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La newsletter
di tutti coloro che fanno parte della rete di Terra Madre
e che insieme difendono l'agricoltura, la pesca
e l'allevamento sostenibili.
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Torino
2008
La
newsletter di questo mese è dedicata
alle testimonianze di tutti coloro che a
vario titolo e in modi diversi contribuiscono
con il loro impegno e le loro energie a
realizzare l’incontro mondiale delle
comunità del cibo
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Perché
ho scelto di sostenere Terra
Madre
In
un mondo globalizzato, la filosofia Slow Food
sarebbe incompleta se si preoccupasse di realizzare
la sua visione solo nell’emisfero Nord
del pianeta, ovvero nei Paesi del cosiddetto
Occidente. Se si è interessati a diffondere
una particolare cultura alimentare è
inevitabile e naturale rivolgere la propria
attenzione e il proprio interesse anche al
modo in cui cibo è prodotto a livello
mondiale. Inevitabilmente, ciò fa aumentare
le richieste di equità tra i Paesi
industrializzati e quelli in via di sviluppo
rispetto all’ordine delle opportunità
e alla possibilità di distribuzione.
Per fare un esempio, basta pensare al disequilibrio
in tema di potere di mercato esistente tra
i piccoli contadini e le grandi multinazionali
produttrici di semi e fertilizzanti.
Questa è la ragione per cui ho deciso
di sostenere concretamente l’idea
e le attività di Terra Madre. Consentire
ai produttori, ai consumatori e agli altri
soggetti attivi nel settore alimentare (come
gastronomi e accademici) di fare rete, incontrarsi
e condividere saperi può portare
all’elaborazione di strategie in grado
di cambiare l’intero sistema a livello
globale.
Di conseguenza, considero necessario che
Terra Madre estenda le sue attività
di rete anche ad altri attori, come alle
Ong che commerciano beni col marchio “commercio
equo”.
Sarà importante anche indirizzare le
richieste politiche ai relativi decision-maker
del Nord del mondo: ad esempio, imporre un
arresto ai sussidi per l’esportazione
di prodotti agricoli nei Paesi in via di sviluppo
dato che ciò rende non redditizia la
produzione di cibo a livello locale, o introdurre
una tassa a livello globale sulle transazioni
speculative che hanno per oggetto beni alimentari.
Solo così facendo la visione di Terra
Madre guadagnerà il potere, il peso
e l’influenza necessari.
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Burkhard
Mayr
Socio del convivium Slow Food di Vienna, Austria
e donatore della rete degli Amici di Terra
Madre
burkhard.mayr@gmx.net
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Benvenuti
nelle nostre case
La nostra famiglia ha partecipato alla seconda
edizione di Terra Madre, nel 2006. È
stata la locale condotta di Slow Food a farci
conoscere Terra Madre e, anche se ci siamo
buttati in questa esperienza senza sapere
molto della manifestazione e dei suoi obiettivi,
il risultato è stato straordinario
sotto ogni punto di vista, a partire da quello
umano.
L'impegno richiesto alle famiglie ospitanti
come la nostra era modesto: colazione, cena
e ovviamente un letto per i quattro giorni
della manifestazione.
Ci siamo trovati a cena con Benedito da Silva,
produttore di farina di manioca brasiliano
proveniente dalla regione del Parà.
All’inizio eravamo un po’ impacciati
e avevamo problemi a causa della barriera
linguistica, ma alla fine la voglia di comunicare
ha vinto e questo ci ha permesso di scoprire
il suo mondo. Un mondo fatto di tanto lavoro
e passione, permeato dalla consapevolezza
di perseguire uno scopo importante: la salvaguardia
della biodiversità.
Proprio questo aspetto ha fatto avvicinare
due persone appartenenti a mondi così
lontani e diversi: Benedito, produttore settantenne
mai uscito dalla sua contea e mio padre che
ha deciso di trasformare metà dell'azienda
agricola che gestisce in una zona umida per
la sosta di uccelli migratori. |
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Lorenza
Vaschetti
lorenza.vaschetti@libero.it
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Grazie
dell'accoglienza!
Quattro anni fa sono stato ospitato da una
famiglia che si dedicava alla produzione casearia.
