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  Maggio 2010

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In questa edizione:
 

Editoriale di Carlo Petrini

Parole chiave di Slow Food
Neo-gastronomia

Campagne
Slow Fish
La rete in azione

Dalla terra alla tavola...
VII Congresso Slow Food Italia
Avanti con il locale

Cinque per mille

Le buone ragioni per scegliere la Fondazione Slow Food

Cuore cosciente, pancia piena
Slow Food Quetzaltenango (Guatemala) in festa con gusto e responsabilità

Vini giovani, tradizioni antiche

Un festival per la nuova annata, con Slow Food Tbilisi (Georgia)

Uniti dal cacao
Uno scambio di esperienze tra Ecuador e Messico

Voci di Terra Madre
Una resistenza durata 30 anni

Tradizioni alimentari
Eat the world
Una coppia portoghese gira il mondo alla scoperta delle tradizioni gastronomiche

Cibo per la mente
Giardinieri creativi
Gli abitanti delle città propongono soluzioni creative per coltivare i propri ortaggi

Il sapore della fame
Una scrittrice americana sperimenta la dieta delle popolazioni più povere

Libri e film
Il business dei maiali

Miele e limoni: un giro della Sicilia in Vespa

Un anno a impatto zero

Calendario

 
     


Parole chiave di Slow Food...
 

Neo-gastronomia

Il termine neo - o nuova - gastronomia indica una concezione della gastronomia come approccio multidisciplinare al cibo, consapevole del forte legame fra piatto, pianeta, persone e cultura. E’ stato coniato per esprimere l'evoluzione di Slow Food che, nato come movimento a difesa del buon cibo, del piacere gastronomico e di un ritmo di vita più lento (eno-gastronomia), ha poi ampliato il suo orizzonte per andare ad abbracciare temi come la qualità della vita e la salute del pianeta su cui viviamo (eco-gastronomia). La neo-gastronomia aggiunge un elemento ulteriore a questa visione: il neo-gastronomo ha un approccio al cibo responsabile e olistico, che combina l'interesse per la cultura del cibo e del vino con il desiderio di difendere la biodiversità dei cibi e dell'ambiente, e considera l'atto del mangiare non solo una necessità biologica, ma anche un piacere conviviale da condividere con gli altri. Il neo-gastronomo è consapevole del fatto che le sue scelte in materia di cibo hanno effetti diretti sul mercato, e quindi sulla produzione alimentare, e che possiamo indirizzare le nostre scelte quotidiane a beneficio del palato, dell'ambiente e della società.

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Campagne

 
Slow Fish
Peixe em Lisboa, un festival in Portogallo

Portogallo - Il mese scorso si è tenuta la terza edizione di Peixe em Lisboa, festival gastronomico dedicato al pesce organizzato dall'Associazione Turismo di Lisbona, in collaborazione con il municipio della città.
Slow Food ha partecipato al festival con uno stand gestito dai quattro convivia portoghesi, per la prima volta impegnati in un’attività comune. Lo stand è stato il punto di riferimento per i visitatori in cerca di informazioni sulla pesca sostenibile. Inoltre, l’evento è stata l'occasione per lanciare in Portogallo la campagna internazionale Slow Fish, sensibilizzando quanti hanno visitato la fiera verso scelte responsabili, e spingendoli a prediligere pesce fresco, locale e pescato con tecniche rispettose dell'ambiente.ra


Due piroghe per il Senegal

Senegal - Due piroghe coloratissime, come vuole la tradizione locale sono state donate dalla Fondazione Slow Food (grazie a un contributo della regione Piemonte) alle comunità di donne di tre isole del delta: Dionewar, Falia, Niodior.
L’attività della Fondazione nell’area punta ad abbassare la pressione di pesca: le taglie, infatti, si sono ridotte e le quantità pescate si abbassano di anno in anno. Così, per garantire nuove entrate economiche si è pensato di valorizzare la produzione di sciroppi e confetture prodotte con i frutti spontanei di cui il Saloum è ricchissimo: karkadè, pain de seinge, ginger, tamarindo, ditakh e new.
Esisteva tuttavia un problema preliminare da risolvere: le comunità di donne delle tre isole dipendevano per gli spostamenti dalla buona volontà di qualche pescatore nel metter a disposizione la piroga. Il ché comportava tempi incerti nella raccolta e nel trasporto dei frutti, costi esorbitanti, difficoltà a organizzare incontri. Le due barche sono diventate una sorta di simbolo positivo: hanno obbligato le comunità ad agire unite e concordi e hanno reso plausibile l’idea di raccogliere e trasportare frutti in un’area assai più vasta di quella usata normalmente..

