| |
Maggio 2010
Versione
stampabile
 |
In
questa edizione: |
 |
Parole chiave di Slow Food...
|
Neo-gastronomia
Il termine neo - o nuova - gastronomia indica una concezione
della gastronomia come approccio multidisciplinare al
cibo, consapevole del forte legame fra piatto, pianeta,
persone e cultura. E’ stato coniato per esprimere
l'evoluzione di Slow Food che, nato come movimento a difesa
del buon cibo, del piacere gastronomico e di un ritmo
di vita più lento (eno-gastronomia), ha poi ampliato
il suo orizzonte per andare ad abbracciare temi come la
qualità della vita e la salute del pianeta su cui
viviamo (eco-gastronomia). La neo-gastronomia aggiunge
un elemento ulteriore a questa visione: il neo-gastronomo
ha un approccio al cibo responsabile e olistico, che combina
l'interesse per la cultura del cibo e del vino con il
desiderio di difendere la biodiversità dei cibi
e dell'ambiente, e considera l'atto del mangiare non solo
una necessità biologica, ma anche un piacere conviviale
da condividere con gli altri. Il neo-gastronomo è
consapevole del fatto che le sue scelte in materia di
cibo hanno effetti diretti sul mercato, e quindi sulla
produzione alimentare, e che possiamo indirizzare le nostre
scelte quotidiane a beneficio del palato, dell'ambiente
e della società.
<
Torna all'indice >
 |
Campagne |
 |
Slow
Fish
Peixe em Lisboa,
un festival in Portogallo |
Portogallo - Il mese scorso si è
tenuta la terza edizione di Peixe em Lisboa, festival
gastronomico dedicato al pesce organizzato dall'Associazione
Turismo di Lisbona, in collaborazione con il municipio
della città.
Slow Food ha partecipato al festival con uno stand gestito
dai quattro convivia portoghesi, per la prima volta impegnati
in un’attività comune. Lo stand è
stato il punto di riferimento per i visitatori in cerca
di informazioni sulla pesca sostenibile. Inoltre, l’evento
è stata l'occasione per lanciare in Portogallo
la campagna internazionale Slow Fish, sensibilizzando
quanti hanno visitato la fiera verso scelte responsabili,
e spingendoli a prediligere pesce fresco, locale e pescato
con tecniche rispettose dell'ambiente.ra
Due piroghe per il Senegal
Senegal - Due piroghe coloratissime,
come vuole la tradizione locale sono state donate dalla
Fondazione Slow Food (grazie a un contributo della regione
Piemonte) alle comunità di donne di tre isole del
delta: Dionewar, Falia, Niodior.
L’attività della Fondazione nell’area
punta ad abbassare la pressione di pesca: le taglie, infatti,
si sono ridotte e le quantità pescate si abbassano
di anno in anno. Così, per garantire nuove entrate
economiche si è pensato di valorizzare la produzione
di sciroppi e confetture prodotte con i frutti spontanei
di cui il Saloum è ricchissimo: karkadè,
pain de seinge, ginger, tamarindo, ditakh e new.
Esisteva tuttavia un problema preliminare da risolvere:
le comunità di donne delle tre isole dipendevano
per gli spostamenti dalla buona volontà di qualche
pescatore nel metter a disposizione la piroga. Il ché
comportava tempi incerti nella raccolta e nel trasporto
dei frutti, costi esorbitanti, difficoltà a organizzare
incontri. Le due barche sono diventate una sorta di simbolo
positivo: hanno obbligato le comunità ad agire
unite e concordi e hanno reso plausibile l’idea
di raccogliere e trasportare frutti in un’area assai
più vasta di quella usata normalmente..
< Torna
all'indice >
 |
Dalla terra alla tavola... |
 |
VII
Congresso Slow Food Italia
Avanti con il
locale |
Italia - Il congresso nazionale di Slow
Food Italia è giunto alla sua settima edizione.
Nella località termale di Abano Terme (Pd), nel
mese di maggio, si sono riuniti 622 delegati provenienti
da 300 condotte di tutta Italia. Tre giorni di interventi
hanno raccontato uno spaccato dell’Italia che si
impegna per la salvaguardia e la promozione del cibo buono,
pulito e giusto. I delegati hanno votato alcune modifiche
significative dello statuto nazionale che vanno verso
una maggiore rappresentatività dell’associazione
sul territorio, attribuendo più responsabilità
ai comitati di condotta e alle assemblee regionali, consentendo
una più ampia condivisione delle scelte a livello
locale.