Sono stati deliziosi, davvero. Erano sposati
da poco e si erano appena trasferiti in una
nuova casa. La moglie sembrava veramente eccitata
all’idea di ospitare per un paio di
giorni una coppia straniera, mentre suo marito
pareva più intimorito, anzi credo fosse
proprio contrario all’idea. Ma dopo
poco aveva già aperto una bottiglia
del suo vino fatto in casa e noi avevamo già
tirato fuori i nostri dizionari. Alla fine
abbiamo passato una bellissima serata chiacchierando
in inglese, italiano e tedesco nel tentativo
di capirci a vicenda. Noi generalmente mangiamo
poca carne e molta verdura, poche salse. La
loro dieta invece era: carne, carne e ancora
carne... che era buonissima. Un’esperienza
molto interessante.
Due anni fa, invece, sono stato ospitato in
tre posti diversi e ho vissuto esperienze
assolutamente differenti. Passavamo tutte
le sere fuori, a feste ed eventi. Tutti i
padroni di casa erano molto gentili, generosi,
socievoli e divertenti. Il mio italiano aveva
fatto progressi e il loro inglese era generalmente
molto buono.
Due esperienze italiane totalmente diverse:
la vera vita di campagna e quella di città,
(la seconda più all’insegna dei
festeggiamenti! |
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John
Lee
Frutticultore e scrittore, Comunità
degli Educatori di Brokline, Usa
allandalefarm@verizon.net
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La
mia Africa
All’epoca di Terra Madre 2006 stavo
cercando lavoro ed è stata un’opportunità
veramente unica poter lavorare come volontaria
a questo evento che ha riunito e fatto incontrare
5000 contadini provenienti da ogni parte del
mondo. Per tre giorni mi sono occupata di
intervistare i delegati delle varie comunità
del cibo per individuare il modo migliore
di aiutarli e metterli in rete. Essendo il
francese la mia lingua madre, ho raccolto
sopratutto le testimonianze di comunità
agricole africane. Parlare con loro è
stato come viaggiare nelle loro terre: sono
stata in Uganda a conoscere i benefici nutritivi
della patate dolce dalla polpa arancio, sulle
sponde di un fiume del congolese col presidente
dell’unione dei pescatori; in Ghana
per produrre creme a base di burro di Karité;
in Mauritania dove si beve il latte del dromedario...
A Terra Madre il tempo si ferma e dà
a tutti la possibilità di incontrarsi
e trovare delle soluzione comune attraverso
lo scambio e il confronto. Essere volontario
a Terra Madre significa fino in fondo vivere
la diversità culturale: un’esperienza
che mi ha dato più di quello che mi
aspettavo. Mi ha permesso di conoscere un’altra
realtà e ha profondamente modificato
la mia sensibilità rispetto alle problematiche
agricole del nostro pianeta. Ormai c’è
sempre un pò di Slow Food nel mio piatto
e nel mio carrello della spesa, e sento una
gran gioia ripensando a tutte le persone conosciute
a Torino. |
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Juliette
Fillion
Volontaria francese, Terra Madre 2006
juliette.fillion@gmail.com
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Siamo ormai a soli quattro mesi di distanza dalla
terza edizione di Terra Madre, ma sembra ieri
quando da un’intuizione del Presidente di
Slow Food Carlo Petrini nel 2003 nasceva l’idea
di un grande incontro mondiale tra le comunità
del cibo. E oggi, provando a pensare a questi
ultimi cinque anni, possiamo tranquillamente dire
che cosa è successo è andato al
di là delle nostre più rosee aspettative.
Eravamo convinti di poter coinvolgere tanta gente
in tutto il mondo con una sensibilità e
attenzione particolare per le tematiche di Terra
Madre, ma non pensavamo che così tante
categorie di persone fossero disposte ad adoperarsi
per aiutare la costruzione del network. Perché
è bene ricordare che oltre alle diverse
reti, dalle comunità del cibo ai cuochi,
alle Università e alle novità di
quest’anno dei giovani e dei musicisti,
in questi anni si sono venute a creare una molteplicità
di situazioni in cui moltissime persone hanno
dato un contributo fondamentale per la crescita
e il funzionamento di Terra Madre.
Penso ai tanti convivium in tutto il mondo che
hanno iniziato a lavorare con le comunità
del cibo o con i cuochi, mettendo in essere quel
legame fondamentale tra produttori e consumatori
interessati a un cibo buono, pulito e giusto.