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Dalla terra alla tavola...

VII Congresso Slow Food Italia
Avanti con il locale

Italia - Il congresso nazionale di Slow Food Italia è giunto alla sua settima edizione. Nella località termale di Abano Terme (Pd), nel mese di maggio, si sono riuniti 622 delegati provenienti da 300 condotte di tutta Italia. Tre giorni di interventi hanno raccontato uno spaccato dell’Italia che si impegna per la salvaguardia e la promozione del cibo buono, pulito e giusto. I delegati hanno votato alcune modifiche significative dello statuto nazionale che vanno verso una maggiore rappresentatività dell’associazione sul territorio, attribuendo più responsabilità ai comitati di condotta e alle assemblee regionali, consentendo una più ampia condivisione delle scelte a livello locale.
E’ stato, inoltre, nominato il consiglio nazionale (organo direttivo) composto da 53 consiglieri indicati dai congressi regionali che si sono svolti nei mesi scorsi lungo tutta la Penisola. Roberto Burdese è stato riconfermato presidente. Silvio Barbero, tra i fondatori del movimento, ha passato il testimone a Daniele Buttignol, nuovo segretario nazionale di Slow Food Italia, assumendo la carica di vice presidente.
Durante il Congresso, i delegati hanno anche approvato un manifesto per l’educazione: questo documento è frutto di un lungo lavoro collettivo che ha fornito la cornice teorica alle attività didattiche e formative (orti in condotta, Laboratori del Gusto, Master of Food, ecc…) che Slow Food ha svolto nei suoi anni di attività. Il manifesto ribadisce il piacere di riappropriarsi dei propri sensi attraverso esperienze concrete, incoraggiando lo scambio e il dialogo tra i membri della comunità.

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Cinque per mille
Le buone ragioni per scegliere la Fondazione Slow Food

Italia - Il dato è confortante: nel 2008 circa duemila contribuenti (1990) hanno indicato la Fondazione Slow Food per la Biodiversità come beneficiaria del cinque per mille, per un valore pari a € 83.968,20, segnando un incremento del 23% delle adesioni rispetto al 2007. Sono duemila cittadini che ringraziamo veramente di cuore, non solo perché ci hanno garantito un contributo importante, ma perché hanno compreso la forte impronta etica di una donazione alla Fondazione Slow Food. Purtroppo, molte persone (compresi numerosi soci, ahinoi) pensano che le attività della Fondazione non siamo abbastanza umanitarie e, al momento di evidenziare la scelta, si affidano ad altre opzioni. Lo fanno perché credono non sia il caso di affidare l’obolo ad un’associazione che organizza eventi fieristici, che stampa guide enogastronomiche, che assegna un ruolo primario al diritto al piacere. Dispiace che anche tra i nostri associati siano molti, troppi, a equivocare: dal 2003 la Fondazione Slow Food – una Onlus che appartiene a Slow Food, ma che ha un bilancio e una gestione completamente autonoma – opera nel sud del mondo con numerosi progetti per la salvaguardia delle economie locali, l’educazione del gusto, la valorizzazione di un’agricoltura di piccola scala, l’unica in grado di garantire la sovranità alimentare. E lo fa in perfetta sintonia con le grandi strategie di Slow Food, senza contraddire nulla di quanto andiamo promuovendo da venti e più anni, ma calibrandone la portata rispetto alle enormi, problematiche specificità del Sud del mondo.
Il buono, pulito e giusto è una bussola straordinariamente efficace anche nei paesi poveri e non è una piaggeria affermare a piena voce che - anche in quei territori - si ha il diritto ad un cibo di qualità, oltre che sufficiente. Dunque, quando sarà il momento di barrare la casella delle opzioni, fate la vostra scelta senza pregiudizi: se pensate che la contingenza debba avere la priorità, guardate pure a chi dell’intervento di emergenza ha fatto il suo focus. Se volete sostenere un modo nuovo di fare agricoltura, mercato ed educazione nel sud del mondo, fate riferimento anche alla Fondazione Slow Food. Leggete il nostro bilancio sociale e vi renderete conto di quanto lavoro riusciamo a fare con risorse, tutto sommato, limitate.