E’ stato, inoltre, nominato il consiglio nazionale
(organo direttivo) composto da 53 consiglieri indicati
dai congressi regionali che si sono svolti nei mesi scorsi
lungo tutta la Penisola. Roberto Burdese è stato
riconfermato presidente. Silvio Barbero, tra i fondatori
del movimento, ha passato il testimone a Daniele Buttignol,
nuovo segretario nazionale di Slow Food Italia, assumendo
la carica di vice presidente.
Durante il Congresso, i delegati hanno anche approvato
un manifesto per l’educazione: questo documento
è frutto di un lungo lavoro collettivo che ha fornito
la cornice teorica alle attività didattiche e formative
(orti in condotta, Laboratori del Gusto, Master of Food,
ecc…) che Slow Food ha svolto nei suoi anni di attività.
Il manifesto ribadisce il piacere di riappropriarsi dei
propri sensi attraverso esperienze concrete, incoraggiando
lo scambio e il dialogo tra i membri della comunità.
< Torna
all'indice >
 |
Cinque
per mille
Le buone ragioni
per scegliere la Fondazione Slow Food |
Italia - Il dato è confortante:
nel 2008 circa duemila contribuenti (1990) hanno indicato
la Fondazione Slow Food per la Biodiversità come
beneficiaria del cinque per mille, per un valore pari
a € 83.968,20, segnando un incremento del 23% delle
adesioni rispetto al 2007. Sono duemila cittadini che
ringraziamo veramente di cuore, non solo perché
ci hanno garantito un contributo importante, ma perché
hanno compreso la forte impronta etica di una donazione
alla Fondazione Slow Food. Purtroppo, molte persone (compresi
numerosi soci, ahinoi) pensano che le attività
della Fondazione non siamo abbastanza umanitarie e, al
momento di evidenziare la scelta, si affidano ad altre
opzioni. Lo fanno perché credono non sia il caso
di affidare l’obolo ad un’associazione che
organizza eventi fieristici, che stampa guide enogastronomiche,
che assegna un ruolo primario al diritto al piacere. Dispiace
che anche tra i nostri associati siano molti, troppi,
a equivocare: dal 2003 la Fondazione Slow Food –
una Onlus che appartiene a Slow Food, ma che ha un bilancio
e una gestione completamente autonoma – opera nel
sud del mondo con numerosi progetti per la salvaguardia
delle economie locali, l’educazione del gusto, la
valorizzazione di un’agricoltura di piccola scala,
l’unica in grado di garantire la sovranità
alimentare. E lo fa in perfetta sintonia con le grandi
strategie di Slow Food, senza contraddire nulla di quanto
andiamo promuovendo da venti e più anni, ma calibrandone
la portata rispetto alle enormi, problematiche specificità
del Sud del mondo.
Il buono, pulito e giusto è una bussola straordinariamente
efficace anche nei paesi poveri e non è una piaggeria
affermare a piena voce che - anche in quei territori -
si ha il diritto ad un cibo di qualità, oltre che
sufficiente. Dunque, quando sarà il momento di
barrare la casella delle opzioni, fate la vostra scelta
senza pregiudizi: se pensate che la contingenza debba
avere la priorità, guardate pure a chi dell’intervento
di emergenza ha fatto il suo focus. Se volete sostenere
un modo nuovo di fare agricoltura, mercato ed educazione
nel sud del mondo, fate riferimento anche alla Fondazione
Slow Food. Leggete il nostro bilancio sociale e vi renderete
conto di quanto lavoro riusciamo a fare con risorse, tutto
sommato, limitate.
Piero Sardo
Presidente della Fondazione Slow Food per
la Biodiversità
<
Torna all'indice >
 |
Cuore
cosciente, pancia piena
Slow Food Quetzaltenango
(Guatemala) in festa con gusto e responsabilità |
Guatemala - Alimenti
locali, cultura, terra, lavoro e buon governo: sono questi
gli ingredienti della seconda edizione della fiera "Cuore
cosciente, pancia piena”, organizzata a Quetzaltenango
(Guatemala) dal convivium locale e dal Movimiento Emergente
all’inizio del mese. Il convivium ha organizzato
Laboratori del Gusto con cuochi locali, seminari, un mercato,
attività culturali, spazi di socializzazione a
tavola. “All'interno delle culture millenarie del
Guatemala - hanno spiegato gli organizzatori - l'atto
del mangiare e la gastronomia hanno un peso decisivo.