Gli stessi convivium che in molte occasioni hanno
anche realizzato attività di fundraising
a favore delle comunità. Non si contano
le attività organizzate in tutto il mondo,
da vere e proprie manifestazioni nazionali a piccoli
eventi, ma sempre e comunque utili per diffondere
la filosofia di Terra Madre.
Penso alle centinaia di volontari che da anni
ormai ci seguono e dedicano tanto loro tempo libero
ad aiutarci e che, ormai da più di un anno,
hanno addirittura fondato una nuova Associazione
che li riunisce. Mi vengono in mente le tantissime
persone che hanno donato dei soldi per aiutare
i produttori delle nazioni più povere.
Penso alle numerose famiglie che hanno mantenuto
i contatti con i delegati che avevano ospitato
e che in diverse occasioni sono andate a trovare
nei loro Paesi di origine, dando vita anche a
veri e propri rapporti di amicizia.
L’elenco potrebbe continuare ancora per
tanto, ma mi piacerebbe chiudere ricordando soprattutto
le migliaia di rapporti che si sono creati in
modo assolutamente spontaneo e indipendente dalla
nostra struttura centrale, che si stanno sempre
più consolidando e che costituiscono sicuramente
la miglior base per continuare a far crescere
sempre di più la rete di Terra Madre nel
mondo.
Paolo Di Croce
Segretario Generale di Slow Food
Internazionale, Segretario Fondazione Terra Madre
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la pesca e l'allevamento sostenibili.
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le racconteremo qui.
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In
Australia si raccoglie tutto l'anno
Nel 2006, Slow Food Perth ha raccolto i fondi che
hanno permesso a 14 delegati di partecipare al meeting
mondiale delle comunità del cibo di Torino.
Il nostro convivium è costantemente impegnato
nella raccolta di fondi in favore di Terra Madre
perché lo riteniamo uno dei più importanti
progetti Slow Food e perché pensiamo che
i produttori artigianali di cibi buoni, puliti e
giusti siano la colonna portante del movimento.
Circa il 10% delle somme raccolte in occasione di
tutti i nostri eventi è destinato a sostenere
la rete locale di Terra Madre. Nel 2006 abbiamo
ottenuto contributi dal governo e dalle autorità
regionali, e nello stesso periodo un altro significativo
aiuto è arrivato grazie all’organizzazione
di un pranzo a base di prodotti delle nostre comunità
del cibo.
I molti comunicati stampa prodotti e i reportage
realizzati dai media hanno aiutato ad aumentare
la consapevolezza e il supporto alla locale delegazione
di Terra Madre. Dopo l’evento, i partecipanti
all’evento di Torino sono intervenuti a workshop
e briefing organizzati dell’ente governativo
per condividere l’esperienza fatta e le conoscenze
acquisite, mentre lo chef di Terra Madre Vincenzo
Velletri ha preparato un pranzo per ringraziare
sponsor e sostenitori. |
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Pauline
Tresise
Fiduciaria della condotta Slow
Food Perth
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Aggiungi
un posto a tavola...
La
rete delle Osterie e Ristoranti di Terra Madre
e le condotte Slow Food sul territorio organizzano
cene in tutta Italia. Parte del ricavato andrà
a finanziare il viaggio dei delegati provenienti
dal Sud del mondo
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Mangiando,
mangiando... aiutiamo le comunità di Terra
Madre
Crediamo che sia importante un gesto concreto, nei
confronti di un progetto che anno dopo anno diventa
sempre più una realtà alternativa
a quella globalizzazione che ci sta facendo perdere
di vista l'importanza della diversità come
ricchezza. La nostra osteria ha riunito in cucina
tre singalesi, un marocchino e due eritree che con
passione ci hanno raccontato i loro Paesi attraverso
il cibo.
Salvatore e Mirna
Toscano
Osteria Mangiando Mangiando, Greve di Chianti,
Firenze, Italia
salva.t@virgilio.it
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Cinque
osterie per Terra Madre
Anche
Slow Food Torino Città, in collaborazione
con Eataly e grazie alla grande disponibilità
di cinque “Osterie d’Italia”
torinesi, ha organizzato una bella cena. Scopriamo
com’è andata attraverso il racconto
di chi l’ha organizzata e chi vi ha partecipato
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Ogni
tanto riesco a partecipare a qualche cena in veste
di degustatrice e non di cocinera... E poi se la
cena è a scopo benefico, partecipo anche
più volentieri!