Piero Sardo
Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità

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Cuore cosciente, pancia piena
Slow Food Quetzaltenango (Guatemala) in festa con gusto e responsabilità


Guatemala - Alimenti locali, cultura, terra, lavoro e buon governo: sono questi gli ingredienti della seconda edizione della fiera "Cuore cosciente, pancia piena”, organizzata a Quetzaltenango (Guatemala) dal convivium locale e dal Movimiento Emergente all’inizio del mese. Il convivium ha organizzato Laboratori del Gusto con cuochi locali, seminari, un mercato, attività culturali, spazi di socializzazione a tavola. “All'interno delle culture millenarie del Guatemala - hanno spiegato gli organizzatori - l'atto del mangiare e la gastronomia hanno un peso decisivo. Per questo motivo, oggi, una nuova rivoluzione si deve basare sulla creazione di comunità coscienti, che producono alimenti di qualità nel rispetto della Madre Terra e dei lavoratori”. Il convivium Quetzaltenango, nel corso della fiera, ha presentato i risultati del progetto di educazione "Cultivando Vida", realizzato con il supporto di Slow Food Internazionale nelle scuole della regione. Il progetto ha previsto un percorso di formazione sul cibo e sul suo legame con il territorio e la cultura maya, attraverso il linguaggio del teatro e del gioco.

Clicca qui per ulteriori informazioni.

Ramínez De León Pablo

teco125000@hotmail.com

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Vini giovani, tradizioni antiche
Un festival per la nuova annata, con Slow Food Tbilisi (Georgia)

Georgia – Produttori vinicoli, proprietari di piccole cantine, giornalisti, rappresentanti delle autorità locali, esperti e appassionati si sono riuniti all’inizio di maggio in occasione del “Festival del vino nuovo”, mossi dalla passione per il vino georgiano. I visitatori sono stati accolti nel Museo etnografico di Tbilisi, dove si è tenuta una degustazione della vendemmia 2009, accompagnata da cibo, canti e musica tradizionale. Tra i partecipanti del festival c’erano anche i produttori del vino georgiano in anfora delle regioni di Kakheti e di Imereti. I rappresentanti di questo Presidio Slow Food hanno proposto in degustazione il vino che sarà presentato anche al Salone del Gusto, ad ottobre. Secondo le parole di Malkhaz Kharbedia, presidente del “Wine Club” che ha organizzato l’evento, “lo scopo del festival era riunire la gente che ama il vino georgiano, che vuole tutelarlo e migliorarlo”.

Per ulteriori informazioni:
Maka Samatelli
Fiduciaria del convivium Slow Food Tbilisi mszgc@access.sanet.ge


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Uniti dal cacao
Uno scambio di esperienze tra Ecuador e Messico

Ecuador - Tre rappresentanti del Presidio del cacao della Chontalpa (Messico) hanno visitato il Presidio ecudoriano del cacao nacional. Per una settimana, i produttori messicani hanno visitato le piantagioni di cacao, le strutture per la fermentazione ed essicazione, i locali di produzione di cioccolato della cooperativa Kallari, in Ecuador.
Il Presidio ecuadoriano è uno dei pochi progetti di comunità indigena a poter contare su una struttura comune per la fermentazione e l'essicazione delle fave, che consente di ottenere un prodotto eccellente e omogeneo, ormai famoso ed esportato anche negli USA. L’opportunità di studiare a fondo l’esperienza ecuadoriana, per i produttori messicani, è stata uno stimolo per lo sviluppo e il miglioramento del progetto in Tabasco.
"Siamo molto felici per l'opportunità che abbiamo avuto di conoscere l'esperienza della cooperativa Kallari, che è ammirabile, un vero esempio di lavoro ben organizzato e sostenibile," dice Alma Rosa Medina Garcés, direttrice dell’Asesoría Técnica en Cultivos Orgánicos, l'associazione locale che, dal 2000, supporta i produttori messicani. "Questa visita ci servirà per il lavoro che stiamo portando avanti con il Presidio del cacao della Chontalpa, in Messico"