Per questo motivo, oggi, una nuova rivoluzione si deve
basare sulla creazione di comunità coscienti, che
producono alimenti di qualità nel rispetto della
Madre Terra e dei lavoratori”. Il convivium Quetzaltenango,
nel corso della fiera, ha presentato i risultati del progetto
di educazione "Cultivando Vida", realizzato
con il supporto di Slow Food Internazionale nelle scuole
della regione. Il progetto ha previsto un percorso di
formazione sul cibo e sul suo legame con il territorio
e la cultura maya, attraverso il linguaggio del teatro
e del gioco.
Clicca
qui per ulteriori informazioni.
Ramínez De León Pablo
teco125000@hotmail.com
< Torna
all'indice >
 |
Vini
giovani, tradizioni antiche
Un festival per
la nuova annata, con Slow Food Tbilisi (Georgia) |
Georgia – Produttori vinicoli,
proprietari di piccole cantine, giornalisti, rappresentanti
delle autorità locali, esperti e appassionati si
sono riuniti all’inizio di maggio in occasione del
“Festival del vino nuovo”, mossi dalla passione
per il vino georgiano. I visitatori sono stati accolti
nel Museo etnografico di Tbilisi, dove si è tenuta
una degustazione della vendemmia 2009, accompagnata da
cibo, canti e musica tradizionale. Tra i partecipanti
del festival c’erano anche i produttori del vino
georgiano in anfora delle regioni di Kakheti e di Imereti.
I rappresentanti di questo Presidio Slow Food hanno proposto
in degustazione il vino che sarà presentato anche
al Salone del Gusto, ad ottobre. Secondo le parole di
Malkhaz Kharbedia, presidente del “Wine Club”
che ha organizzato l’evento, “lo scopo del
festival era riunire la gente che ama il vino georgiano,
che vuole tutelarlo e migliorarlo”.
Per ulteriori informazioni:
Maka Samatelli
Fiduciaria del convivium Slow Food Tbilisi
mszgc@access.sanet.ge
< Torna all'indice
>
 |
Uniti
dal cacao
Uno scambio di
esperienze tra Ecuador e Messico |
Ecuador - Tre rappresentanti del Presidio
del cacao della Chontalpa (Messico) hanno visitato il
Presidio ecudoriano del cacao nacional. Per una settimana,
i produttori messicani hanno visitato le piantagioni di
cacao, le strutture per la fermentazione ed essicazione,
i locali di produzione di cioccolato della cooperativa
Kallari, in Ecuador.
Il Presidio ecuadoriano è uno dei pochi progetti
di comunità indigena a poter contare su una struttura
comune per la fermentazione e l'essicazione delle fave,
che consente di ottenere un prodotto eccellente e omogeneo,
ormai famoso ed esportato anche negli USA. L’opportunità
di studiare a fondo l’esperienza ecuadoriana, per
i produttori messicani, è stata uno stimolo per
lo sviluppo e il miglioramento del progetto in Tabasco.
"Siamo molto felici per l'opportunità che
abbiamo avuto di conoscere l'esperienza della cooperativa
Kallari, che è ammirabile, un vero esempio di lavoro
ben organizzato e sostenibile," dice Alma Rosa Medina
Garcés, direttrice dell’Asesoría Técnica
en Cultivos Orgánicos, l'associazione locale che,
dal 2000, supporta i produttori messicani. "Questa
visita ci servirà per il lavoro che stiamo portando
avanti con il Presidio del cacao della Chontalpa, in Messico"
Per ulteriori informazioni:
Alma Rosa Garcés Medina
Chontalpa Cacao Presidium
atcovillahermosa@yahoo.com.mx
Elias Alvarado
Cacao Nacional Presidium
eliasala@latinmail.com
< Torna all'indice >
Voci di Terra Madre
 |
Una
resistenza durata 30 anni
Francia
- Ad aprile, si è svolta la festa annuale
dei Presìdi francesi. Nell’ambito
di un fine settimana dedicato alla biodiversità,
la giornata dei Presìdi è stata
occasione di incontro, condivisione di esperienze
e scambio di idee nuove per i produttori e per
tutti coloro che lavorano per la promozione di
una alimentazione buona, pulita e giusta. Marie-Lise
Broueilh, produttrice del Presidio francese ci
racconta la sua esperienza... |
 |
| |
"Continuare
ad allevare il mouton barèges-gavarnie,
una razza capace di resistere alle dure
caratteristiche geoclimatiche delle nostre
valli, ha significato intraprendere una
lotta durata trent'anni. Il mouton è
allevato all’aperto, in montagna,
e richiede un lungo periodo di crescita
(circa due anni). Per questo, razze più
produttive ne minacciavano l'esistenza.