La serata di mercoledì è stata davvero
bella ed emozionante. La sala era gremita (eravamo
più di 100 persone!); al tavolo accanto al
nostro sedeva anche il Presidente di Slow Food Italia,
Roberto Burdese, che ha aperto l’incontro
con un interessante discorso sulla biodiversità
e l’agri(bio)coltura che sta prendendo sempre
più piede in molte parti del mondo. È
impossibile in poche righe parlare di quante cene
ed eventi come questi si stiano organizzando in
tutta Italia (tramite le condotte di ogni città)
per permettere di raccogliere fondi. È sempre
una bella cosa poter fare del bene... e poi fa star
bene … almeno per me é così!
Nel mio
Blog, ho anche creato un piccolo
collage fotografico in ricordo della serata:
piatti, persone, amici, chef al lavoro e in pausa
“cibo”. |
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Sandra
Salerno
Cuoca, scrittrice e socia Slow Food
cucina@untoccodizenzero.it
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Abbiamo
ideato e organizzato una speciale cena a dieci mani
che ha riunito cinque osterie torinesi (Sotto la
Mole, Antiche Sere, Concalma, Saletta e Oca Fola)
per sostenere il viaggio di delegati provenienti
da Brasile e Marocco.
Roberto Burdese ha colto l’occasione per ribadire
l’importanza di Terra Madre per la città
di Torino e i torinesi. Bruno Boveri, Presidente
di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta ed Eric
Vassallo, Governatore Slow Food, hanno presentato
gli chef e i loro piatti, espressione delle tradizioni
locali: misto di antipasti piemontesi, carpionata,
riso Acquerello saltato alle verdure, brasato al
Barolo, bonet e panna cotta.
A questa bella serata hanno partecipato ben 125
persone e sono intervenuti anche una troupe di France-2
e numerosi giornalisti torinesi. |
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Leo
Rieser
Fiduciario della condotta Slow
Food di Torino Città, Italia
leo.rieser@slowfoodtorino.com
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Le
Case Coldiretti
La
Coldiretti è un’associazione italiana
di rilievo nazionale che rappresenta il mondo
rurale e scommette sull’agricoltura come
risorsa economica, umana e ambientale. I membri
di Coldiretti Piemonte accolgono più di
40 delegati in imprese agricole, alloggi rurali
e abitazioni di famiglie della regione
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Ospitare
le tessere del mosaico di Terra Madre ha significato
entrare in contatto con persone provenienti da tutti
i continenti, un’esperienza di scambio e relazione
unica nel suo genere. L’idea è stata
quella di favorire lo scambio di esperienze tra
base associata e ospiti delle “Case Coldiretti”,
un confronto che ha avuto come filo conduttore un
modo diverso di intendere l’agricoltura, più
attento alle risorse ambientali, all’origine
territoriale dei prodotti, alla dignità dei
lavoratori e alla salute dei consumatori. Per questi
motivi Coldiretti ha sostenuto e accolto con convinzione
il progetto, un’occasione per tutte le comunità
del cibo del mondo di conoscersi, far sentire la
propria voce ed esporre le proprie ragioni in diretta,
senza l’intermediazione di chi ha interesse
a diffondere messaggi pseudo-morali per giustificare
l’omologazione dell’agricoltura, dell’alimentazione
e dei consumi, nascondendo ben altri interessi.
I suoni, colori, storie e profumi di terre lontane,
a ottobre, torneranno a mescolarsi in un grande
villaggio globale dove si riuniranno produttori
e operatori del settore agroalimentare rappresentativi
di questo modo diverso (che è poi anche la
filosofia di Coldiretti) di intendere la produzione
di cibo. |
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Giorgio
Ferrero
Presidente regionale Coldiretti
Piemonte
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La
Rete delle Città di Terra Madre
è composta da tutti i Comuni italiani animati
dal desiderio di dare prova dell’ospitalità
italiana. I Comuni della rete hanno attivamente
partecipato al progetto fornendo supporto finanziario
e ospitando i delegati
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Nel
2006 la Provincia di Biella, insieme al Comune e
ad altri soggetti del territorio, ha partecipato
all’ospitalità di 40 allevatori delle
comunità del cibo. La particolarità
dei nostri ospiti era data dal fatto che tutti allevavano
capi che oltre alle carni producevano fibra.
“Materia prima, fibra di comunità”
è stato il titolo di un incontro, un evento
decentrato nel programma ufficiale di Terra Madre,
che abbiamo realizzato in quei giorni a Biella e
che intendeva creare un momento di scambio di esperienze
tra gli allevatori, produttori di fibra, e i rappresentanti
dell’industria tessile biellese.