Per ulteriori informazioni:

Alma Rosa Garcés Medina

Chontalpa Cacao Presidium
atcovillahermosa@yahoo.com.mx

Elias Alvarado
Cacao Nacional Presidium
eliasala@latinmail.com
 

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  Voci di Terra Madre


Una resistenza durata 30 anni
Francia - Ad aprile, si è svolta la festa annuale dei Presìdi francesi. Nell’ambito di un fine settimana dedicato alla biodiversità, la giornata dei Presìdi è stata occasione di incontro, condivisione di esperienze e scambio di idee nuove per i produttori e per tutti coloro che lavorano per la promozione di una alimentazione buona, pulita e giusta. Marie-Lise Broueilh, produttrice del Presidio francese ci racconta la sua esperienza...
 

"Continuare ad allevare il mouton barèges-gavarnie, una razza capace di resistere alle dure caratteristiche geoclimatiche delle nostre valli, ha significato intraprendere una lotta durata trent'anni. Il mouton è allevato all’aperto, in montagna, e richiede un lungo periodo di crescita (circa due anni). Per questo, razze più produttive ne minacciavano l'esistenza. Per far fronte a questa situazione, dieci allevatori hanno deciso di proteggere il mouton Barèges-gavarnie: negli anni '80 hanno resistito alle svantaggiose condizioni commerciali del mercato locale, hanno promosso la nascita dei primi mattatoi locali e di punti di vendita diretta..."

 
     
  Clicca qui per leggere il resto della storia sul sito di Terra Madre.

Marie-Lise Broueilh
Referente del Presidio del mouton Barèges-gavarnie (Francia)
moutonbg@free.fr

 

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Tradizioni alimentari


Eat the world
Una coppia portoghese gira il mondo alla scoperta delle tradizioni gastronomiche

Una coppia portoghese, lui chef lei scrittrice, entrambi amici di Slow Food, è partita per un viaggio intorno al mondo, per scoprire le diverse culture attraverso i piaceri della tavola e condividere quest'esperienza n il proprio paese.
Con il loro progetto Eat the World, Maria e Francisco Martins da Silva visiteranno 23 paesi nell'arco di 365 giorni, vivendo con le famiglie e imparando ricette e tecniche dalle persone del luogo, dalle casalinghe agli chef rinomati. Questi incontri saranno documentati sul loro sito e raccontati con cadenza regolare su un quotidiano nazionale portoghese e su una rivista di gastronomia. “Il nostro intento è far sapere alla società portoghese quello che succede in diversi paesi del mondo: cosa mangia la gente, le tradizioni locali, da dove arriva il nostro cibo, ecc. - scrive la coppia - crediamo che l'arte culinaria sia un'estensione del nostro patrimonio culturale, storico e religioso... Vogliamo svelare la gastronomia locale, scoprire il mondo attraverso la cucina e descriverlo sulla carta, rivelandolo anche agli altri.”
Da quando è partita dal Portogallo (a febbraio), la coppia ha visitato il Mozambico, Zanzibar, il Regno Unito, la Turchia, la Siria, la Giordania, il Libano, Israele e Dubai ed è ora diretta alla volta dell'Asia e quindi del Nord e Sud America. Il racconto, le foto e i video delle ricette sono pubblicati sul loro sito Eat the World.

Cliccate qui per leggere la storia completa in inglese sul sito di Slow Food.


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Cibo per la mente


Giardinieri creativi
Gli abitanti delle città propongono soluzioni creative per coltivare i propri ortaggi

UK - Il desiderio di risparmiare, il crescente interesse per la provenienza dei cibi e la sfiducia verso le industrie alimentari stanno spingendo artisti e cittadini a cercare spazi e metodi alternativi per praticare l'orticoltura urbana, dimostrando che la scarsità di aree coltivabili non comporta necessariamente la rinuncia a coltivare i propri ortaggi. Nelle città inglesi a maggiore densità di popolazione, in molti stanno iniziando a dedicarsi all'orticoltura da terrazzo, spesso condividendo la loro esperienza sui blog. “Non c'è bisogno di un terreno o di un giardino per produrre il proprio cibo autonomamente; [in UK] abbiamo l'equivalente di 344 campi da calcio di spazio coltivabile proprio sui nostri davanzali”, dice Fiona Reynolds, del National Trust, che ha lanciato all'inizio di quest'anno una campagna per la auto-coltivazione.