Per far fronte a questa situazione, dieci
allevatori hanno deciso di proteggere
il mouton Barèges-gavarnie: negli
anni '80 hanno resistito alle svantaggiose
condizioni commerciali del mercato locale,
hanno promosso la nascita dei primi mattatoi
locali e di punti di vendita diretta..." |
|
| |
|
|
| |
Clicca
qui per leggere il resto della storia
sul sito di Terra Madre.
Marie-Lise Broueilh
Referente del Presidio del
mouton Barèges-gavarnie (Francia)
moutonbg@free.fr
|
|
|
 |
<
Torna all'indice >
Tradizioni
alimentari
 |
Eat
the world
Una coppia portoghese
gira il mondo alla scoperta delle tradizioni gastronomiche
|
Una coppia portoghese, lui chef
lei scrittrice, entrambi amici di Slow Food, è
partita per un viaggio intorno al mondo, per scoprire
le diverse culture attraverso i piaceri della tavola
e condividere quest'esperienza n il proprio paese.
Con il loro progetto Eat the World, Maria e Francisco
Martins da Silva visiteranno 23 paesi nell'arco di 365
giorni, vivendo con le famiglie e imparando ricette
e tecniche dalle persone del luogo, dalle casalinghe
agli chef rinomati. Questi incontri saranno documentati
sul loro sito e raccontati con cadenza regolare su un
quotidiano nazionale portoghese e su una rivista di
gastronomia. “Il nostro intento è far sapere
alla società portoghese quello che succede in
diversi paesi del mondo: cosa mangia la gente, le tradizioni
locali, da dove arriva il nostro cibo, ecc. - scrive
la coppia - crediamo che l'arte culinaria sia un'estensione
del nostro patrimonio culturale, storico e religioso...
Vogliamo svelare la gastronomia locale, scoprire il
mondo attraverso la cucina e descriverlo sulla carta,
rivelandolo anche agli altri.”
Da quando è partita dal Portogallo (a febbraio),
la coppia ha visitato il Mozambico, Zanzibar, il Regno
Unito, la Turchia, la Siria, la Giordania, il Libano,
Israele e Dubai ed è ora diretta alla volta dell'Asia
e quindi del Nord e Sud America. Il racconto, le foto
e i video delle ricette sono pubblicati sul loro sito
Eat
the World.
Cliccate
qui per leggere la storia completa in inglese sul
sito di Slow Food.
<
Torna all'indice >
Cibo
per la mente
 |
Giardinieri
creativi
Gli abitanti
delle città propongono soluzioni creative
per coltivare i propri ortaggi |
UK - Il desiderio di risparmiare,
il crescente interesse per la provenienza dei cibi e
la sfiducia verso le industrie alimentari stanno spingendo
artisti e cittadini a cercare spazi e metodi alternativi
per praticare l'orticoltura urbana, dimostrando che
la scarsità di aree coltivabili non comporta
necessariamente la rinuncia a coltivare i propri ortaggi.
Nelle città inglesi a maggiore densità
di popolazione, in molti stanno iniziando a dedicarsi
all'orticoltura da terrazzo, spesso condividendo la
loro esperienza sui blog. “Non c'è bisogno
di un terreno o di un giardino per produrre il proprio
cibo autonomamente; [in UK] abbiamo l'equivalente di
344 campi da calcio di spazio coltivabile proprio sui
nostri davanzali”, dice Fiona Reynolds, del National
Trust, che ha lanciato all'inizio di quest'anno una
campagna per la auto-coltivazione.
Nel frattempo, in Francia, un gruppo
di designer di arredo urbano ha lanciato una linea di
mini-orti portatili, costituiti da borse in materiale
poroso. L'idea è stata concepita dalla Bacsac
come soluzione alle limitazioni poste dal tradizionale
giardinaggio da terrazzo, e consiste nell'uso di borse
che possono essere spostate facilmente, offrendo infinite
possibilità per l’orticoltura nelle aree
urbane.
Cliccate
qui per l'articolo completo in inglese.
