'ultimo film documentario di Coline
Serreau affronta i problemi legati all'attuale modello
agroalimentare senza soffermarsi sulla situazione catastrofica
che ci circonda. La regista ha scelto infatti di presentare
una serie di alternative al sistema attuale di produzione,
invitandoci a riflettere sull'ambiente, sulla società
e sull'agricoltura. Coline Serreau ha trascorso tre
anni con la videocamera in spalla, ricostituendo così
un mosaico di interviste: le principali voci mondiali
dell'agroecologia, da Vandana Shiva a Serge Latouche,
espongono il proprio punto di vista e propongono soluzioni
concrete per salvaguardare la nostra salute e quella
del nostro pianeta. Il film non ricorre mai a toni provocatori,
focalizzandosi invece sulle scelte pratiche che possono
avere ricadute positive immediate.
Soluzioni locali per il disordine globale,
un film di Coline Serreau, 2010, CINEMAO
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Chi
ruba la terra all’Africa
Nel mese di agosto del 2009 il re saudita
Abdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso
realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo
e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come gli
Stati del Golfo, l'Arabia Saudita ha scelto di
risolvere il problema del cibo accaparrandosi
terre coltivabili sull'altra sponda del Mar Rosso,
nel Corno d'Africa: in paesi come l'Etiopia, con
10 milioni di affamati, o come il Sudan, che non
riesce a uscire dall'immensa tragedia del Darfur.
E' un fenomeno recente e ancora poco noto: il
furto di terra e cibo al continente più
affamato e povero del mondo. Milioni di ettari
in Etiopia, Ghana, Mali, Sudan e Madagascar sono
ceduti in concessione per venti, trenta, novant’anni
alla Cina, all'India, alla Corea, in cambio di
vaghe promesse di investimenti. Seul possiede
già 2,3 milioni di ettari, Pechino ne ha
comprati 2,1, l’Arabia Saudita 1,6, gli
Emirati Arabi 1,3.
I protagonisti sono i governi: da una parte ci
sono paesi che hanno soldi e bisogno di terra.
Dall'altra governi poverissimi - e spesso corrotti
– che, in cambio di un po' di denaro, tecnologia
e infrastrutture, mettono a disposizione il bene
più prezioso di un continente ancora prevalentemente
agricolo: la terra.
D'altra parte quasi nessun contadino africano
può provare di possedere un terreno. Il
diritto formale di proprietà (o di affitto)
riguarda dal 2 al 10% delle terre. Nella maggioranza
dei casi ci si affida a norme tradizionali, riconosciute
localmente, ma non dagli accordi internazionali.
E così terre abitate, coltivate e usate
come pascolo da generazioni sono considerate inutilizzate.
Accanto ai governi, ci sono gli investitori privati:
dopo la crisi finanziaria, molti hanno iniziato
a guardare a beni di investimento più tangibili:
il settore in cima alla lista è la terra
(cibo e biocarburanti).
Che cosa succede quando arrivano gli investitori
stranieri? Si passa dall'agricoltura tradizionale
- basata sulla diversità, sulle varietà
locali, sulle comunità – all'agroindustria:
che significa monocolture destinate all'esportazione
(riso, soia, olio di palma per biocarburanti...)
e ricorso massiccio alla chimica (fertilizzanti
e pesticidi). Quando i terreni saranno completamente
impoveriti, gli investitori stranieri si sposteranno
da un'altra parte.
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food
Internazionale
La Fondazione Slow Food per la Biodiversità
è entrata a far parte di una coalizione
di organizzazioni che protestano contro il furto
di terre nel sud del mondo e denunciano l’avvallo
di questo recente fenomeno da parte della Banca
Mondiale.
Cliccate
qui per leggere l'articolo completo in inglese sul
sito di Slow Food
Cliccate
qui per piu informazioni o per firmare
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Slow Food lavora per aiutare
le comunità di tutto il mondo a rafforzare
il proprio sistema alimentare, perchè tutti
abbiano accesso ad un cibo buono e prodotto nel
rispetto dell'ambiente e delle culture locali.
Aiutaci a portare avanti queste attività
concrete e a costruire un domani diverso.
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a far parte di una |
grande
comunità internazionale che difende l’agricoltura,
la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo
ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com
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CALENDARIO
Feria Regional del Alimento
Quetzaltenango, Guatemala
1 - 2 maggio 2010
Burren
Slow Food Festival
Irlanda
21 - 23 Maggio 2010
Terre
d’acqua
Rovigo, Italia
28 - 30 Maggio 2010
Terra Madre Balcani
Sofia, Bulgaria
Luglio 2010
Terra Madre Argentina
Buenos Aires, Argentina
08 - 11 Luglio 2010
Salone del Gusto
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010
Terra Madre
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010
Terra
Madre Day
Internazionale
10 Dicembre, 2010
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Slow Food e Terra
Madre in numeri
Soci: 100.000
Convivium: 1.300
Paesi: 150
Presidi: 314
Prodotti dell'Arca del Gusto:
903
Mercati della Terra: 10
Orti Scolastici: 300
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