Nel frattempo, in Francia, un gruppo di designer di arredo urbano ha lanciato una linea di mini-orti portatili, costituiti da borse in materiale poroso. L'idea è stata concepita dalla Bacsac come soluzione alle limitazioni poste dal tradizionale giardinaggio da terrazzo, e consiste nell'uso di borse che possono essere spostate facilmente, offrendo infinite possibilità per l’orticoltura nelle aree urbane.

Cliccate qui per l'articolo completo in inglese.


Un orto verticale a San Francisco

USA – Il convivium Slow Food di San Francisco ha collaborato alla realizzazione di un orto scolastico verticale della città. L'orto verticale senza-suolo della scuola elementare Sanchez è montato su una rete metallica sospesa e non sottrae spazio al gioco dei bambini. Concepito secondo criteri di sostenibilità, l'orto utilizza la tecnologia idroponica ed è alimentato con energia rinnovabile. Il convivium spera che la Sanchez diventi un modello per altre scuole urbane, specialmente per quelle che hanno poco spazio a disposizione.

Clicccate qui per saperne di più e visitate il blog di Slow Food USA.

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Il sapore della fame
Una scrittrice americana sperimenta la dieta delle popolazioni più povere

USA - Con lo scopo di esplorare, esaminare e portare al centro dell'attenzione il dramma della fame, la scrittrice Natasha Burge, per sette giorni, ha seguito la dieta delle popolazioni più povere. La Burge, in pratica, ha vissuto secondo il regime alimentare di oltre un miliardo di uomini, donne e bambini cronicamente denutriti.
Contemporaneamente, la scrittrice ha indagato le cause e le possibili soluzioni al devastante fenomeno della fame cronica. “La rabbia e lo sconforto in cui mi ha gettato questa ricerca – spiega la Burge - sono state accompagnate anche dalla speranza, poiché ci sono al mondo migliaia di persone che dedicano la loro vita a combattere questa tragedia ... Se ogni persona al mondo potesse sentirsi così almeno per una settimana nella propria vita, la denutrizione cronica sarebbe sconfitta definitivamente. Una volta provata questa stretta allo stomaco vuoto, questa debolezza che ti fa tremare le gambe, nessuno vorrebbe più permettere che altri esseri umani provino simili sofferenze.”

Cliccate qui per leggere l'articolo completo in inglese



Libri e film

Il business dei maiali


Il documentario Pig Business del regista Tracy Worcester rivela il vero prezzo dell'economica carne di maiale e descrive il sistema sconvolgente dell'industria per produrre ogni anno oltre un milione di tonnellate di carne suina destinata al mercato del Regno Unito. La sofferenza degli animali, i danni per la salute umana e per l'ambiente e la minaccia alla sopravvivenza dei piccoli allevatori sono alcune delle questioni sollevate dal documentario, proiettato questo mese da Slow Food North Yorkshire. Il dvd sarà fornito gratuitamente a chiunque desideri organizzare una proiezione.

Cliccate qui per leggere l'articolo completo sul sito di Slow Food in inglese

Visitate il sito di Pig Business per maggiori informazioni sul film e sulla campagna, per vedere l'intero film online o per organizzare una proiezione.

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Miele e limoni: un giro della Sicilia in Vespa


Il giornalista Matthew Fort (che si è fatto sentire di recente con un’aperta critica al governo italiano per il suo sostegno all'hamburger McItaly) racconta, in Sweet Honey, Bitter Lemons, una Sicilia decifrata attraverso i suoi cibi e scoperta durante un viaggio in Vespa. Esplorando la più grande isola del Mediterraneo, Fort scopre e si gode i cibi locali ovunque possa farlo: antipasti in paesini fatiscenti, gelato al limone su una riviera spettacolare, acciughe sotto un cielo tempestato di stelle. Catturato dall'intensità della vita in Sicilia, dagli straordinari paesaggi e dalle tradizioni, l'autore scopre come la vibrante cultura gastronomica dell'isola sia legata al suo passato, spesso turbolento.