Un orto verticale a San
Francisco
USA – Il convivium Slow Food
di San Francisco ha collaborato alla realizzazione di
un orto scolastico verticale della città. L'orto
verticale senza-suolo della scuola elementare Sanchez
è montato su una rete metallica sospesa e non
sottrae spazio al gioco dei bambini. Concepito secondo
criteri di sostenibilità, l'orto utilizza la
tecnologia idroponica ed è alimentato con energia
rinnovabile. Il convivium spera che la Sanchez diventi
un modello per altre scuole urbane, specialmente per
quelle che hanno poco spazio a disposizione.
Clicccate
qui per saperne di più e
visitate il blog di Slow Food USA.
< Torna
all'indice >
 |
Il
sapore della fame
Una scrittrice
americana sperimenta la dieta delle popolazioni
più povere |
USA - Con lo scopo di esplorare, esaminare
e portare al centro dell'attenzione il dramma della
fame, la scrittrice Natasha Burge, per sette giorni,
ha seguito la dieta delle popolazioni più povere.
La Burge, in pratica, ha vissuto secondo il regime alimentare
di oltre un miliardo di uomini, donne e bambini cronicamente
denutriti.
Contemporaneamente, la scrittrice ha indagato le cause
e le possibili soluzioni al devastante fenomeno della
fame cronica. “La rabbia e lo sconforto in cui
mi ha gettato questa ricerca – spiega la Burge
- sono state accompagnate anche dalla speranza, poiché
ci sono al mondo migliaia di persone che dedicano la
loro vita a combattere questa tragedia ... Se ogni persona
al mondo potesse sentirsi così almeno per una
settimana nella propria vita, la denutrizione cronica
sarebbe sconfitta definitivamente. Una volta provata
questa stretta allo stomaco vuoto, questa debolezza
che ti fa tremare le gambe, nessuno vorrebbe più
permettere che altri esseri umani provino simili sofferenze.”
Cliccate
qui per leggere l'articolo completo in inglese
Libri
e film
 |
Il
business dei maiali
|
Il documentario Pig Business del
regista Tracy Worcester rivela il vero prezzo dell'economica
carne di maiale e descrive il sistema sconvolgente dell'industria
per produrre ogni anno oltre un milione di tonnellate
di carne suina destinata al mercato del Regno Unito.
La sofferenza degli animali, i danni per la salute umana
e per l'ambiente e la minaccia alla sopravvivenza dei
piccoli allevatori sono alcune delle questioni sollevate
dal documentario, proiettato questo mese da Slow Food
North Yorkshire. Il dvd sarà fornito gratuitamente
a chiunque desideri organizzare una proiezione.
Cliccate
qui per leggere l'articolo completo sul sito di
Slow Food in inglese
Visitate il
sito di Pig Business per maggiori informazioni sul
film e sulla campagna, per vedere l'intero film online
o per organizzare una proiezione.
< Torna
all'indice >
 |
Miele
e limoni: un giro della Sicilia in Vespa
|
Il giornalista Matthew Fort (che
si è fatto sentire di recente con un’aperta
critica al governo italiano per il suo sostegno all'hamburger
McItaly) racconta, in Sweet Honey, Bitter Lemons, una
Sicilia decifrata attraverso i suoi cibi e scoperta
durante un viaggio in Vespa. Esplorando la più
grande isola del Mediterraneo, Fort scopre e si gode
i cibi locali ovunque possa farlo: antipasti in paesini
fatiscenti, gelato al limone su una riviera spettacolare,
acciughe sotto un cielo tempestato di stelle. Catturato
dall'intensità della vita in Sicilia, dagli straordinari
paesaggi e dalle tradizioni, l'autore scopre come la
vibrante cultura gastronomica dell'isola sia legata
al suo passato, spesso turbolento.
Sweet
Honey, Bitter Lemons: Travels in Sicily on a Vespa,
2008, Ebury Press.
<
Torna all'indice >
 |
Un
anno a impatto zero
|
Il libro racconta in maniera simpatica
le avventure di un uomo con moglie, figlia e cane che
- nel cuore di Manhattan - cambia in maniera radicale
le proprie abitudini. Leggendolo, si possono scoprire
molte pratiche quotidiane per ridurre il nostro impatto
ambientale. La parte dedicata al cibo è illuminante:
mangiando in modo sostenibile aumenta il piacere del
cibo, ma anche la qualità delle relazioni personali.
Un
anno a impatto zero, Colin Beavan, 2009, Cairo Editore.