La cultura di cui sono portatori gli allevatori
si poneva allora, forse per la prima volta, in relazione
con la cultura industriale di cui Biella è
importante espressione: siamo debitori al lavoro
delle comunità e abbiamo sentito il bisogno
di riappropriarci di parte della loro cultura, sostenendo
con quell’incontro la necessità di
un forte impegno verso la giustizia sociale per
gli allevatori delle diverse comunità.
Non solo fibra ma cultura: questo il prodotto delle
attività che contribuiscono a costituire
legami sociali e esperienze esemplari di sviluppo
sostenibile. |
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Davide
Bazzini
Assessore alla Tutela Ambientale, Pace e Cooperazione,
Provincia di Biella
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Tradizioni alimentari
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Capodanno
Maori |
Il Matariki è il nome
Maori utilizzato per indicare un gruppo di stelle note come
Pleiadi. Nel mese di giugno, la loro comparsa all’orizzonte,
poco prima dell’alba, segna il tradizionale Capodanno
Maori: l’inizio del nuovo anno è annunciato dall’ascesa
di Matariki e dall’avvistamento della luna nuova.
Nella cultura Maori l’osservazione delle sette sorelle
definisce anche il calendario dei raccolti (il maramataka):
stelle chiare e brillanti in cielo annunciano una stagione calda
e produttiva, se invece sono coperte da foschia l’inverno
sarà freddo e le semine non prenderanno il via prima
di ottobre. Oltre a definire i cicli stagionali, Matariki
fa riferimento alla raccolta e alla conservazione dei prodotti
in vista del periodo invernale (Matariki ahunga nui,
ovvero Matariki fornitore di abbondante cibo).
Il Matariki è un’importante occasione
di aggregazione per la famiglia, una opportunità per
ritrovarsi e condividere rituali, conoscenze e momenti di festa
all’insegna dell’ospitalità tipica della
cultura aborigena. Le donne esultano lanciandosi in canti e
balli per dare il benvenuto al nuovo ciclo vitale e preparano
piatti tradizionali con i prodotti appena raccolti. Dimenticato
dagli stessi Maori a causa della progressiva diffusione della
cultura occidentale, il capodanno aborigeno è tornato
in auge solo negli ultimi decenni.
Il Matariki è diventata anche un’occasione
per riflettere sul rispetto della natura, concetto centrale
nella cultura indigena: i Maori si definiscono kaitiaki,
guardiani della terra e di tutte le risorse che essa offre,
proteggendo e nutrendo i terreni per garantirne la sostenibilità.
Le pratiche tradizionali che prevedono l’osservazione
delle fasi lunari, delle stelle, dell’attività
degli uccelli e della fioritura delle piante sono seguite anche
dagli 800 membri della comunità Coltivatori Maori di
ortaggi aderenti alla rete di Terra Madre. L’attività
principale è la coltivazione, biologica e con metodi
tradizionali, di mais, patate, patate dolci (kumara: alcune
varietà derivano dalle patate dolci portate dai primi
colonizzatori provenienti dalla Polinesia mille anni fa), zucchine.
I produttori sono riuniti nell’associazione Te Waka Kai
Ora-Maori Organic Growers and Farmers.
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Raccontate anche voi
le vostre tradizioni! Descriveteci
la vostra comunità, raccontateci quali
sono i vostri piatti tipici e in che occasione
li mangiate. Compariranno poi in questa sezione.
Scrivete a communication@slowfood.com
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A domanda risposta
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Come
può un singolo individuo contribuire alla
realizzazione dell’evento Terra Madre? Potete
fornirmi qualche esempio concreto?
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Come testimonia la sezione speciale di questa newsletter dedicata
all’evento Terra Madre, sono molti e di varia natura gli
"sforzi" che ne rendono possibile la realizzazione,
come diversi sono i soggetti che spontaneamente decidono di
impegnarsi e ci aiutano con il loro contributo alla riuscita
dell'evento.
Donate. Attraverso una donazione è
possibile contribuire in maniera immediata e diretta alla realizzazione
di Terra Madre, un grande evento culturale che richiede sforzi
enormi, soprattutto dal punto di vista economico. Anche grazie
alle vostre donazioni i delegati provenienti da tutto il mondo
partecipano all’evento. Per aiutarci clicca qui.