Sweet Honey, Bitter Lemons: Travels in Sicily on a Vespa, 2008, Ebury Press.

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Un anno a impatto zero


Il libro racconta in maniera simpatica le avventure di un uomo con moglie, figlia e cane che - nel cuore di Manhattan - cambia in maniera radicale le proprie abitudini. Leggendolo, si possono scoprire molte pratiche quotidiane per ridurre il nostro impatto ambientale. La parte dedicata al cibo è illuminante: mangiando in modo sostenibile aumenta il piacere del cibo, ma anche la qualità delle relazioni personali.

Un anno a impatto zero, Colin Beavan, 2009, Cairo Editore.

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Contro lo spreco, la geniale cucina degli avanzi

La tradizione delle “virtù teramane” che si svolge ogni anno in Abruzzo ai primi di maggio è un rito popolare del passato che ci spinge a riflettere sul presente e sul futuro. La società contadina che l’ha concepito non esiste più, ma resta perfettamente valido e attuale per questi tempi spreconi e distratti.
Si tratta di un piatto e le protagoniste, come sempre in questi casi, sono le donne. La loro virtù sta nel riuscire a fare bene questa preparazione molto complessa, in cui il savoir faire è decisivo. La base di partenza sono gli avanzi rimasti nella dispensa dopo l’inverno: legumi secchi, pasta di varie tipologie, resti del maiale che la donna doveva essere brava a recuperare. Il piatto unisce questi avanzi alle verdure nuove di primavera, alla pasta fresca, a pezzetti di prosciutto o polpettine fritte. Non c’è una ricetta unica, l’abilità sta nel saper trasformare un’infinita lista d’ingredienti in qualcosa di diverso da un semplice minestrone.
È una ricetta illuminante, perché ci insegna il valore del risparmio, del riuso e del riciclo, perché è un inno contro lo spreco, ma è anche un simbolo di condivisione e di appartenenza a una comunità. Le famiglie, infatti, devono offrirla ai vicini e ai parenti. Dimenticarsi di qualcuno spesso dava anche adito a litigi, causava l’incrinarsi di rapporti o ne sanciva la rottura.
Quando mi dicono che il cibo buono costa caro, rispondo citando le virtù teramane, perché sono anche un piatto di una rara bontà. E se una volta erano fatte davvero a costo zero, oggi non ci fanno certo svenare. E’ importante cogliere il senso di questa tradizione: bisogna tornare alla cucina degli avanzi, essere parsimoniosi con il cibo nel nostro frigorifero, dopo averlo pagato il giusto ai contadini. Le virtù ci insegnano che il cibo è prezioso, che possiamo tirare fuori cose geniali da ciò che ci avanza. Ci riconducono anche al significato sociale del cibo, a una reciprocità che in tempi di crisi diventa un elemento economico rivoluzionario. Cerchiamo nel nostro piccolo di realizzare le virtù a casa nostra, e partiamo da maggio: facciamone il mese della lotta allo spreco in campo alimentare. Per noi, per il Pianeta e per chi ne ha un dannato bisogno. Che la tradizione si rinnovi e che dimostri la sua modernità.
Vorrei proporre ai grandi chef creativi, di mettersi un poco al servizio della cucina degli avanzi e di inventare per noi nuove ricette atte a recuperare e riutilizzare gli ingredienti che abbiamo in casa. Ma soprattutto, vorrei che le comunità di Terra Madre ci segnalassero le loro ricette tradizionali fatte con gli avanzi, che le raccontassero e che potessimo raccoglierle tutte per metterle a disposizione della rete: potrebbe essere l’inizio del futuro della gastronomia, partendo dal passato..

Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale

 




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CALENDARIO

Terra Madre Balcani
Sofia, Bulgaria
Luglio 2010

Terra Madre Argentina
Buenos Aires, Argentina
08 - 11 Luglio 2010

Salone del Gusto
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010

Terra Madre
Torino, Italia
21 - 25 Ottobre 2010

Terra Madre Day
Internazionale
10 Dicembre, 2010


 

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Slow Food e Terra Madre in numeri

Soci: 100.000
Convivium: 1.300
Paesi: 150
Presidi: 314
Prodotti dell'Arca del Gusto: 903
Mercati della Terra: 10
Orti Scolastici: 300
 
 
 
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