< Torna
all'indice >
|
|
|
|
 |
| |
Contro
lo spreco, la geniale cucina degli avanzi
La tradizione delle “virtù
teramane” che si svolge ogni anno in Abruzzo
ai primi di maggio è un rito popolare del
passato che ci spinge a riflettere sul presente
e sul futuro. La società contadina che
l’ha concepito non esiste più, ma
resta perfettamente valido e attuale per questi
tempi spreconi e distratti.
Si tratta di un piatto e le protagoniste, come
sempre in questi casi, sono le donne. La loro
virtù sta nel riuscire a fare bene questa
preparazione molto complessa, in cui il savoir
faire è decisivo. La base di partenza sono
gli avanzi rimasti nella dispensa dopo l’inverno:
legumi secchi, pasta di varie tipologie, resti
del maiale che la donna doveva essere brava a
recuperare. Il piatto unisce questi avanzi alle
verdure nuove di primavera, alla pasta fresca,
a pezzetti di prosciutto o polpettine fritte.
Non c’è una ricetta unica, l’abilità
sta nel saper trasformare un’infinita lista
d’ingredienti in qualcosa di diverso da
un semplice minestrone.
È una ricetta illuminante, perché
ci insegna il valore del risparmio, del riuso
e del riciclo, perché è un inno
contro lo spreco, ma è anche un simbolo
di condivisione e di appartenenza a una comunità.
Le famiglie, infatti, devono offrirla ai vicini
e ai parenti. Dimenticarsi di qualcuno spesso
dava anche adito a litigi, causava l’incrinarsi
di rapporti o ne sanciva la rottura.
Quando mi dicono che il cibo buono costa caro,
rispondo citando le virtù teramane, perché
sono anche un piatto di una rara bontà.
E se una volta erano fatte davvero a costo zero,
oggi non ci fanno certo svenare. E’ importante
cogliere il senso di questa tradizione: bisogna
tornare alla cucina degli avanzi, essere parsimoniosi
con il cibo nel nostro frigorifero, dopo averlo
pagato il giusto ai contadini. Le virtù
ci insegnano che il cibo è prezioso, che
possiamo tirare fuori cose geniali da ciò
che ci avanza. Ci riconducono anche al significato
sociale del cibo, a una reciprocità che
in tempi di crisi diventa un elemento economico
rivoluzionario. Cerchiamo nel nostro piccolo di
realizzare le virtù a casa nostra, e partiamo
da maggio: facciamone il mese della lotta allo
spreco in campo alimentare. Per noi, per il Pianeta
e per chi ne ha un dannato bisogno. Che la tradizione
si rinnovi e che dimostri la sua modernità.
Vorrei proporre ai grandi chef creativi, di mettersi
un poco al servizio della cucina degli avanzi
e di inventare per noi nuove ricette atte a recuperare
e riutilizzare gli ingredienti che abbiamo in
casa. Ma soprattutto, vorrei che le comunità
di Terra Madre ci segnalassero le loro ricette
tradizionali fatte con gli avanzi, che le raccontassero
e che potessimo raccoglierle tutte per metterle
a disposizione della rete: potrebbe essere l’inizio
del futuro della gastronomia, partendo dal passato..
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food
Internazionale
|
|
|
|
| |
Slow Food lavora per aiutare
le comunità di tutto il mondo a rafforzare
il proprio sistema alimentare, perchè tutti
abbiano accesso ad un cibo buono e prodotto nel
rispetto dell'ambiente e delle culture locali.
Aiutaci a portare avanti queste attività
concrete e a costruire un domani diverso.
|
|
|
 |
| Entra
a far parte di una |
grande
comunità internazionale che difende l’agricoltura,
la pesca e l’allevamento sostenibili.
Celebra il piacere che i migliori cibi del mondo
ci offrono in tutta la loro varietà.
servicecentre
@slowfood.com
|
|
| |
.........................................................................
| |
CALENDARIO
Terra Madre Balcani
Sofia, Bulgaria
Luglio 2010
Terra Madre Argentina
Buenos Aires, Argentina
08 - 11 Luglio 2010
Salone del Gusto
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010
Terra Madre
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010
Terra
Madre Day
Internazionale
10 Dicembre, 2010
|
|
.........................................................................
| |
Slow Food e Terra
Madre in numeri
Soci: 100.000
Convivium: 1.300
Paesi: 150
Presidi: 314
Prodotti dell'Arca del Gusto:
903
Mercati della Terra: 10
Orti Scolastici: 300
|
|
|
| |
 |
|