Tessera Slow Food. Associarsi a Slow
Food significa sostenere una nuova agricoltura rispettosa dell’ambiente,
dell’uomo, del gusto e delle comunità del cibo
di Terra Madre. Significa sostenere un progetto di sviluppo
agricolo in tutto il mondo, entrare a far parte di una comunità
internazionale che annovera produttori e consumatori, chef,
massaie, ambientalisti, studiosi e gourmet e di una comunità
locale (la condotta) che organizza cene, degustazioni, convegni
ed eventi a pochi chilometri da casa tua. Scopri
i vantaggi di essere socio Slow Food!
Ospitalità. Rendersi disponibili
a ospitare i delegati aprendo le porte delle proprie case a
contadini,
pescatori, artigiani trasformatori provenienti da ogni angolo
del mondo è un altro modo per vivere lo spirito di Terra
Madre in prima persona: un’esperienza unica di scambio
e condivisione, un’opportunità di aprirsi all’incontro,
scoprire nuove realtà e far conoscere la nostra. I partecipanti
a Terra Madre sono ospitati sul nostro territorio grazie al
grande impegno della Rete delle Città di Terra
Madre, ma anche di privati, associazioni, enti locali
e strutture ricettive che si rendono disponibili a ospitare
le comunità del cibo diventando così comunità
ospitanti.
Partecipazione ai Forum
on-line dei Laboratori della Terra. Sono in
linea i diversi forum di discussione specifici per ogni seminario.
Gestiti da un moderatore esperto dell’argomento trattato,
saranno aperti ai contributi di tutti (non solo dei delegati,
ma proprio di chiunque, anche di chi non sarà presente
all’evento) in termini di commenti, articoli, scambio
di informazioni, presentazione di paper, ecc. Partecipare
a questi Forum sarà molto utile perché rappresenterà
la base di discussione per i Laboratori della Terra a ottobre
a Torino e sarà occasione per un maggiore coinvolgimento
e ampliamento della rete di Terra Madre!
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Lo
sapevate che...
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Nascerà la Banca mondiale
delle saggezze! |
A partire dal Vertice sulla Terra di Rio de Janeiro (1992) le
Nazioni Unite hanno riconosciuto che tecniche e conoscenze tradizionali
sono parte della soluzione ai problemi ambientali e ai cambiamenti
climatici perché capaci di interagire con l'ambiente
senza minarlo. Con l’intento di recuperare questo patrimonio,
farlo rivivere, riapplicarlo e al contempo proteggerlo dalla
rapacità di chi potrebbe appropriarsene indebitamente,
è in via di costruzione la Wbtk,
ovvero la World Bank on Traditional Knowledge (Banca mondiale
dei saperi tradizionali). Tra gli scopi di questa «Banca
mondiale delle saggezze» coordinata dall’architetto
e urbanista Pietro Laureano, consulente dell’Unesco per
le zone aride, la civiltà islamica e gli ecosistemi in
pericolo, quello di «evitare la brevettazione: i diritti
di proprietà intellettuale possono intervenire e appropriarsi
di una conoscenza tradizionale solo quando questa non è
“notoria”. Il centro dunque notificherà all’ufficio
europeo brevetti quanto raccolto e inventariato».
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Non è un mestiere per
vecchi, ma... |
Un rapporto pubblicato all’inizio
di questo mese informa che oltre la metà degli agricoltori
europei ha più di 55 anni, un quarto più di 65
anni, mentre la percentuale di quelli con età inferiore
ai 35 anni ammonta a solo il 7% ed è in calo.
Quello dell’invecchiamento del settore agricolo è
un fenomeno percepito in vari Paesi, che ha indotto i parlamentari
europei a chiedere ulteriori misure Ue per incoraggiare i giovani
contadini a non abbandonare questo settore. Alla base di questa
volontà d’intenti vi è il rapporto redatto
dall’euro-parlamentare italiano Donato Tommaso secondo
cui: «Non è il pesante carico di lavoro a spaventare
i giovani e ad allontanarli da questo settore, ma piuttosto
l’elevato investimento finanziario (in particolare relativo
all’acquisto dei terreni) necessario all’avvio dell’attività,
un impegno che nella maggior parte dei casi li costringe a indebitarsi».
Una questione che non interessa solo Strasburgo e per la quale
si cercano risposte in tutto il mondo.
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